Vivere la casa con stile

Aste di design del ‘900 – come evitare cantonate

di Roberta del Vaglio.

La patina di vissuto, il sapore amarcord, l’unicità: sono le caratteristiche che ci fanno battere il cuore quando ci troviamo di fronte a un arredo o un accessorio del ‘900. Ma come ogni innamoramento, il rischio di prendere una cantonata è dietro l’angolo!

Una risorsa importante sono le aste dedicate al design del ‘900, interessanti per chi è alla ricerca di arredi, luci e accessori di quella epoca che siano però in condizioni ottimali e il cui valore sia certificato. Se siamo alle prime armi, ecco i consigli dei dipartimenti di arti decorative e design del ‘900 di due case d’aste italiane: Finarte e Il Ponte, in vista delle aste di dicembre.

Quale può essere un consiglio per chi volesse approcciarsi a questo tipo di aste?
“Consigliamo di evitare il fai da te – raccomanda Il Ponte – diffidando da opinioni improvvisate, spesso basate su inattendibili fonti internet”. Per quanto riguarda la tipologia di arredo o accessorio da consigliare ai neofiti, Finarte non ha dubbi: “Il lampadario o una luce qualsiasi. Sono oggetti relativamente facili da ambientare e che usiamo tutti continuamente. Non a caso sono i più ricercati: dalle illuminazioni tecniche a quella muranese, dal lampadario alla lampada da terra”.

Lampadario del gruppo BBPR aggiudicato per € 55mila, casa d’aste Il Ponte
lampadario tre ordini bbpr
Da cosa si riconosce un pezzo interessante?
“Da vari fattori – spiega Il Ponte – ovviamente l’autore, la manifattura, ma anche l’epoca, i materiali, la rarità o l’importanza storica. Tutti questi fattori contribuiscono a definire l’interesse e il valore di mercato di un’opera, che ovviamente deve essere autentica e non una riedizione recente (fenomeno molto diffuso nel settore del design)”.

Solo i pezzi firmati sono meritevoli di attenzione?
“Non necessariamente – prosegue Il Ponte – ma con più probabilità. D’altra parte, è compito di noi esperti valorizzare l’opera di autori poco noti, ma importanti da un punto di vista storico, anticipandone e avviandone il futuro successo collezionistico”. “Del resto – spiega Finarte – tutte le ditte hanno avuto alti e bassi nella qualità della produzione, ecco perché oggi la ricerca si concentra sul nome del designer e sull’autenticità dell’oggetto”.

Sdraio a dondolo modello “PS16” di Franco Albini Ph © Il Ponte
sdraio a dondolo franco albini
Le aste di design sono una risorsa anche per chi è interessato a vendere?
“Si rivolgono alla nostra casa d’asta collezionisti, appassionati e tutti coloro che sono in possesso di un oggetto di design ricercato e desiderano inserirlo all’interno di una vetrina che si rivolge a un mercato internazionale, avendo certezza sui tempi e sulla trasparenza del processo di vendita”, conclude Finarte.

Grande lampada a sospensione modello “2196” di Max Ingrand, venduta per € 27.500 dalla casa d’aste Il Ponte
grande lampada a sospensione circolare

Nell’immagine di copertina, lo studio di Franco Albini, i suoi arredi raggiungono quotazioni molto alte in asta. Photo © Fondazione Franco Albini