Vivere la casa con stile

Elettrodomestici – la nuova etichetta energetica a marzo 2021

di Simona Caporaletti.

Etichetta energetica? Cosa la guardiamo a fare – ci è frullato almeno una volta in testa – tanto gli elettrodomestici sono tutti in tripla classe A o con una lista di + lunga come le persone fuori dai negozi, per il tradizionale acquisto di intimo rosso, prima di Capodanno.

Siamo talmente abituati all’eccellenza che, ottimo per fantastico, frigoriferi e lavatrici ormai ci sembrano tutti uguali. Li scegliamo per il prezzo, il colore, le dimensioni, ma dell’efficienza energetica ci importa come del semolino al pranzo di Natale. Ha fatto bene allora la Commissione Europea a ripristinare la consapevolezza, e un poco di coscienza, nella scelta degli apparecchi domestici, proponendo un’etichetta rinnovata nella scala dei valori e delle classi energetiche – ora dalla A alla G – volta a chiarire consumi attesi e prestazioni funzionali di ciascun prodotto.

home green
Adesso li vediamo affollati tutti in cima alla classifica della scala, inevitabilmente nelle prime due o tre classi dell’etichetta attuale in vigore dal 2010. Ma dal primo marzo 2021, data di ingresso della nuova etichetta energetica, accenderemo i riflettori su qualcosa che forse non osavamo chiedere: informazioni più ricche e intuitive, da cogliere in un battito di ciglia anche mentre il marito ci trascina via dal lineare delle lavasciuga in preda al sogno di una nuova Playstation. Vorrà dire che per gli acquisti del parco elettrodomestici torneremo in negozio senza i “bambini”.

Ma in quella breve occhiata prima del capriccio avremo già capito a cosa si applica la nuova etichetta energetica: lavastoviglie, lavatrici/asciugatrici, frigoriferi e display elettronici. E anche alle lampade, però dal primo settembre. Ma cosa cambia davvero rispetto alla versione precedente?

“L’etichetta 2021 – spiega Milena Presutto di ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile che ha tra l’altro il compito di informare sul tema – rappresenta una nuova visione grafica dell’etichetta energetica che da oltre due decenni consente al consumatore di distinguere apparecchi apparentemente simili, diversi però per efficienza energetica e prestazioni funzionali. Il riscalaggio delle classi di efficienza energetica fa chiarezza tra i molti prodotti ad oggi raggruppati in un paio di classi, le più elevate, permettendo nuovamente il confronto fra i diversi modelli”.

etichetta energetica frigorifero
Farà un po’ impressione, magari, trovare un superfrigorifero da carta patinata oggi in classe A+++, domani in classe C, o una lavastoviglie top di gamma da piccolo schermo a metà classifica, o addirittura in classe E. Eppure gli apparecchi sono sempre gli stessi, e non dovremo certo pensare a un mercato senza qualità. Semplicemente, la prima classe, almeno per un po’, sarà meno “abitata” per consentire ad altri prodotti più avanzati di popolarla in futuro. “Largo ai giovani elettrodomestici” allora, anche se le tecnologie che li porteranno al top dell’etichetta energetica sono ancora, specie in alcuni settori, allo stadio di embrioni in provetta.

Il comparto lavaggio in particolare lavatrici e lavastoviglie – con la sua lunga vita di etichettature e progressi, ha raggiunto livelli di efficienza tali da sfiorare o quasi i limiti massimi concessi dalla propria tecnologia. Se vent’anni fa potevamo giocarci una vacanza, col risparmio in bolletta di un modello avanzato, oggi tra primo e l’ultimo della fila, la differenza è significativa come il risvolto dei pantaloni in un campo di erba alta (perdoneranno coloro per cui la moda vale ovunque).

Ma eleganza a parte, la logica dell’etichetta 2021 è quella di favorire il confronto tra apparecchi: nasce dunque non tanto per il gusto di mettere il QR code in alto a destra come un inedito stemma della modernità, o per il vezzo di descrivere la rumorosità in scala (dalla A alla D) oltre che in numeri. Lo dice anche il regolamento quadro a livello comunitario che l’obiettivo è il soggetto target, cioè il consumatore finale.

pianeta verde mano
Così, di fronte alla scelta se usare la lavasciuga solo come lava o anche come asciuga(trice) nessun marito o altri intrusi sapranno come valutare il da farsi meglio di noi, grazie alla doppia lista di consumi e prestazioni per ciascuna delle due funzioni dell’apparecchio. L’obiezione classica di ansiosi e poco informati sarà che allora un apparecchio consuma poco perché lava male. Si vede che hanno preferito leggere le istruzioni dei videogiochi invece che i requisiti minimi di progettazione ecocompatibile, o Ecodesign, che indicano le prescrizioni necessarie perché un prodotto possa essere immesso sul mercato: in termini di lavaggio e risciacquo, ad esempio, per il mondo del lavaggio.

Addio quindi a sigle tipo A+++ -40%, come una specie di equazione senza uguale che avevamo ormai imparato a pronunciare senza sentirci troppo a disagio: la vecchia e la nuova etichetta convivranno per due settimane, finché l’obiettivo 2050, anno entro il quale l’Unione Europea si propone di abbandonare i combustibili fossili e raggiungere la neutralità climatica, sarà più vicino. E magari, a quel tempo, anche il marito avrà superato la fase adolescenziale.

grafica albero mappamondo