Vivere la casa con stile

Gianni Cinti – lo stilista della tavola

La caleidoscopica creatività di Gianni Cinti si racconta attraverso un raffinato linguaggio creativo, espressione di un’estetica concettuale ricca di simbolismi, richiami intellettuali e artistici. Il suo processo progettuale nasce dalla curiosità, dettata dai molteplici interessi che nutrono le sue passioni, e dal rispetto verso l’heritage culturale – l’eredità storica, culturale e produttiva di un brand – che è alla base della storia del design. La sua visione si coniuga con la metodologia di Bruno Munari, dove il gioco è libertà creativa e la semplicità nasconde messaggi profondi.

Nato a Marsciano, in Umbria, inizia la sua strada professionale all’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino. I suoi studi in grafica e design sono stati la scintilla della ricerca di un’espressione personale, costruita attraverso collaborazioni a livello internazionale, tra moda e design, determinanti nella nascita di una personalissima e riconoscibile firma stilistica.

Il suo è uno stile ricco di significati. Andando oltre il raffinato impatto estetico, il design di Gianni Cinti è frutto di una recherche culturale di stampo proustiano, un eclettismo degli stili capace di mischiare diverse culture e realtà. Il ‘metodo’ è alla base, un interesse e una curiosità sempre attenti a quello che ‘sarà’, con un profondo rispetto verso quello che invece ‘è già stato’. Cultura e tradizione, eredità artistiche che trovano espressione in un approccio intellettuale che si trasforma in collezioni che parlano di tradizione e innovazione.

Gianni Cinti, photo by Andrea Carega
ritratto gianni cinti designer
L’incontro con Rosenthal è stato l’occasione per dar voce a un nuovo percorso, trasformatosi in un crocevia di voci, denso di elementi e storie da raccontare. Partendo dal già citato heritage, il lavoro di Gianni Cinti è un’interiorizzazione concettuale della tradizione del brand, un modo personale di rielaborare l’anima di Rosenthal e dargli nuove espressioni.

Un vero e proprio studio che nasce nell’archivio storico del marchio e va ad aggiungersi alla sua esperienza lavorativa nella moda – a livello formativo e intellettuale è importante la sua lunga collaborazione con Gianfranco Ferré – da cui ha ereditato metodo e disciplina progettuale, oltre a palette colori che non si erano ancora viste nell’universo delle mise en place.

Le sue collezioni per Rosenthal sono una novità nel panorama della tavola, linee che nascono per dare il via libera alla fantasia personale, in un gioco di mix and match suggeriti dalla creatività di Cinti. Midas, Turandot e Dynasty parlano tre lingue diverse eppure condivise, ognuna racconta una storia tramite la sua spiccata personalità, dove l’artigianalità si esprime nella qualità della resa materica e il décor rivela un simbolismo nascosto nei dettagli.

Collezione Heritage Midas by Gianni Cinti per Rosenthal – rosenthal.it
piatti heritage midas

tazze tazzine porcellana decoro oro
Midas è un omaggio all’oro e alle prime produzioni storiche di Rosenthal. Motivi ton sur ton, giocati sui chiaroscuri delle sovrapposizioni monocromatiche total white di decorazioni storiche, dove il bianco della porcellana è impreziosito da tocchi dorati, ispirati al leggendario potere e maledizione di re Mida.

La luce gioca sui diversi elementi, creando giochi di ombre raffinati che fanno scoprire ulteriori dettagli, mentre i bordi riprendono le dorature di antica memoria, qui volutamente irregolari perché dipinte a mano con pennelli appositamente tagliati.

Collezione Heritage Midas by Gianni Cinti per Rosenthal
servizio piatti decoro oro

tazza teiera zuccheriera lattiera
Turandot è ispirata alla moda delle chinoiserie di moda tra Settecento e Ottocento, una fascinazione dell’orientalismo occidentale, mischiata a richiami all’arte e all’estetica Déco. La collezione ha una forte personalità stilistica, le sue decorazioni giocano sul contrasto grafico ‘positivo e negativo’, dove elementi tradizionali della mise en place occidentale incontrano richiami tipici della tavola orientale.

Collezione Heritage Turandot by Gianni Cinti per Rosenthal
piatti turandot
La Cina è una realtà che Gianni Cinti conosce bene, attraverso le sue esperienze e collaborazioni lavorative, e si ritrova nei dettagli che vanno ad arricchire la collezione. La simbologia è un plus intellettuale per gli estimatori: Il bamboo è un albero sacro, le libellule di richiamo Liberty sono messaggere di buone novità. Insieme raccontano una tavola proiettata nella contemporaneità, senza una reale connotazione occidentale o asiatica, dove tutto convive amabilmente in un raffinato melting pot concettuale.

Collezione Heritage Turandot by Gianni Cinti per Rosenthal
piatti quadrati design

tazze tazzina turandot porcellana
Nella linea Dynasty, Cinti racconta con un nuovo linguaggio la tradizione dell’araldica, in un’innovativa cromia di colori, ripresi dalla tradizione sartoriale maschile. Nuance che vedono il nero, il blu e il cioccolato, esprimersi su una texture che richiama il pattern ‘gessato’. Ritratti ispirati ai profili della ritrattistica rinascimentale, mischiati a grottesche, cornucopie e uccelli di ispirazione Liberty, allegoria del concetto di ‘unione’. Al centro, il simbolo primordiale di Rosenthal, marchio timeless di stile ripreso nella sua prima forma originaria.

Collezione Heritage Dynasty by Gianni Cinti per Rosenthal
piatti heritage dynasty

Collezione Heritage Dynasty by Gianni Cinti per Rosenthal
piatti decoro dynasty
Quanto influisce il tuo passato nella moda nel tuo design attuale?

Tantissimo, la moda mi ha dato il metodo perché è una realtà complessa che mette insieme diverse esperienze, personalità e competenze. Il designer deve saperle gestire tutte, avere una regola nel guidare la propria creatività verso una progettazione diretta e funzionale. L’esperienza nel fashion è stata determinante per crearmi ‘un occhio’ particolare nel realizzare ensemble concettuali, progettuali e nelle mise en place, giocati su diverse ispirazioni stilistiche.

Come nasce un tuo progetto?

Ogni mio progetto nasce da uno studio attento, da una ricerca approfondita che abbraccia diversi argomenti capaci di esprimersi, insieme, in un linguaggio nuovo e condiviso. Il punto di partenza è l’arte, antica e contemporanea, figurativa ed astratta, capace di mischiare realtà e tradizioni artigianali, creando storie che devono essere raccontate, nuovi linguaggi estetici che il design ha il dovere di esprimere.

Come descriveresti il tuo concetto di tavola e mise en place?

La tavola è per me un elemento di unione molto importante. Si parla sempre di gettare ponti tra culture diverse, nella moda, nel design, in tutti gli ambiti. Tutto questo è già nella tavola, perché è unione a prescindere, di stili e culture. La tavola è anche metodo, è molto importante, ha le sue regole, è come un vocabolario. Uso pezzi di famiglia che mi riportano ai pranzi domenicali, ai ricordi di persone che non ci sono più ma che sento vicine usando i loro piatti e accessori preferiti.

Collezione Heritage Dynasty by Gianni Cinti per Rosenthal
decori piatti porcellana dynasty
Quale evoluzione avrà la tavola secondo te?

Sulla tavola, come già succede oggi, convivranno minimal e iperdecorazione. I linguaggi si mischiano nel descrivere personalità o stati d’animo. Negli ultimi anni si è riscoperta la voglia di curare le mise en place. Una tavola ben apparecchiata è un segno di cura personale, un ‘volersi bene’.

Guardando al futuro, c’è qualcosa che ti piacerebbe fare?

Sono tante le cose che mi piacerebbe fare, studiare e approfondire. Lavorare su materiali nuovi e trovarne soluzioni innovative, in termini estetici e funzionali. Mettere mani e testa anche su elementi antichi, contestualizzarli nella modernità. Ripensare il design proiettandolo verso un nuovo significato, riscoprendo antiche maestranze e interpretarle concettualmente in chiave moderna, nel rispetto della loro antica sapienza. A me piace raccontare storie, creando mondi in cui anche gli altri possano sognare.

giannicinti.com

Nell’immagine di copertina, collezione Heritage Turandot by Gianni Cinti per Rosenthal