ritratto eva zeisel

Icone di Design – Eva Zeisel

di Evi Mibelli.

“Il tempo, per la Bellezza, non esiste” – Eva Zeisel.

Sono segretamente orgogliosa di avere avuto l’opportunità, nel 2004, di incontrare a New York una autentica leggenda del design: Eva Zeisel. Aveva 98 anni portati con grande eleganza e giocosa vivacità. Il suo fondamentale apporto al design si mescola con una vita che pare la trama di un romanzo di Truman Capote.

Eva Zeisel. A sinistra nel suo laboratorio a Budapest, 1926. A destra nel suo studio, Germania 1928-1931 circa. Ph. Archivio Eva Zeisel
eva zeisel foto epoca

Eva Amalia Striker Zeisel nasce a Budapest il 13 novembre del 1906, in una ricca famiglia ungherese di origine ebraica. L’ambiente domestico è attraversato dalla vivacità intellettuale della madre Laura, un’attivista politica per i diritti delle donne, e dall’intraprendenza del padre Alex, imprenditore tessile di grande successo. In un contesto simile Eva acquisirà quella sicurezza e indipendenza intellettuale che l’accompagneranno nel corso di tutta la sua avventurosa vita.

A 17 anni entra all’Accademia Imperiale di Belle Arti di Budapest per seguire il corso di pittura, sua grandissima passione fin dall’infanzia. Ma poco dopo l’abbandonerà per intraprendere gli studi da ceramista. “Questo cambio mi fu suggerito da mia madre. Lungimirante com’era, mi disse che per avere la piena autonomia economica dovevo trovarmi un lavoro. Da pittrice avrei fatto la fame. Pensai alla ceramica, grazie anche alla mia passione per l’arte popolare”.

Teiera realizzata per la manifattura Schramberg, Germania, 1929 circa. Archivio Eva Zeisel
teiera eva zeisel

Fu così che nel 1926, concluso il duro apprendistato nella Corporazione di Arti e Mestieri, aprì il suo laboratorio nel cortile della casa di famiglia. Venne notata da un industriale della ceramica che le chiese di seguire la sezione artistica della sua manifattura. “Questa esperienza mi consentì di aprirmi a nuove possibilità professionali. Nel 1928, dopo una breve esperienza in una bottega di Amburgo, venni assunta alla Manifattura Schramberg come responsabile artistica per la sezione tableweare. Questo passaggio ha rappresentato, per me, il salto dall’artigianato al design industriale. Avevo poco più di 22 anni”.

Servizio da caffè realizzato per la Manifattura tedesca Carstens, nel 1931. Sono evidenti le influenze moderniste nel design. Foto di A. Laurenzo per l’International Design Museum, Monaco di Baviera
servizio da caffe eva zeisel

La sua vivacità e irrequietezza spiegano anche la sua necessità di conoscere il mondo. Da donna libera racconterà: “Il mio lavoro mi ha portato in molti Paesi e mi ha permesso di vedere buona parte di questo pianeta ed entrare in contatto con tante culture. Ho usato la mia creatività come passaporto”.

Eva Zeisel in occasione del National Design Awards, New York, 2005. Premio alla carriera
eva zeisel premiata 2005 new york

Ovviamente non resterà indifferente al vivacissimo clima culturale della Berlino degli anni ’30 e del Bauhaus. Vi ci si trasferisce, entra in contatto con la scuola funzionalista, di cui apprezza il concetto di portare il “buon design” nelle case di tutti. Ma si discosta dalla massima “La forma segue la funzione”.  Non ammette rigidità nella creatività e, soprattutto, antepone sempre la bellezza come funzione rappresentativa di un oggetto.

A sinistra alcuni pezzi della collezione Classic esposta al MOMA. A destra, bricco per il latte. Per Eva Zeisel tutto ciò che prende forma deve essere toccato con le mani. Foto, Eva Zeisel Originals
creazioni eva zeisel

La ricerca della bellezza è considerata la prima attività dell’essere umano. Tutte le qualità utili – dal saper progettare bene la funzione per cui un oggetto è concepito sino alla scelta dei materiali – nascono dalla ricerca della bellezza”. Giovanissima ha ben chiaro quello che sarà il fil rouge di tutta la sua immensa produzione in oltre 80 anni di attività.

Collezione Classic Century, esposta al Moma, per Castleton China. Progetto originale del 1946. In produzione da Eva Zeisel Originals
collezione classic century eva zeisel

La sua sete di conoscenza la spingerà, nel 1932, ad accompagnare l’allora fidanzato – il fisico Alex Weissberg – in Russia. E qui dal 1932 al 1936 diventerà responsabile artistico della più grande industria sovietica della ceramica e del vetro, acquisendo autorevolezza in un regime che non tarderà a tradirla. Nel 1936 verrà arrestata con la falsa accusa di complotto per uccidere Stalin. Passò 16 mesi in un lager russo, in cella di isolamento.

Riuscì a non soccombere alla follia grazie alla sua capacità di “progettare anche con una mollica di pane da modellare con le dita”. Il 17 settembre del 1937 verrà miracolosamente rilasciata e messa su un treno per Vienna. L’arrivo nella capitale austriaca coincide con l’ascesa di Hitler. Un’ottima ragione per Eva di allontanarsi velocemente dall’Europa nell’imminenza della tragedia delle persecuzioni. Contatta un vecchio amico a Londra, Hans Zeisel, che raggiungerà e sposerà per poi emigrare nel 1938 negli USA. Con soli 64 dollari in tasca.

Nella foto del Brooklyn Museum, coll. Town and Country con saliera e pepiera che stilizza una madre con il suo bambino, e un’oliera a forma di coniglietto (1940-1945). Lo stile di Eva Zeisel prediligerà sempre le forme organiche e avvolgenti
town and country collection eva zeisel

Di nuovo riparte da zero. Contatta i produttori di ceramica statunitensi e nel giro di poco tempo troverà lavoro come insegnante di ceramica al Pratt Institute a Brooklyn. Il suo lavoro di designer verrà notato da Eliot Noyes, allora direttore del design al MOMA di New York. La segnalerà alla Castleton China che era alla ricerca di un designer per creare una collezione tavola dalle linee moderne. Fu un successo e nel 1946 gli fu dedicata una mostra personale. Prima donna nella storia del MOMA. Da quel momento la sua carriera decollerà di successo in successo, costellato di premi e riconoscimenti.

Eva Zeisel con la collezione Bird Vase Designs. Foto Eva Zeisel Originals
bird vase designs

Gli oggetti progettati da Eva Zesiel non conoscono il tempo: sono morbidi, sensuali, materni, dalle linee organiche. Da accarezzare con le mani come una madre farebbe con il proprio bambino. Inconfondibili.

A sinistra, zuppiera One-o-One Rockland, rieditata per il 101esimo compleanno di Eva Zeisel. A destra set di posate su disegno originale per Crate and Barrel. Produzione Eva Zeisel Originals
zuppiera e posate eva zeisel

Resterà emblematica la sua definizione di Industrial Designer. Mi definisco costruttrice di cose. I designer industriali vogliono creare cose nuove. Ma il concetto di ‘novità’ è un concetto commerciale, non un concetto ‘estetico’ e l’innovazione non fa parte degli obiettivi del mio lavoro. I costruttori di cose creano bellezza, eleganza, comodità. Io mi occupo della disinteressata, gioiosa ricerca della bellezza”.

A sinistra, Belly Button Room Divider, prototipo in ceramica 1957. Foto by Brent Brolin/Eva Zeisel Archive. Al centro e destra, rivestimento fonoassorbente in feltro di lana, componibile, per Filzfelt
separe in ceramica e rivestimento fonoassorbente

A chi le chiedeva come potesse in 80 anni di carriera, con quasi 100.000 pezzi disegnati, non inaridirsi, rispondeva: “Il tempo, per la bellezza, non esiste. Faccio il mio lavoro come sempre. Non esiste rapporto con l’età. La parola ludico è un aspetto necessario del mio lavoro, è la sua linfa”. Eva Zeisel lavorerà fino a poche settimane prima di morire, all’età di 105 anni, nel dicembre del 2011.

In copertina, la leggendaria Eva Zeisel. Foto tratta dal sito filzfelt.com

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