Vivere la casa con stile

Dyson 360 Heurist – prova sul campo

Uscito da pochissimo sul mercato, il nuovo robot aspirapolvere Dyson 360 Heurist, promette una vera e propria rivoluzione in questo settore, grazie alla presenza di sensori intelligenti governati da un’intelligenza artificiale che affina giorno dopo giorno la precisione della pulizia.

Noi lo abbiamo messo alla prova e stressato un po’ in situazioni che comunque potrebbero presentarsi nelle operazioni quotidiane di pulizia. Vediamo quindi come si è comportato e se ha mantenuto le promesse.

robot aspirapolvere blu
Qualche dato tecnico

Rispetto al suo predecessore, il Dyson 360 Eye, sono stati migliorati prestazioni e sistemi di navigazione. Infatti, Heurist ha una potenza di aspirazione maggiorata del 20%, benché il motore sia rimasto lo stesso, il Dyson V2 da 78.000 giri al minuto e una telecamera dotata di 8 led bianchi a intensità variabile che si accendono quando si trova in una zona scarsamente illuminata.

Questo permette, insieme alla dotazione di sensori che controllano costantemente le distanze da oggetti, muri e scale, di avere una mappatura che aumenta la precisione nella definizione delle aree di pulizia, ciclo dopo ciclo. Esteticamente si presenta con la classica forma rotonda ( 24 cm di lunghezza, 23 cm di larghezza e 12 cm di altezza), di un blu intenso nella colorazione e con un peso complessivo di circa 2,5 kg.

La spazzola, che sostanzialmente ricorda quella montata sugli ormai noti aspirapolvere cordless di casa Dyson, così come il serbatoio dei rifiuti, corre lungo tutta la larghezza del dispositivo per massimizzare l’area di pulizia pur mantenendo dimensioni compatte. Con le sue quasi 7.000 setole e i 1.600 giri al minuto è in grado di sostenere ben tre velocità di funzionamento: silenzioso, potente e max.

Il movimento è assicurato da due mini cingoli gommati che non rovinano le superfici e permettono il superamento senza problemi di piccoli ostacoli, come ad esempio un tappeto più spesso del normale ma senza frange. Il sistema di filtraggio Radial Root Cyclone riesce a bloccare tutte le particelle fino a 0,3 micron di diametro e sostanzialmente è rimasto invariato rispetto al modello precedente.

La novità di questo piccolo aiutante domestico è la tecnologia smart, governata da un processore quad core con 8GB di memoria flash, che coordina tutti i sensori a bordo per tracciare e aggiornare la mappa di casa ad ogni ciclo di lavoro.

Autonomia? Dipende dalla velocità scelta e può arrivare, questo dichiara il costruttore, fino a 75 minuti in modalità silenzioso, quindi alla minima potenza, mentre in modalità max a 30 minuti. Il prezzo di questo gioiellino? € 999,9

lato robot aspirapolvere
Prova sul campo

Cominciamo dall’imballo, che rispetta la migliore tradizione di casa Dyson, ovvero precisione e compattezza. Tutto è al suo posto e, cosa importante, può essere messo di nuovo nella scatola senza problemi per essere trasportato nella casa delle vacanze. Quello che colpisce in realtà al primo impatto è la compattezza delle dimensioni del robot e l’altezza. Da subito ci si rende conto che non potrà passare sotto a tutti gli arredi.

La fase iniziale di preparazione è piuttosto semplice, basta predisporre la base di ricarica, per niente invadente sia nelle dimensioni che nell’estetica, attaccare la spina e posizionare il robot su due “segni” metallici, quelli che provvederanno alla ricarica. La prima ricarica, visto che il robot non arriva completamente scarico, è durata circa trenta minuti.

Da qui, abbiamo 2 possibilità, premere il grosso tasto “Play” ben visibile sul dorso (contornato da spie segnalatrici per ogni problema) o fare tutte le operazioni attraverso la app Dyson Link, che funzionerà solo dopo aver seguito le indicazioni per la registrazione del prodotto (bisogna quindi avere un indirizzo mail).

Noi al primo avvio abbiamo deciso di comandarlo attraverso la app, perché da qui è possibile far partire le operazioni di pulizia scegliendo la velocità di lavoro e mappare preventivamente le superfici della casa in modo da avere una vera e propria mappa che potrà essere configurata sia nella programmazione oraria che nell’esclusione di alcune aree.

La velocità di connessione al dispositivo, a volte è stata molto lenta sia utilizzando il wifi di casa che da remoto con il traffico dati dello smartphone, e in un paio di occasioni, malgrado l’app fosse aggiornata, è stato necessario riavviare tutto. L’operazione di mappatura è durata il tempo necessario ma senza troppo intaccare l’autonomia, visto che avviene a “motori” spenti (senza la funzione di aspirazione attivata).

robot aspirapolvere pavimento
Questa “scansione” della casa è assolutamente necessaria perché permette di pianificare le operazioni di pulizia e decidere di utilizzare determinate velocità in ambienti diversi, escludendone altri. Possiamo per esempio impostare di andare ad un determinato orario, anche ripetuto durante la giornata, soltanto in cucina o in camera da letto e isolare fino a 10 zone “off limits” dove non passare.

Eseguita la mappatura, abbiamo deciso di partire per la prima pulizia senza restrizioni, quindi lasciando che il robot potesse andare in tutta la casa, per testare nelle tre diverse velocità sia il grado di pulizia che la durata totale. Nella modalità max, quindi alla massima potenza di aspirazione e di rumore ( il “piccolo” non è proprio silenzioso” e in un contesto condominiale non si potrà farlo partire alle 24 mentre siamo di ritorno dal teatro) ha pulito senza sosta per circa 25 minuti, mentre in modalità potente abbiamo sfiorato i 40 minuti e in quella silenziosa quasi i 60.

Bisogna riconoscere che la navigazione comunque è sempre molto fluida e precisa. Infatti, non è mai andato a urtare contro arredi o complementi. Il serbatoio è abbastanza capiente e si svuota facilmente, basta premere un pulsante per sganciarlo dall’alloggiamento e svuotarlo nella pattumiera aprendolo con poca forza. A volte abbiamo osservato, lasciandolo volutamente al buio che i led hanno coadiuvato le operazioni di pulizia ma hanno ritardato lo spegnimento in più di un’occasione, quando le condizioni di luminosità non ne richiedevano l’utilizzo.

Il vero problema si è rivelato l’altezza. Non è riuscito a passare sotto a molti mobili (madie e cassettiere) e nei locali bagno ha dato forfait sotto i sanitari sospesi. Ha inoltre calpestato fili e ciabatte di pc e televisore, rischiando in un paio di passaggi di portarsi dietro la classica lampada da lettura con pulsante da terra. E’ vero, nel manuale si raccomanda di togliere tutte le “trappole”, ma non sempre si può “smontare” casa per lasciare il campo libero. E il rischio si è ripetuto per almeno tre cicli di pulizia nella stessa area, segno che la memoria non ha registrato proprio a dovere.

robot dyson vista sopra sotto
Tappeti anche di spessore leggermente superiore alla media, sono stati delicatamente sormontati e puliti a fondo, ma per quelli con le frange, niente da fare. Tutto inesorabilmente annodato tra spazzola rotante e cingoli. Fortuna che le manovre di disincaglio sono abbastanza semplici e veloci.

La vera delusione comunque è stata la scarsa versatilità della app. Nella maggior parte dei casi segnalava connessione interrotta, quindi inutilizzabile. Inoltre la mappa delle attività effettuate dal robot, precisa sia come dimensionamento che visione immediata del lavoro svolto, manca, secondo il nostro punto di vista, di comandi diretti di navigazione.

Le zone di esclusione, compresa l’area occupata dal martoriato tappeto con frange, disegnabili direttamente sullo schermo della app, potrebbero non essere alla portata di tutti, soprattutto se devono essere molteplici e ravvicinate nello stesso ambiente. Insomma, per € 999 ci saremmo aspettati qualcosa di più.

cingolo robot dyson aspirapolvere