Vivere la casa con stile

Francesco Perego – design in equilibrio fra tecnologia e artigianato

di Sebastiano Tonelli.

Fra i designer che hanno esposto a Source Self-made design di aprile, Francesco Perego ha saputo attirare l’attenzione trattando la ceramica in modo del tutto innovativo e sperimentale, facendola interagire con la stampa 3d.

Chi è Francesco Perego e cosa ti ha spinto ad avvicinarti al mondo del design? Su cosa preferisci lavorare?
“Sicuramente il design è stato per me un modo di identificare un mondo che racchiudeva diversi aspetti legati all’esistenza degli oggetti che ci circondano. Sono sempre stato attratto dalla progettazione e dalla fabbricazione delle cose, dalle graffette ai grattacieli,  con più o meno consapevolezza a seconda degli anni e soprattutto in modi differenti. Anche grazie alle persone vicine a me, sono riuscito a crescere questa passione in scuole e ambienti in cui si dava grande spazio agli aspetti materici e fisici di un oggetto, oltre a quelli legati al processo creativo.

A tutto questo si è aggiunta la passione per la tecnologia, scegliendo di lavorare nei campi di design, manifattura, robotica e programmazione. Mi occupo principalmente di progettare prodotti e  processi con una forte componente creativa. Voglio automatizzare il non-standard, sincronizzare la progettazione digitale con la produzione e l’assemblaggio robotico per ottenere diversità nel design e flessibilità nella produzione con lo sviluppo di un’ estetica secondo processi produttivi e commerciali sostenibili. Eliminare la sovrapproduzione e valorizzare le materie prime, avvicinando al valore progettuale del design il valore produttivo dell’artigianato e le possibilità date dalle nuove tecnologie.
Con i miei progetti ricerco sempre un legame con le tradizioni della produzione ma guardando al futuro, perché credo che la conoscenza dei modi di operare della tradizione artigiana aggiunga significato culturale al progresso tecnologico.”

 Algorithmic Ceramics

gruppo vasi in ceramica 3d

A Source hai presentato “Algorithmic ceramics”, bellissimi vasi che fondono la ceramica e la stampa 3d. Cosa accomuna questi due mondi apparentemente agli antipodi?
“Algorithmic Ceramics è l’esplorazione dell’imprevedibilità nella fabbricazione digitale come riavvicinamento al valore dell’artigianato. Un’evoluzione del lavoro sulla stampa 3D della ceramica finalizzato a esplorare la progettazione che utilizza direttamente il codice come strumento creativo nella produzione di manufatti, argomento di una ricerca precedente che si basava sull’utilizzo del disegno e dell’illustrazione per esprimere la creatività di alcuni algoritmi, (progetto“ bit traces ).La decisione di utilizzare questo materiale ha diverse motivazioni, non solo legate alle caratteristiche tecniche ed estetiche. Ho sempre attribuito alla ceramica un grande valore legato alla storicità e al passato ma soprattutto uno stretto legame con la terra. Questo materiale, unito alle possibilità formali della manifattura additiva, mi avrebbe dato modo di sperimentare strade creative diverse e inaspettate.”

Bit traces

3d disegno

braccio robot che disegna rosso

Che importanza ha una manifestazione come Source al giorno d’oggi?
“Credo che progetti come Source, che reputo più di una manifestazione, siano estremamente importanti soprattutto per motivi culturali legati alla comunicazione di un settore che nel nostro paese ha un valore molto alto, non solo per la visibilità dei singoli progettisti e autoproduttori ma in generale per l’informazione, la conoscenza e la valorizzazione di questo mondo. Molti designer, autoproduttori e nuovi artigiani in quanto realtà di piccole dimensioni hanno bisogno di supporto proprio in queste aree, ecco quindi che la condivisione dei modi di operare, degli spazi comunicativi ma anche di progetti aiuta ad aumentarne la forza oltre che il valore.”

Cosa ne pensi dell’autoproduzione? Pro e contro (se ci sono)
“Penso che l’autoproduzione sia una strada molto interessante per via dell’indipendenza che dà al progettista. Ci si può slegare dalle regole canoniche del consumo e pensare a prodotti differenti non solo esteticamente ma anche dal punto di vista della modalità di produzione -più flessibile e personalizzabile- oltre che nella modalità di vendita – più snella e meno consumistica- sicuramente diretta ad un pubblico differente, che apprezza assieme alla qualità estetica e produttiva di un oggetto anche la sua storia, la storia di chi lo ha prodotto e l’etica di tutto il processo.
Dal punto di vista della fabbricazione questa scelta ti porta a fare degli investimenti su strumenti, mezzi e spazi che il designer non autoproduttore prima non doveva fare.

Su questo argomento mi sento di dire che ruolo fondamentale lo hanno luoghi come i fablab e nel mio caso WeMake, makerspace Milanese in cui lavoro come designer, ricercatore e formatore che mi ha dato tutto ciò di cui necessitavo ad un minor investimento. Qui ho sviluppato i miei progetti, sia dal punto di vista della prototipazione che dal punto di vista della produzione vera e propria. Il valore aggiunto di questi luoghi è la condivisione,  luoghi come questo sono accessibili a tutti e oltre che mettere a disposizione strumenti danno la possibilità di incontrare professionisti con cui collaborare, scambiare e condividere competenze ma anche tematiche progettuali.”

Sliced table

tavolo in legno con piano vetro

Sliced table,  è un progetto di un sistema d’arredo modulare ma anche di un nuovo processo con cui l’arredo può essere acquistato, prodotto e venduto. L’utente ha la possibilità di personalizzare e acquistare il proprio tavolo attraverso un interfaccia sul sito slicedtable.com La conferma d’acquisto produce in modo automatizzato le informazioni utili alla produzione customizzata, come i file per i percorsi macchina, mq di materiale necessario ma anche le informazioni utili all’acquirente, come dimensioni e prezzo. Ho sviluppato autonomamente tutto il processo che al momento manca solo del passaggio iniziale, ovvero il configuratore online, che però posso dire che vedrà da settembre.

Formalmente la peculiarità di questo progetto è la struttura del tavolo che può essere composta in base al proprio gusto estetico e necessità funzionale, utilizzando sei diversi moduli chiamati slice. Il valore di questo prodotto è dato inoltre dall’incontro tra cultura artigiana e innovazione tecnologica: le mie competenze in termini di design parametrico e creazione dell’apparato tecnologico unite al valore produttivo di un azienda artigiana come Gaffuri, che vanta più generazioni nel settore dell’arredamento in legno. Due mondi  perfettamente integrati in un unico processo/prodotto.

La scomposizione del tavolo nei suoi sei diversi moduli “slice”

progetto tavolo legno e vetro

Francesco Perego e dove potete trovarlo – francescoperego.comwemake.cc – slicedtable.com

ritratto di francesco perego

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