Vivere la casa con stile

Icone di Design – Walter Gropius

di Sebastiano Tonelli.

Nato il 18 maggio 1883 a Berlino, Walter Gropius è ritenuto uno dei maggiori pionieri dell’architettura moderna del Ventesimo secolo e ricordato principalmente come il fondatore del Bauhaus assieme a Ludwig Mies van der Rohe, Le Corbusier, Alvar Aalto e Frank Lloyd Wright. Figlio di un architetto decide a sua volta di studiare architettura tra Monaco e Berlino e nel 1907 inizia a lavorare presso lo studio di Peter Behrens, tra i primi architetti a mettere in pratica gli stilemi del movimento moderno, all’epoca impegnato su progetti per l’azienda AEG.

Qui conosce Adolf Meyer con il quale nel 1910 apre uno studio a Berlino dove vi rimase fino all’inizio della Prima Guerra Mondiale. Insieme progettano la fabbrica per stampi di scarpe Fagus, un’assoluta novità nel campo dell’architettura degli ambienti lavorativi con i suoi tre piani dalle grandi vetrate con telai d’acciaio che rendevano l’intera costruzione leggera ed elegante, in contrasto con la severa immagine della fabbrica tradizionale.

Per la prima volta vengono utilizzate facciate e angoli autoportanti interamente in vetro su un edificio in muratura a più livelli, scelta che assume anche il valore simbolico di lasciare intravedere il lavoro in fabbrica mostrato con dignità. Le officine Fagus sono state iscritte nel 2011 nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità dall’UNESCO come simbolo di successo della cultura industriale del XX secolo.

Walter Gropius e Adolf Meyer, Officine Fagus, Germania,1907-1910
officine fagus germania
Il progetto riflette le considerazioni di Gropius sulla fabbrica moderna che doveva assumere il ruolo guida nello sviluppo di una nuova cultura dove la figura dell’industriale diventa una sorta di mecenate intellettuale e artistico. La fabbrica non è più vista come un luogo malsano e disagiato ma simbolo della collaborazione fra architetto e imprenditore che porta al miglioramento qualitativo e produttivo di tutta la filiera.

Walter Gropius e Adolf Meyer, Officine Fagus, Germania,1907-1910
architettura gropius
Dopo la Grande Guerra si impegna a riformare l’istruzione artistica e nel 1919 a Weimar unisce la Scuola d’arte applicata e l’Istituto superiore di Belle Arti in un unico istituto soprannominato Bauhaus, la scuola d’arte e design più influente della storia che ha completamente stravolto i canoni di molteplici discipline artistiche e dato vita ad un linguaggio che influisce ancora oggi nel mondo del progetto contemporaneo.

L’arte e l’artigianato, la teoria e la pratica dovevano essere unificati in un’opera d’arte totale. Gli studenti collaborano alla ricerca di usi moderni e innovativi di materiali industriali e alla creazione di mobili da produrre in serie, seguiti negli insegnamenti da personalità del calibro di Paul Klee, Johannes Itten, Josef Albers, Herbet Bayer, Laszlo Moholy-Nagy e Wassily Kandinsky.

Ufficio di Gropius al Bauhaus di Weimar, 1923, ph Fabrice Fouillet.
L’architetto si occupa degli interni disegnando scrivania, poltrona, divano e lampade a soffitto.
ufficio gropius

Progetto in assonometria dell’ufficio
assonometria progetto ufficio gropius

Walter Gropius, divano e poltrona F51, Tecta, 1920
Le forme sono rigorose e le linee decise. La struttura con i braccioli a sbalzo e lo schienale che non tocca a terra segna un passo importante che prefigura le creazioni delle sedie a sbalzo di Marcel Breuer del 1925.
divano e poltrona gropius

A sinistra, Walter Gropius, poltrona F51, Tecta, 1920. A destra,Walter Gropius, poltroncina D51, Tecta, 1922
poltrona e sedia gropius
Con l’ascesa dell’ideologia nazista nel 1925 il Bauhaus si trasferisce a Dessau e Gropius ne realizza la nuova sede, considerata capolavoro assoluto dell’architettura moderna che meglio riassume i principali canoni del Razionalismo.

La pianta e gli spazi sono disegnati unicamente in funzione alla destinazione d’uso prevista: un blocco per le aule, un secondo blocco per i laboratori e un corpo a ponte che unisce i due blocchi destinato agli uffici amministrativi, alla biblioteca e allo studio del direttore.

La struttura esterna è in cemento armato rivestito da intonaco bianco, le grandi finestre a nastro sono in vetro con profili in acciaio e tutto l’arredo interno viene progettato dagli studenti secondo i princìpi della scuola e realizzato nei laboratori.

Walter Gropius, complesso del Bauhaus, Dessau,1925, ph. Oskar Da Riz
complesso bauhaus dessau

Walter Gropius, complesso del Bauhaus, Dessau,1925
nuovo complesso bauhaus

Walter Gropius, complesso del Bauhaus, Dessau,1925
interni dessau bauhaus
Nel 1928 lascia la direzione della scuola, che tenta invano di sopravvivere al Nazionalsocialismo sino alla sua definitiva chiusura nel 1933. Successivamente esercita la professione privatamente e la sua ricerca si concentra sul tema dell’abitazione moderna e dell’abitare collettivo con la progettazione di vari quartieri come il Siemensstadt a Berlino.

Walter Gropius, quartiere Siemensstadt, Berlino,1925, PH. Wolfgang Bittne
quartiere siemensstadt gropius
Nel 1934 abbandona la Germania in cui dilaga l’antisemitismo e si rifugia prima in Inghilterra e nel 1937 negli Stati Uniti dove insegna ad Harvard presso la “Graduate School of Design” e dirige il dipartimento di architettura fino al 1952. In contemporanea dal 1938 al 1941 gestisce uno studio di architettura assieme al collega Marcel Breuer e nel 1946 fonda il Tac (The Architects Collaborative), un gruppo di lavoro di giovani architetti americani con cui firma le sue opere del dopoguerra.

La fase conclusiva della sua attività vede la costruzione di diverse edifici come il complesso residenziale Hansaviertel per l’esposizione Internazionale di Architettura del 1957, il quartiere berlinese Gropiusstadt a lui intitolato e l’archivio del Bauhaus progettato nel 1964 ma realizzato solo nel 1979.

A sinistra, Walter Gropius, quartiere Hansaviertel, Berlino,1957. A destra, Walter Gropius, quartiere Gropisstadt, Berlino,1960, ph. Yannick Selinger
lavori architettura gropius berlino
Walter Gropius muore a Boston nel 1969 e il contributo che ha saputo dare all’architettura moderna rimane imprescindibile. Il razionalismo non sarebbe esistito senza la sua riflessione teorica e l’esperienza didattica in cui tutte le discipline architettoniche, dal design all’urbanistica, trovano una precisa collocazione funzionale.

Walter Gropius e TAC (The Architects Collaborative) Servizio Tac, Rosenthal, 1969
Servizio in porcellana in cui il cerchio e la sfera sono gli elementi formali principali.
servizio tac rosenthal

Nell’immagine di copertina, Walter Gropius, ph Getty Images