Vivere la casa con stile

La ceramica sperimentale di Francesca Verardo

Meno otto giorni al via per SOURCE SELF-MADE DESIGN, la mostra internazionale di design autoprodotto che si terrà a Firenze  dal 10  al 20 settembre, e noi continuiamo le nostre piacevoli chiacchierate con i designer che parteciperanno al concorso. Oggi incontriamo Francesca Verardo che non lo dice ma sospetto sia veneta anche lei.

Scopriamo chi è e cosa fa nella vita.
Ho studiato architettura allo IUAV di Venezia. Nel frattempo mi sono avvicinata al mondo della ceramica, frequentando vari corsi in Italia. Una volta laureata ho fatto diverse esperienze in studi di architettura sia in Italia che all’estero ma ho capito che la mia vera passione è la ceramica. Così circa 2 anni fa ho aperto il mio laboratorio dove progetto e produco oggetti e gioielli in ceramica e porcellana.

Come mai ti sei iscritta a Source e cosa ti aspetti da questo concorso?
Alcuni colleghi mi avevano positivamente descritto Source. Ho quindi deciso di prendervi parte, reputandola un’ottima occasione di confronto tra vari ambiti della autoproduzione e come possibilità di promozione del proprio lavoro.

Qual è la spinta che ti ha portato verso l’autoproduzione?                                                                                    L’autoproduzione nell’ambito della ceramica è “quasi” obbligatoria. Non confrontarsi direttamente con l’aspetto produttivo rischia di rendere la ricerca all’interno della disciplina sterile o monca. Il bello di questo materiale è il progettare tenendo conto dei vincoli e delle possibilità che ti vengono concesse, anche in base alle diverse tecniche, sia realizzative che decorative. Tento sempre di coniugare all’interno dei miei prodotti l’aspetto di ricerca formale dato dai miei studi in architettura con quello tecnico datomi dalle esperienze e dalle sperimentazioni fatte in laboratorio.

Cosa fai per far conoscere i tuoi prodotti. E se qualcuno li volesse acquistare?
Per far conoscere i miei prodotti partecipo a fiere sia inerenti il mondo dell’oggetto (Maison&Objet di Parigi) che quello della ceramica (Il festival internazionale della ceramica di Faenza), oltre ad eventi come  Source. Se qualcuno volesse acquistare i miei lavori ho una rete di vendita consultabile sul sito www.francescaverardo.com con negozi/bookshop presenti sia all’estero (Royal Academy of London, Museum of Modern Art Chicago) che in Italia (in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia), oppure può contattarmi direttamente.

Vediamo da vicino i suoi progetti.

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Collane poliedriche. Creazione di forme geometriche complesse prodotte attraverso un procedimento di battitura manuale. Una ricerca volta a esaltare le relazioni formali che nascono dalla voluta indeterminatezza del metodo di lavorazione.
Diverse possibilità di colorazione nascono dallo sperimentare con l’affumicamento, lavorando per contrasto, con il bianco e il nero, o per sottrazione, alla ricerca di una cromia che evidenzi la struttura materica della ceramica.

Frames. Delimitare il vuoto. Segmenti di linee creano ipotetiche cornici. Un approccio minimale volto a suggerire il valore del non apparire. Gli elementi che compongono il gioiello sono cilindri di porcellana forati e legati tra loro. Il risultato è una composizione non rigida, che si adegua al corpo senza nasconderlo.

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I vasi poliedrici sono dei contenitori in ceramica progettati per essere posizionati nelle loro varie facce e assumere così diverse modalità di utilizzo. Il progetto formale si basa sulla rielaborazione di molteplici forme diverse di vaso unite in un singolo elemento. Sono realizzati con argilla bianca secondo la tecnica del colaggio.
La superficie esterna viene accuratamente graffiata e poi levigata, mentre quella interna è smaltata nella versione colore oppure affumicata secondo diverse gradazioni di grigio nella versione Raku.
I vasi assumono un aspetto sempre nuovo in base al lato su cui vengono appoggiati e al punto di vista da cui li si osserva.
Inoltre lo scostamento tra percezione visiva e tattile genera una forma di meraviglia: mentre la prima comunica un aspetto ruvido e materico, la seconda per contrasto risulta liscia e setosa.

E sotto una sorridente Francesca con una sua creazione.

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