Vivere la casa con stile

17 pezzi cult di design democratico

di Denise Frigerio.

A cavallo fra il ventennio del primo e del secondo conflitto mondiale, il mondo del design vive un momento di grande rivoluzione, che si esprime in quel concetto che ancora oggi conosciamo dove la forma si modula sull’utilizzo. In questi anni si sperimentano linee nuove e materiali inusuali, il design diventa “forma” alla portata di tutti sia nell’arredamento domestico sia in quello da ufficio, e prendono il via le produzioni industriali su larga scala.

Se quello degli anni Venti resta un decennio in equilibrio fra le grazie dell’Art Nouveau – caratterizzate dall’uso di alluminio, lacca, legno intarsiato – e la corrente del Bauhaus – semplice, razionale, pratica e funzionale, finalizzata ad unire arte e design -, gli anni Trenta vedono l’affermarsi del Razionalismo, un movimento in cui gli oggetti si spogliano del superfluo, spesso ridotti a primigenie forme geometriche.

Da questo fermento ventennale nascono pezzi ultramoderni che si bilanciano fra una logica di sospensione materica e la loro funzionalità, dove la produzione in serie fa diventare il design democratico e accessibile, con un imprinting del tutto moderno, che ancora oggi ritroviamo nelle nostre case. Basta guardare!

Luminosità

Tra le icone della scuola Bauhaus, la lampada da tavolo MT8 del designer Wilhelm Wagenfeld rappresenta uno dei primi esempi di unione forma-funzionalità. Il primo prototipo della lampada fu realizzato nel 1923 nelle officine meccaniche del Bauhaus di Weimar sotto la guida di Lazslò Moholy-Nagy e di Christian Dell, e si presentava come paralume in vetro opaco, base rotonda e uno stelo in vetro da cui si intravedeva il cavo elettrico, che Wagenfeld realizzò insieme a un altro designer della Bauhaus, Carl Jacob Jucker.

Dopo questo primo esperimento Wagenfeld modificò il progetto originale realizzando la versione di MT8 che ancora oggi conosciamo, con stelo in metallo nichelato fissato al supporto della base. Negli anni furono diversi i problemi legati al copyright fra Wagenfeld e Jucker, ma oggi la società Tecnolumen ne produce una versione nichelata su licenza esclusiva di Wagenfeld.

Lampada Bauhaus Wilhelm Wagenfeld, Tecnolumen (prezzo da € 490)
mt8 lamp
A portata di mano

Chissà quante volte l’avrete vista! La maniglia per porta Gro D23 E NI di Walter Gropius e Adolf Meyer vanta infatti il primato di essere l’oggetto Bahuhaus più venduto della storia.

Espressione dei principi di Gropius sul potere di una tecnologia atta a migliorare la vita delle persone, la maniglia è un pezzo in ottone nichelato dal taglio cilindrico, fra i complementi più caratteristici del Modernismo, progettata in origine per lo stabilimento di Fagus ad Alfeld in Germania nel 1923 e messa in produzione lo stesso anno.

Oggi è distribuita da Tecnoline, oltre ad essere presente in moltissime collezioni di design come la galleria permanente di architettura del Victoria and Albert Museum di Londra.

Maniglia per porta Gro D23 E NI di Tecnoline, design Walter Gropius e Adolf Meyer (prezzo su richiesta)
maniglia gropius
Il design d’acciaio

Correva l’anno 1925 quando l’architetto e designer ungherese Marcel Breuer, apprendista al Bauhaus di Dessau, iniziò a sperimentare un modo innovativo per costruire oggetti d’arredo utilizzando il tubolare in acciaio. Da questi studi nacque uno dei pezzi icona del nostro secolo, la poltroncina N°B3 Chair, meglio conosciuta come Wassily, proprio perché progettata per la casa di Wassily Kandisky.

Si dice che il suo telaio si ispiri liberamente a quello della bicicletta Adler e alla teorie costruttiviste del movimento De Stjil, e si caratterizza per la sua presenza “rilevante” nello spazio, ma al tempo stesso “aerea”. Inizialmente commercializzata da Standard Mobel di Berlino, e successivamente da Gavina Spa di Bologna, viene oggi prodotta da Knoll che nel 1968 acquistò l’azienda emiliana.

Sedia Wassily di Knoll, design Marcel Breuer (prezzo da € 2.350)
sedie wassily design
Logica tubolare

Nello stesso anno in cui progettò la rinomata Wassily, il 1925, Marcel Breuer realizzò un altro capolavoro di modernità, i set di tavolini B9 per Thonet passando dalle logiche del legno a quelle dell’acciaio e del tubolare d’acciaio, e creando una declinazione di scaffali e mobili d’appoggio che arrivano fino ai nostri giorni.

I tavolini sono disponibili in quattro dimensioni e venduti sia come singoli sia come set. La loro caratteristica principale è il telaio in tubolare che può essere cromato o verniciato in differenti coloni con elementi di legno in faggio mordenzato, verniciato a poro chiuso o con vernice strutturata in diverse tinte. La versione cromata è disponibile anche con piani in vetro. Ideale per interni ed esterni.

Set di tavolini B9 di Thonet, design Marcel Breuer (prezzo da € 570,00)
tavolini breuer
Ispirazione poesia

La prima versione dello sgabello LC9 venne progettata dalla designer francese Charlotte Perriand nel 1927, per la sala da pranzo della sua casa parigina. Un pezzo che svela l’amore per l’armonia e la poetica della Perriand e che si compone di una struttura tubolare metallica abbinata alla seduta in canna d’India intrecciata.

Nel 1929 venne presentato all’esposizione “Équipement intérieur d’une Habitation” al salon d’Automne di Parigi, ambientata in una salle de Bain e declinata con il sedile in spugna. Oggi viene prodotta da Cassina in diverse finiture, dalla più classica in canna d’India alle versioni in cuoio o, come quella parigina, in spugna.

Sgabello LC9 di Cassina, design Charlotte Perriand (prezzo da € 765)
sgabello lc9
Ensemble

Che sia frutto di un insieme geniale non possono esserci dubbi. La poltrona LC2 nasce nel 1928 da un progetto di Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand. Un modello che non ha tempo e che ha fatto la storia del design. Pensata come un “oggetto” comodo, dove potersi rilassare e conversare, LC2 fu esposta al Salon d’Automne di Parigi l’anno successivo alla sua creazione, il 1929.

La sua ispirazione razionalista si evidenzia nell’indipendenza della struttura metallica e dei cuscini, mentre la separazione fra le parti segue il principio della produzione industriale. L’equilibrio tra forma e funzione nasce da uno studio approfondito sulla postura del corpo e dall’utilizzo del Modulor, un sistema basato sulle misure tipo del corpo umano e su un linguaggio matematico connesso alle proporzioni dell’armonia universale. LC2 è realizzata ancora oggi da Cassina.

Poltrona LC2 di Cassina, design Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand (prezzo da € 2.580)
poltrona lc2
La forma del relax

Sempre nel 1928, il (prolifico) trio Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand crea un altro dei pezzi icona del nostro secolo, LC4, la chaise-longue per eccellenza. Inizialmente fu prodotta da Thonet con il numero B306, in versione senza braccioli, in legno curvato e con materassino in pelle trapuntata, ma fu solo nel 1965 che Cassina implementò la versione che tutti oggi conosciamo. LC4 è strutturata con un tubolare metallico a inclinazione variabile che pone l’uomo (e il suo relax) al centro dell’attenzione, in un perfetto connubio fra forma e funzione, geometria e corporeità. Un nido di equilibrio in qualsiasi angolo di inclinazione.

Chaise-longue LC4 di Cassina, design Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand (prezzo indicativo da € 2.000 a € 5.000 a seconda delle finiture)
chaise longue tessuto
Separati, ma insieme

Non poteva mancare all’appello del team Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand, il tavolo LC6, progettato nel 1928 e presentato al Salon d’Automne l’anno successivo. Quello che lo caratterizza è la distinzione fra l’elemento portante e l’elemento portato (basamento e piano), che sembrano due elementi assolutamente distinti.

Il basamento fa riferimento ai profili ovoidali utilizzati in aeronautica per separare le ali dei biplani, da qui partono 4 sostegni che ne evidenziano la separazione dal piano, che si poggia, appunto, sui quattro perni. Prodotto da Cassina solo nel 1974, è disponibile con piano in cristallo, vetro stampato, legno o nelle versioni marmo bianco di Carrara e marmo nero.

Tavolo LC6 di Cassina, design Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand (prezzo indicativo da € 2.000 a € 5.000 a seconda delle finiture)
tavolo lc6
Contrasti materici

Segue sempre l’utilizzo del tubolare in metallo della poltroncina Wassily, la sedia Cesca, realizzata nel 1929 dal designer ungherese Marcel Breur e prodotta da Knoll. L’impianto principale della sedia è un tubolare in acciaio curvato, nell’espressione dell’innovativa struttura a sbalzo, il “cantilever” (in realtà da attribuire a Mart Stam che per primo applicò questo concetto a una sedia), che viene impreziosito dalla seduta e dallo schienale paglia di Vienna.

Il contrasto materico risulta stupefacente e modernissimo, con forme che proiettano al futuro le famose sedie Thonet. In questa Cesca si fondono alla perfezione tradizione artigianale, metodi industriali e materiali innovativo, con un risultato di grande comfort.

Sedia Cesca di Knoll, design Marcel Breuer (prezzo da € 1.570)
sedia cesca
La poltrona sospesa

Bellissima ed elegante nelle linee, quasi da non credere sia stata progettata nel 1932. Parliamo di Paimio di Artek, disegnata dall’architetto finlandese Alvar Aalto. Il suo vero nome è Poltrona 41 e venne realizzata per l’interno di un sanatorio per tubercolosi nella città di Paimio, in Finlandia, di cui oggi porta il nome. Paimio è la rivoluzionaria interpretazione di una sedia da club che unisce leggerezza e forme organiche, definendo le linee del design che verrà.

A guardarla sembra essere sospesa, fissata ai braccioli in solo quattro punti. Fra i suoi pregi, c’è il perfetto bilanciamento del legno utilizzato per i braccioli, con un unico pezzo di legno diviso a metà, che ne garantisce la stabilità negli anni.

Poltrona Paimio di Artek, design Alvar Aalto (prezzo da € 3.354) e una foto storica del Sanatorio di Paimio, in Finlandia.
poltrona paimio
Questione di equilibrio

Nel 1933 Carlo Mollino disegna Carlino, un mobile contenitore in massello dalle linee futuristiche, piccolo, leggero, retto solo da un unico “piede” dalla forma appuntita. Destinato a casa Miller a Torino, venne poi realizzato in serie da Zanotta fra il 1991 e il 1994. Nel 2018 l’azienda decise di rieditarlo in una serie limitata e colorata da tonalità innovative come il verde menta, il senape o il rosa mattone, con il piano in cristallo nelle stesse nuance.

L’ispirazione di Carlino è quella che contraddistingue tutte le opere dell’architetto torinese, surreale e organica. Sottile ed elegante, con la caratteristica gamba a spillo, Carlino porta modernità e innovazione in ogni angolo.

Mobile contenitore Carlino di Zanotta, design Carlo Mollino (prezzo da € 1.950)
mobile contenitore carlino
A zig zag

Linearissima, essenziale, futuristica la sedia Zig Zag è un progetto di Gerrit Thomas Rietveld del 1934 per Cassina (in realtà messa in produzione solo nel 1973), che rappresenta uno dei primissimi esempi di seduta a sbalzo insieme a Cesca di Marcel Breuer. Zig Zag è formata da 4 piani in sequenza ritmica, che paiono (stabilmente) instabili e che conferiscono a questo oggetto grande eleganza.

In Zig Zag non esistono più gambe, seduta, schienale, ma solo un insieme di elementi che si susseguono e si incastrano a coda di rondine – con grande maestria artigiana – formando una “z” rovesciata. Per un risultato di enorme impatto estetico.

Sedia Zig Zag di Cassina, design Gerrit Rietveld (prezzo da € 1.500)
sedia zig zag legno
Neoplastica

L’anno successivo alla progettazione di Zig Zag, nel 1935, il designer olandese Gerrit Thomas Rietvel realizzò una poltrona per il grande magazzino Metz & Co. di Amsterdam con un approccio totalmente orientato al relax. Conosciuta oggi come Utrecht, in poco tempo divenne una vera e propria icona del movimento neoplastico e della visione sperimentale dell’architetto. Nel 2015 è stata rieditata da Cassina nel programma Mutazioni. Il rivestimento esterno è in tessuto Gerrit ed è disponibile con impuntura a punta di cavallo o a zig zag, in 5 differenti colorazioni.

Poltrona Utrecht di Cassina, designa Gerrit Rietveld (prezzo da € 1.780)
poltrona utrecht
Trasparenze sinuose

Presentato per la prima vola al Salone Mondiale di Parigi, nel 1936, il vaso Savoy fu disegnato da designer Aalvar Alto per Iittala, che ancora oggi lo produce. Caratterizzato dalla forma fluida e organica prende il nome dal ristorante Savoy di Helsinki che lo utilizzò come ornamento dei propri tavoli, trasformandolo in un vero e proprio pezzo di arte.

Icona del design più moderno, richiede una circa 30 ore di lavoro e una squadra di 7 artigiani per poterlo creare, il che ne garantisce l’impossibilità di falsi in vetro (ma non in plastica). Savoy è un vaso sperimentale e audace, disponibile in un’ampia gamma di colori e dimensione. Pezzo cult degli anni Trenta è esposto in permanente al Moma di New York.

Vaso Savoy di Iittala, design Aalvar Alto (prezzo a seconda della misura a partire da € 150)
vaso vetro savoy
It’s tea time

Lo stesso anno della creazione di Savoy, il 1936, Alvar Aalto progettò un carrello da vivande inspirato alla cultura del “British Tea”, cultura che conosceva da vicino grazie ai numerosi viaggi insieme alla moglie Aino.

A questo imprinting britannico, Alvar Aalto unì le lavorazione del legno e dell’architettura giapponese, e il risultato fu Tea Trolley 901, una carrello con una struttura composta da ruote gemellari in legno di betulla, tanto leggere da essere agevolmente manovrabili, perfetto per servire in tavola. Tea Trolley è prodotto da Artek, che negli anni ne ha proposte diverse versioni, di cui la più nota oggi à quella della designer olandese Hella Jongerius con rivestimenti e dettagli in color crema e melanzana.

Tea Trolley di Artek, design Alvar Aalto (Prezzo da € 2.000)
tea trolley design
Good shape

Ha la forma iconica della Afrodite di Milo custodita al Louvre di Parigi, di cui porta il nome. Milo è uno specchio di 81 cm, disegnato dall’architetto torinese Carlo Mollino nel 1938, e oggi prodotto da Zanotta, unisce in un unico oggetto funzionalità, estetica e decoro, grazie alla sua sagomatura ispirata al mondo dell’arte. Innovativo non solo nella forma, ma anche nella sostanza, Milo ha una struttura semplicissima e priva di cornice, liscio e con un unico dettaglio in rilievo, un nottolino in acciaio che serve per fissarlo alla parete.

Specchio Milo di Zanotta, design Carlo Mollino (prezzo da € 460)
specchio milo
Viva il relax

I primi esemplari della poltrona Fiorenza, progetto di Franco Albini, risalgono al 1939, e vennero realizzati proprio per la casa del noto architetto italiano. La vera produzione da parte di Artflex risale infatti al 1952. In Fiorenza è evidente l’applicazione pratica del postulato di Albini “sospendere persone e oggetti”, che si esplicita nel sedile appeso con delle cinghie alla struttura.

La poltroncina ha una struttura a X in legno, ripresa anche sul retro dello schienale, in corrispondenza del poggiatesta, con bracciolo in metallo rivestito in poliuretano espanso (non a caso negli anni Cinquanta comparve nella pubblicità di Pirelli come simbolo della potenzialità della gomma piuma). Ergonomica e solida è un pezzo senza tempo pensato per il riposo e il relax.

Poltrona Fiorenza di Artflex (prezzo indicativo da € 1.600)
poltrona fiorenza design

Nell’immagine di copertina, sedia Zig Zag di Cassina, design Gerrit Rietveld