Vivere la casa con stile

I designer di domani erano tutti a IMM Colonia

di Lucia Talamona.

Il Pure Talents Contest è uno di quegli appuntamenti annuali che tutti i designer emergenti del mondo seguono, sperando di venire scelti durante la severissima selezione dei progetti. Per molti giovani consiste in un punto di arrivo, in quanto finalmente possono esporre i loro lavori in un contesto internazionale.

E allo stesso tempo può essere un nuovo punto di partenza, proprio perché spesso capita che il direttore creativo di un’azienda importante dell’interior design, dell’illuminazione e del mondo contract durante la fiera IMM di Colonia visiti l’area dove sono esposti i progetti vincitori del Pure Talents Contest, e incontri di persona i designer emergenti.

Come è successo ad esempio a Sebastian Herkner, che da giovane designer ancora sconosciuto, proprio grazie a questo contest di Colonia, ha poi avuto l’occasione di farsi conoscere e di intraprendere importanti collaborazioni.

Tanto di diventare, proprio per questa 17a edizione del Pure Talents Contest 2020, membro della giuria, insieme ad altri nomi top del design, come Giulio Cappellini e il direttore del Design Museum di Helsinki Suvi Saloniemi. Tantissime le adesioni ricevute: si parla di 862 progetti, ideati da 723 creativi provenienti da 59 paesi diversi. E tra tutti questi, solo 20 progetti firmati da 23 designer sono stati scelti ed esposti durante la fiera IMM di Colonia.

Seduta Uion di Da Zeng
seduta di design vimini
Arriva dalla Cina il giovane Da Zeng, che con la sua sedia Uion ha voluto reinterpretare la tradizionale sedia di vimini con un twist moderno. Eliminando tutte le parti non indispensabili, il designer ha piegato il vimini secondo la tecnica artigianale del vapore, per poi lavorarlo con spessori diversi creando una seduta moderna dal sapore retrò.

The Udon Stool by Anton Mikkone
sgabello legno frassino
Si chiama invece The Udon Stool lo sgabello presentato a IMM Cologne 2020 da Anton Mikkone. Il giovane creativo finlandese ha scelto come materiale il legno di frassino, e con solo cinque elementi tagliati al laser è riuscito a ottenere una seduta di design, piacevole al tatto e versatile nell’utilizzo.

Triplex Stool by studio RYTE
sgabello design plastica riciclata
Altro sgabello, ma creato in plastica riciclata in un’ottica green volta al riuso delle materie più inquinanti, è quello che è stato proposto dallo studio RYTE , formato dai giovani di Hong Kong Whitnie Yvette Lau e Dennis Cheung. Si chiama Triplex Stool , è composto da tre elementi, spessi solo 3 millimetri e facilmente stoccabili per il trasporto, e vuole essere la nuova soluzione smart, pensata per case dalle dimensioni ridotte e per l’outdoor.

Binomio by Giuseppe Arezzi
binomio giuseppe arezzi
Anche il progetto Binomio di Giuseppe Arezzi è stato concepito per arredare interni piccoli con pezzi versatili. Il suo mobile, composto da pochi elementi di legno montati in un unico pezzo, si può usare come piano di appoggio, tavolo da pranzo, scrivania e appendiabiti, oltre che come portaoggetti. Facile da smontare, lo si può trasportare e rimontare tutte le volte che si vuole.

Tavolo Pipe-Line by Peter Otto Vosding
tavolo allungabile design

Softshelf by Peter Otto Vosding
mobile contenitore rivestito tessuto
La versatilità è stata il filo conduttore della ricerca che anche il designer Peter Otto Vosding ha condotto, per arrivare alla produzione di due nuovi complementi d’arredo. Il tavolo Pipe-Line, che con un semplice movimento diventa allungabile, senza l’ingombro di aggiungere nuovi elementi.

E il progetto Softshelf, che strizza l’occhio al design nel colore, e ha la forma di un mobile contenitore, rivestito sul retro da un soffice tessuto sul quale si possono appendere stampe e fotografie.

Aspirator by Qing Deng
aspirator qing deng
Ruota tutto attorno all’umorismo il progetto Aspirator firmato dalla cinese Qing Deng. Scelto tra i 20 progetti vincitori del Pure Talents Contest di IMM a Colonia, vuole essere una sorta di elettrodomestico per creare una seduta da usare in modi diversi.

Partendo dal concetto che chi reprime le proprie frustrazioni è più soggetto ad ammalarsi, la designer ha prodotto una sorta di grande microfono da usare per urlare tutto il proprio disappunto e dispiacere. Questo microfono incorpora l’aria emessa e la usa per gonfiare una sorta di pouf. Più si urla, più la sedia si gonfia. Un progetto divertente e chissà, magari anche curativo.

Lampada Efterlyst  by Gustav Rossander e Moa Lundfeldt 
lampada ricaricabile led forma candela
Sembra una candela ma è una lampada quella presentata dalla coppia di creativi svedesi Gustav Rossander e Moa Lundfeldt . Si chiama Efterlyst e gioca sulle forme e sui volumi, nascondendo una sofisticata componente elettronica a basso consumo. Caricabile con un semplice cavo elettrico, la fonte luminosa ha la forma di una classica candela, e può essere usata da sola anche all’esterno, senza il vincolo del cavo. Oppure la si può utilizzare inserendola nella base rotonda, che ricorda la bugia di una volta, rivisitata con un look total black in puro stile scandinavo.

Progetto Skilja di Nelita Olsson
parete flessibile da viaggio
Sostituisce una parete mancante, o all’occorrenza ne crea una nuova, il progetto Skilja di Nelita Olsson, altra giovane designer svedese, che ha presentato il suo progetti durante la fiera IMM di Colonia 2020. Composto da una semplice struttura in legno modulare, alla quale si possono fissare pannelli di tessuto, crea una parete flessibile, adattabile al viaggiatore 2.0 che vive in case sempre diverse.

Altro accessorio per la casa è la lampada da parete Jojo della tedesca Sofia Souidi. Tirando la corda la lampada si accende, man mano che passano i secondi la corda si accorcia e la lampada cambia intensità della luce, segnando un simbolico conto alla rovescia prima dello spegnimento. Una sorta di lampada-orologio, polifunzionale anche nel suo essere un oggetto decorativo da parete.

A sinistra,lampada da parete Jojo di Sofia Souidi. A destra, vasi Stratum Tempus by Daan De Wit
lampada da parete e vasi artigianali
E se il belga Daan De Wit ha voluto lavorare sul concetto del riciclo, scegliendo il vetro e il legno di bamboo per produrre la linea di esili vasi Stratum Tempus, creati con tanti cerchi concentrici assemblati a mano, il progetto più innovativo del Pure Talents Contest è stato sicuramente Fold della coppia Kasper Friis Egelund e Thalea Schmalenberg.

Si presenta come una lampada da tavolo, esile nella forma ed essenziale nei volumi, ma l’elemento che la rende unica è il delicato ventaglio di carta piegata a mano, che crea piacevoli giochi di luce e di riflessi quando la lampada è accesa. Un piccolo dettaglio, che ingentilisce il progetto finale rendendo omaggio alla tradizione artigianale.

Lampada Fold by Kasper Friis Egelund e Thalea Schmalenberg
lampada da tavolo ventaglio

Nell’immagine di copertina, Lampada Fold by Kasper Friis Egelund e Thalea Schmalenberg