Vivere la casa con stile

Paolo Benevelli – il design che guarda oltre

Industrial designer dal 1992, Paolo Benevelli ha raggiunto traguardi importanti nel suo settore: una mostra monografica in Triennale a Milano (2010), collaborazioni con leggende come Gillo Dorfles e Cini Boeri e prestigiosi premi tra cui ADI Design Index (2016 e 2018), Good Design Award (2018, 2019) e la selezione per il Compasso d’Oro, per la quale si qualifica tra i finalisti 2020.

Il suo è un design pulito, essenziale, in cui l’elemento chiave è il ‘guardare oltre’: oltre le mode, oltre i riferimenti del passato, oltre gli stili, in una ricerca personale volta a esplorare e interpretare le qualità più intrinseche degli oggetti, il loro significato e la loro funzione.

Sono proprio queste le qualità che si ritrovano in Shelf, il sistema modulare il gres porcellanato che gli è valso la qualifica in molti dei concorsi citati e la vittoria all’ ADI Ceramics & Bathroom Design Award 2017.

Il curriculum del designer è costellato di altri progetti legati al mondo dell’interior. Ci siamo fatti raccontare il suo percorso e il suo personale approccio al progetto.

A sinistra, dettaglio di Shelf (Ceramiche Coem, 2017). A destra, Paolo Benevelli
mensola gres porcellanato designer Paolo benevelli
Partiamo dall’inizio: come ti sei avvicinato al mondo del design? Come hai deciso di farne una professione?

Fin da piccolo mi divertivo a trasformare e a costruire qualsiasi cosa. Il laboratorio del mobilificio di mio padre era per me una fonte d’ispirazione per mille sperimentazioni. Così mi sono appassionato al progettare e al creare. Forse quello che facevo, in un certo senso, era già design. Successivamente tutto questo è diventato realtà: ho iniziato a realizzare e produrre i miei primi progetti andando nelle industrie, nelle officine, dai costruttori e lavorando a diretto contatto con loro. Ho capito che sperimentare e trasformare è una delle cose più importanti per ‘entrare’ nel progetto. Non credo sia stata una vera e propria decisione quella di fare il designer: è stata più un’evoluzione naturale del mio percorso.

Il tavolino ‘Magic’, la cui struttura ultrasottile crea l’illusione di un piano d’appoggio sospeso (Capo d’Opera, 2018)
tavolino portariviste soggiorno
Nel tuo curriculum ci sono molti prodotti di interior. Quali sono secondo te le caratteristiche fondamentali di un buon mobile per la casa?

Prima di tutto che abbia un’intelligenza progettuale e un buon motivo per essere realizzato. Non deve essere legato a uno stile, a una moda o a un colore del momento. Per definizione, tutto ciò che è moda presto non lo sarà più. Un mobile non ha scadenza, dovrebbe avere qualità senza tempo. È importante che possa migliorare la funzionalità dello spazio portando un significato all’interno di un ambiente e nella vita delle persone che lo abitano. Anche se spesso non ce ne rendiamo conto, l’interazione con gli oggetti influenza le nostre abitudini e i nostri pensieri. Sono convinto che più ci contorniamo di oggetti giusti e belli, più la nostra vita può migliorare.

“Gatto” è un oggetto fotoluminescente che assorbe la luce di giorno e la restituisce di notte (Myyour, 2013)
gatto fotoluminescente bianco
Nel corso della tua carriera hai collezionato collaborazioni importanti tra cui quella con Cini Boeri. Ce ne parli?

L’incontro con Cini Boeri è stato speciale perché è una persona carismatica, piena di forza, energia ed entusiasmo. Quando sono arrivato nel suo studio, una delle prime cose che mi ha detto è: “Spero che tu abbia il coraggio di creare ogni volta qualcosa di diverso”. È partito tutto da una telefonata, poi ci siamo incontrati, c’è stato da subito feeling lavorativo e da lì è iniziata la nostra collaborazione. Dopo un po’ di tempo mi ha chiesto di firmare insieme a lei il progetto “Gatto”: quasi non ci credevo, è stata una grandissima soddisfazione, una gioia che non potrò mai dimenticare! Volevamo fare qualcosa di diverso e abbiamo pensato alla luce, ai giardini, ai prati e ai gatti che camminano: da un dialogo giocoso è nato un progetto.

Schizzi per Shelf
schizzi design mensola
Tra le tue creazioni, qual’è quella a cui sei più legato? In che modo incarna la tua idea di design?

Per me il design è ricerca e sperimentazione; è osservare le cose da prospettive non ordinarie. Design è inventare qualcosa di nuovo, di originale o trovare la soluzione a un problema; è trasmettere significati, intelligenza progettuale e valori etici. Credo che Shelf racchiuda tutte queste caratteristiche. Ho sempre visto la ceramica limitata al semplice rivestimento o al puro concetto di estetica: questo mi ha spinto ad andare oltre e a ricercarne altre funzionalità e nuovi significati. Il fatto che Shelf possa essere allo stesso tempo sia mensola che rivestimento apre il campo a infinite configurazioni e a nuove possibilità di utilizzo.

Shelf usato per creare una parete espositiva
mensole espositiva piastrelle bianche
Come vedi il tuo futuro nel mondo del design? 

Cerco di fare il meglio ogni giorno e di non guardare troppo avanti: non siamo programmati per pensare a lungo termine. In futuro mi piacerebbe affiancare aziende e produttori aperti a sviluppi progettuali innovativi. Inoltre, vorrei incrementare le collaborazioni nell’ambito della risoluzione dei problemi legati allo sviluppo di un prodotto. Credo sia una necessità fondamentale per le aziende che vogliono essere vincenti. Inoltre, questa situazione che l’intero mondo sta vivendo influirà certamente sul futuro del design. Sarà importante la capacità dei designer di adattarsi e progettare tendendo conto dei continui cambiamenti in atto. Credo che l’unica costante sia proprio il cambiamento: è inevitabile, quindi possiamo decidere se gestirlo oppure subirlo.

Per maggiori info: Paolo Benevelli

Graffio, un armadio in cui solchi e imperfezioni danno rilsato alla superficie metallica (DeCastelli, 2019)
armadio rame graffio