Vivere la casa con stile

Stella Orlandino – esperienze di design viscerale

di Giulia Mura.

In una lunga e appassionata conversazione, Stella Orlandino – designer indipendente italiana, classe 1989 – ha descritto un mondo, il suo, fatto di molte sfaccettature: del suo rapporto tra Nord e Sud, di autoproduzione, ispirazioni, ricerca, ritualità contemporanee, autenticità emozionale, del valore della semplicità e del sistema del design, che molto probabilmente andrebbe ripensato.

Attualmente di base a Pachino, ma originaria di Bernalda in provincia di Matera (si, lo stesso paesino di Francis Ford Coppola) Stella Orlandino, dopo la laurea in Product Design alla Naba di Milano nel 2011, apre il suo studio collaborando con diverse realtà nazionali ed internazionali, nel mondo del caffè e dell’industrial design.

Particolarmente attenta alla cura del dettaglio e alle tecniche di produzione artigianali legate ai territori, negli anni sviluppa progetti ispirati al food design, alla matericità e alla gestualità. Per la designer, infatti, l’oggetto altro non è che la base di una serie di riti esistenziali, un prodotto che ha l’esigenza di raccontare una storia fatta d’intrecci fra tradizione, innovazione e poetica.

Stella Orlandino, foto di Carlo Giunta
ritratto stella orlandino
Rompiamo il ghiaccio. Definisciti in 3 parole.

Altruista, curiosa, viscerale. Progetto sempre per fare contente, e aiutare, le persone in specifiche attività.

Più volte parli di autoproduzione come momento di ricerca libera, fuori dalle tempistiche folli che spesso contraddistinguono il design di prodotto, accennando anche, di fatto, ad una sostanziale differenza di approccio al progetto tra Nord e Sud. Spiegaci meglio.

Sostengo con forza il valore di un design semplice, fatto di autenticità ed emozione. E si, da progettista, produttrice e imprenditrice, trovo l’autoproduzione un sistema intelligente ricerca e approfondimento. Non hai aziende che dettano il come, il dove e il perché, sei libera di sperimentare. Di sbagliare e ricominciare.

Negli ultimi anni ho utilizzato il processo dell’autoproduzione per alcuni progetti in edizione limitata, partendo da una profonda riflessione sull’alta manifattura artigiana del sud Italia e le sue radici culturali, che nasconde un sottobosco di immensa qualità.

Rispetto al sistema del comparto design, mi chiedo se abbia senso, per esempio, fare il Salone del Mobile tutti gli anni. Questa pandemia di certo – che ha dilatato i concetti di tempo e spazio – ci ha ri-insegnato che vale la pena dedicare il giusto tempo alle cose. Ne vengono fuori senz’altro esperienze migliori.

Collezione Segnacoli, foto di Santi Codiglione
vasi segnacoli
Ma veniamo un po’ ai tuoi lavori. Raccontaci in particolare Segnacoli, i cui prototipi, ad ottobre, ti hanno consentito di vincere la menzione speciale a Materia sospesa, edizione digitale del festival indipendente del design italiano.

Segnacoli è un set di tre vasi ispirati ai tombali, urne per olii e unguenti parte fondamentale del corredo funerario, pensati per la quinta edizione del festival Materia (in scena a Catanzaro, dal 2 al 4 ottobre 2020) i cui prototipi sono stati realizzati con l’aiuto della mia mamma, dato il periodo particolarmente complicato. Una collezione autoprodotta di vasi in ceramica, nata da una ricerca formale sul vasellame dei corredi funebri del primo maestro italiano di ceramica attica a figure rosse del V secolo a.C., il Pittore di Pisticci.

I tre elementi si chiamano rispettivamente Lekythos (blu), Loutrophoros (giallo), Nestoris (rosso). Lekythos è un vaso dal corpo allungato con un’unica ansa e ampio orlo svasato, utilizzato nella Grecia antica per conservare e versare olii e unguenti profumati durante cerimonie funebri. Loutrophoros ha larghe anse, impiegato principalmente per conservare l’acqua lustrale, per la pulizia del corpo prima del matrimonio, o per la pulizia delle vesti delle donne decedute ancora nubili. Nestoris, infine, è il vaso tondeggiante decorato in screziato rosso. Oltre ad essere un segnacolo tombale, questo manufatto a destinazione essenzialmente funeraria, veniva riservato solo a determinate donne di alto rango.

A sinistra, collezione Segnacoli, vaso Lekythos, foto Santi Codiglione. A destra, collezione Segnacoli, vaso Loutrophoros, foto Santi Codiglione
vasi manici giallo e blu

Collezione Segnacoli, vaso Nestoris, foto Santi Codiglione
vaso con manici rossi design
Un rimando forte alla Magna Grecia e al Metaponto, oggetti intrisi di suggestioni, presenze e memorie del luogo, punto di contatto fra il divino e l’umano, sia per la forma dei manici – molto apotropaici – sia per la tecnica utilizzata, quella della copertura dell’ingobbio, un rivestimento a base argillosa che ricopre il corpo ceramico donandogli colori intensi, superfici lucide e particolare leggerezza.

La collezione, autoprodotta e realizzata da un artigiano siciliano che ha il suo laboratorio a Milano, è in vendita sulla piattaforma internazionale di e-commerce Artemest.

Cin Cin – unconventional glasses, bicchieri Alticcio e Lacrima
bicchieri design vino alticcio e lacrima
Nella tua produzione compaiono poi moltissimi oggetti afferenti al mondo del food design: raccontaci perché e come nascono le tue ricerche in merito.

Penso che il food design sia espressione di grande ritualità, cosa da cui sono affascinata. Trovo sia una delle poche aree del design dove è importante mantenere dei riti, in cui si torna all’essenziale, alla dimensione archetipa. Odori e sapori evocano infatti stati d’animo, ricordi, emozioni.

Eclittica, vassoio in marmo disegnato per Kimano
vassoio tondo marmo verde

disegni progetto vassoio stella orlandino
Tra i progetti di questo tipo c’è Cin Cin – unconventional glasses (collezione di bicchieri composta da Alticcio, la mia tesi di laurea, Lacrima, Tuba, Sobrio, Sbadato e Due); Eclittica, vassoio in marmo ideato per Kimano, ispirato allo zodiaco, con le 12 costellazioni in un gioco di luci ed ombre. Ho disegnato il manico della tazzina di una torrefazione siciliana, Caffè Marsalì, che ricorda gli archi arabi (oltre ad essere ergonomico e quindi particolarmente comodo da impugnare). Infine il progetto in collaborazione con Moak, For[me] design set, ripensando gli accessori del bancone bar.

Tazzina Marsalì
tazzine caffe reverso

For[me] design set per Moak 
vassoio homepage

Bummulo per Trame Siciliane, foto Tiziana Catania
vassoio sottopiatto legno

vassoi tondi sottopiatto legno
Ma anche Bummolo, set di vassoi/sottopiatti disegnati per Trame Siciliane, direttamente ispirati al “bummulo”, un contenitore in terracotta che mantiene il liquido al suo interno costantemente fresco, dotato di comodi manici che ne facilitavano il trasporto. Questo il fine ultimo del progetto: rendere omaggio alla tradizione del Sud e a uno dei simboli folkloristici del ricco patrimonio siciliano, in chiave contemporanea.

Bummulo per Trame Siciliane, foto Tiziana Catania
vassoio bummulo siciliano
Rispetto alle ambizioni della tua ricerca, quali progetti hai nel cassetto?

Ne ho due: uno specchio e una libreria, autoportante.

Quali sono i tuoi riferimenti attuali?

Resto intimamente munariana nell’approccio curioso e di scoperta, ma amo anche l’ironia e l’uso del colore di Ettore Sottsass. Tra i contemporanei direi Antonio Aricò, come riferimento di designer che ha a cuore la sua terra, che come me ha studiato ed è attivo su Milano ma sempre con un ponte verso le sue radici, in primis culturali, e l’artista illustratrice francese Malika Favre per l’eleganza e la potenza del tratto.

Stella Orlandino – stellaorlandino.com

Nell’immagine di copertina, la collezione Segnacoli, foto di Santi Codiglione