Vivere la casa con stile

Le soluzioni per le rinnovabili in casa

di Gaia Mussi.

L’energia rinnovabile assume un ruolo sempre più importante nelle riqualificazioni energetiche, permettendo (tra l’altro) un importante risparmio sull’acquisto di energia.

Quando si ristruttura casa sarebbe giusto favorire la produzione di energia rinnovabile, per aumentare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale dell’edificio. Rendere le case più “green” è anche un obiettivo dell’Unione Europea, che punta alla decarbonizzazione entro il 2050.

Sfruttare l’energia del sole: fotovoltaico e solare termico

Il fotovoltaico e il solare termico sono la più classica delle soluzioni per introdurre le energie rinnovabili in ambiente domestico. Sfruttano la radiazione solare per produrre energia elettrica e riscaldare acqua. L’energia elettrica prodotta dalle celle fotovoltaiche (generalmente in silicio monocristallino o policristallino) può essere autoconsumata in casa o anche reimmessa – e quindi venduta – sulla rete nazionale.

Photo courtesy Jeremy Bezanger
fotovoltaico tetti

Nel caso in cui i pannelli non siano collegati alla rete, ma solo finalizzati all’autoconsumo, si parla di impianti stand-alone. Il numero dei pannelli da installare dipende dal fabbisogno energetico e per sfruttare al meglio l’impianto si può combinare un sistema di accumulo, ossia una batteria in grado di accumulare l’energia prodotta durante il giorno, permettendone l’utilizzo anche di sera e di notte.

Invece, il solare termico riscalda un liquido che scorre nel pannello e che poi cede calore all’acqua calda sanitaria, accumulata in un serbatoio. Il costo di questi impianti dipende dalla loro dimensione e tipologia, definite in base ai consumi stimati. Il fotovoltaico e il solare termico beneficiano di diverse detrazioni fiscali, come il Bonus ristrutturazioni al 50% o, se abbinati ad altri interventi trainanti come l’isolamento termico, anche del Superbonus 110%.

pannelli fotovoltaici

Sfruttare il calore di aria, acqua e terra: le pompe di calore

Le pompe di calore sfruttano l’energia presente in natura per ottenere il calore necessario a riscaldare casa o a produrre acqua calda sanitaria. A seconda della fonte utilizzata, cambia la tecnologia e il modello di pompa di calore. Le principali sono:

  • Pompa di calore aria-aria: preleva calore dall’aria esterna e riscalda aria che viene fatta circolare all’interno tramite split;
  • Pompa di calore aria-acqua: sfrutta sempre l’aria, ma per cedere calore all’acqua, che ad esempio può circolare in un sistema radiante a pavimento;
  • Pompa di calore acqua-acqua: preleva calore all’acqua di falda;
  • Pompa di calore terra-acqua:  ricorre all’energia geotermica, quindi della terra, tramite apposite sonde nel terreno.

Chiaramente, per rendere davvero rinnovabile l’intero sistema, è importante preoccuparsi di come viene prodotta l’energia elettrica necessaria per azionare la pompa. L’ideale sarebbe abbinarla al fotovoltaico. Anche le pompe di calore godono di diversi incentivi fiscali, tra cui il Bonus ristrutturazioni al 50%, l’Ecobonus al 65% e il Superbonus 110%.

pompa calore

Anche l’eolico può essere installato a casa

L’energia del vento può essere trasformata in energia meccanica, che a sua volta viene utilizzata per la produzione di energia elettrica. Chiaramente è fondamentale che ci siano le giuste condizioni ambientali, ma se queste sono adeguate è possibile installare un impianto mini eolico, quindi una turbina di piccole dimensioni adeguata alla produzione di energia per i consumi domestici. Queste turbine producono fino a 20 kW di energia.

mulino modellino

Il ruolo delle biomasse

Quando si parla di biomasse non si fa riferimento alla produzione di energia rinnovabile in loco, ma come la pompa di calore permetta di riscaldare casa tramite il consumo di energia “verde”. Le biomasse utilizzate per le caldaie e le stufe domestiche sono principalmente pellet, legno e cippato, quindi risorse rinnovabili che devono essere coltivate, raccolte e lavorate in modo sostenibile. È vero che il funzionamento di queste caldaie si basa sulla combustione, ma durante la loro vita le specie coltivate per la produzione delle biomasse assorbono altrettanta CO2.