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Come riconoscere se un prodotto è sostenibile

di Gaia Mussi.

Sul mercato sono sempre di più i prodotti dichiarati “green” ma come è possibile orientarsi e fare acquisti in modo più consapevole? In nostro aiuto ci sono le etichette ambientali di prodotto.

tenere in mano foglia pianta verde
Che cosa significa “sostenibile”?

Anche se è una parola che ormai usiamo molto spesso, sappiamo davvero che cosa significa “sostenibile”? Il concetto di sostenibilità, oltre a quella ambientale, abbraccia anche la dimensione sociale ed economica legata ad un processo, un’attività o un prodotto.

Un prodotto sostenibile, quindi, può rispettare l’ambiente ed essere prodotto nel rispetto delle persone, oltre che secondo processi economici e produttivi trasparenti. Data la complessità della materia e il proliferare di informazioni non sempre chiare, non è sempre semplice orientarsi nel mercato dei prodotti “green”. Come si può fare per compiere acquisti più consapevoli?

borsa piena mele rosse
Etichette e marchi: come sapere se un oggetto o un prodotto è sostenibile

Scegliere prodotti sostenibili è positivo sia per l’ambiente, sia per il benessere delle persone. In aiuto ai consumatori, ci sono diverse etichette e marchi ambientali.

Le etichette ambientali, infatti, hanno lo scopo di testimoniare la virtuosità di un prodotto per un determinato ambito o caratteristica. Alcune sono obbligatorie (pensiamo alle etichette energetiche degli elettrodomestici, che dicono quanta energia consumano), altre sono facoltative. Le etichette ambientali volontarie a loro volta si suddividono in 3 tipologie principali.

Le Etichette di Tipo I sono rilasciate dopo un processo di certificazione eseguito da un ente indipendente, secondo una normativa di riferimento (ISO 14024). Un esempio è l’Ecolabel, che probabilmente in molti avranno già visto e il cui simbolo richiama l’idea di un fiore.

I prodotti con questa etichetta possono essere di vario tipo, tra cui detersivi, prodotti per l’edilizia, ma anche tessili ed altri oggetti. Questo marchio è tra i più utili perché considera l’impatto ambientale dell’intera vita di un prodotto ed è rilasciato in modo oggettivo da un soggetto diverso dal produttore.

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Le Etichette di tipo II, invece, riportano delle dichiarazioni ambientali promosse direttamente dal produttore, che comunica al consumatore i risultati raggiunti. Il limite di queste etichette, come è semplice intuire, è proprio che non esistono criteri di riferimento o una verifica oggettiva neutrale di quanto dichiarato.

Queste etichette sono molte, un esempio è quella con il simbolo del “riciclabile”. Rientrano in queste tipologie anche i marchi promossi da alcuni produttori per distinguere la propria linea “green” rispetto al resto dei prodotti, come avviene in molte catene di supermercato, come Coop o Conad.

etichetta ecolabel
Le Etichette di tipo III forniscono informazioni in merito ad alcune performance ambientali, sulla base di un calcolo eseguito con la metodologia LCA (Life Cycle Assessment).

Si tratta di un preciso metodo con cui calcolare l’impatto ambientale nelle varie fasi di vita del prodotto, uguale per qualsiasi produttore. Il principale esempio è la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (nota anche come EPD), che deriva da calcoli oggettivi e riporta informazioni veritiere sulle prestazioni ambientali.

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A queste tre tipologie di etichette, finalizzate a dichiarare quanto un prodotto è ecologico, si affiancano altri marchi che toccano il tema della sostenibilità. Come detto all’inizio, infatti, sostenibile non è solo ecologico ed è per questo che sono nate etichette per individuare i prodotti derivanti dal commercio equo solidale, naturali e biologici. I marchi che ne derivano vengono tipicamente usati per prodotti come i cosmetici, i prodotti per la pulizia e i detergenti.