Vivere la casa con stile

Otto piante belle e buone

di Marta Meggiolaro.

Pochi sanno che fra le piante selvatiche, anche quelle che crescono ai bordi della strada, si trovano specie che hanno proprietà eccezionali. Non sono solo fortissime, temprate per resistere a condizioni difficili, ma anche delicatamente poetiche e benefiche, conosciute, in alcuni casi, dall’alba della storia umana.

In più, si coltivano praticamente da sole e richiedono davvero poco impegno, a parte luce e acqua. Esistono alcuni fiori che sono eduli o edibili, ovvero si possono mangiare. Specie facilmente coltivabili a casa e che non solo decorano i giardini e i terrazzi, ma possono essere consumati, ad esempio, in un’insalata o preparando una tisana.

Alcuni sono molto comuni, altri sono fiori edibili più ricercati, ma tutti garantiscono una buona riuscita e soprattutto hanno un sapore capace di stupire.

Persicaria bistorta

È una pianta erbacea perenne che produce in estate delicate spighe rosa. Le foglie sono arrivate a maturazione e si presentano lunghe e dure. In primavera, però, i loro germogli sono foglioline tenere e fresche, che si possono mangiare in insalata oppure cotte.

Persicaria bistorta, foto di Res Naturae – resnaturae.com
persicaria bistorta

Borago officinalis

La Borragine è una erbacea annuale caratterizzata da fiori stellati blu e foglie coperte da una lanugine argentea, da cui probabilmente deriva il nome (borra, in latino, significa “panno di lana”). Se ne mangiano i fiori, da consumare freschi nelle insalate o usati per decorare dolci e altre portate. Anche le foglie, dopo essere state ben cotte, possono essere mangiate. In più, è una pianta amica delle api.

Borragine, foto Adobe Stock
fiori borragine

Calendula officinalis

Il fiore giallo e pieno delle calendule è una gioia per gli occhi e per il palato. A fine estate gli ultimi fiori devono essere raccolti per essere seccati. Durante l’inverno verranno usati per infusioni e tisane che ricorderanno il caldo e i profumi dell’estate, aiutando a contrastare la stanchezza e i malesseri di stagione.

Calendula officinalis, foto di Res Naturae – resnaturae.com
fiore calendula

Crambe maritima

Il cavolo marino fa parte della famiglia delle Brassicaceae, quella dei cavoli, e ha le foglie azzurrognole, come il mare. È una pianta di cui sono edibili diverse parti. I germogli primaverili e i boccioli dei fiori si mangiano bolliti. Le foglie mature, invece, si possono aggiungere alle minestre o essere saltate in padella. I fiori sono dolcemente profumati.

Crambe maritima, foto di Res Naturae – resnaturae.com
crambe marittima

Perilla frutescens purpurea

La Perilla, che viene chiamata anche Basilico della Cina, porta un colore insolito e sorprendente in giardino, grazie alle sue foglie viola quasi metallizzate. I fiori, freschi, si aggiungono alle insalate o come decorazioni sui dolci. Le foglie più grandi e mature, invece, possono essere fritte in pastella come le foglie di salvia.

Perilla, foto di Res Naturae – resnaturae.com
basilico della cina

Tagetes patula

La grande famiglia dei tagete contiene fiori con colori che variano dal giallo, all’arancione, al rosso. Le proprietà di questa pianta sono davvero tante. Coltivati nell’orto terranno lontani, con il loro odore, alcuni parassiti e insetti dannosi.

I fiori secchi possono essere aggiunti alle tisane e alle bevande alcoliche per colorarle, ed è possibile anche colorare i tessuti. Però sono buoni e belli anche freschi: una spolverata di petali ben lavati sul riso, o sull’insalata, donerà gusto e colore.

Tagetes patula, foto di Res Naturae – resnaturae.com
tagetes patula

Tanacetum parthenium

Questa pianta è conosciuta in Italia con altri nomi: amarella, amareggiola, matricale, maresina ed erba marga. Si tratta di margherite bianche dal cuore giallo che possono essere usate come la camomilla. Il nome, Tanacetum, deriva dal greco e significa “guarisco a lungo”, con riferimento alle proprietà curative e lenitive che vengono riconosciute ai suoi fiori.

Tanacetum parthenium, foto di Res Naturae – resnaturae.com
margherite bianche cuore giallo

Tropaeolum majus

Coltivare il Nasturzio è davvero facile e dà grandi soddisfazioni. Si può lasciarlo “correre” sul terreno, oppure coltivarlo in vaso e farlo cadere come un festone, altrimenti si può farlo arrampicare su un traliccio.

I germogli si usano per condire le zuppe, le minestre o semplicemente in insalata. Si possono usare tutte le parti della pianta in realtà, fiori, boccioli e foglie. Il sapore è leggermente piccante, assomiglia a quello del crescione.

Nasturzio, foto di Res Naturae – resnaturae.com
nasturzio

In copertina, insalatina tenera con fiori freschi di nasturzio. Foto Adobe Stock