Vivere la casa con stile

Luce in cucina – le regole base per una corretta illuminazione

di Evi Mibelli.

Viene giustamente considerato il cuore della casa: al mattino l’aroma del caffè che sale ‘dai fornelli’ richiama a colazione la famiglia, a mezzogiorno o più facilmente alla sera è il luogo dove si prepara la cena per poi consumarla con i propri cari o con gli amici invitati all’ultimo minuto. Parliamo di cucina. O meglio, di come illuminarla.

Una prima considerazione, quanto è grande la vostra cucina? Qualunque sia la sua dimensione ci sono tre livelli di illuminazione da prevedere:

– generale
– delle aree di lavoro
– della zona pranzo

E’ l’ambiente nel quale si svolgono importanti funzioni, che richiedono attenzione e concentrazione. I livelli di illuminazione devono, quindi, garantire comfort visivo, sicurezza e una ottimale resa cromatica, soprattutto pensando al cibo e alla sua preparazione. In tal senso, le lampade a Led assolvono a pieno i requisiti appena citati. Cui si aggiungono un consistente risparmio energetico e una lunga durata di esercizio.

Un aspetto importante è verificare la posizione delle finestre (anche la luce naturale ha una sua valenza estetica e funzionale), la distribuzione dell’arredo e delle aree funzionali, e l’individuazione dell’area che s’intende destinare alla convivialità. Questi elementi determineranno la scelta delle luci e il loro posizionamento nello spazio.

Cucina Filò by Euromobil
cucina moderna grande
L’illuminazione ambientale è, in genere, affidata a lampadari, a plafoniere o anche ad applique. E’ utile soprattutto quando si entra in cucina e si ha necessità di avere un colpo d’occhio complessivo del luogo. La scelta degli apparecchi è ampia e si può selezionarne l’estetica in base allo stile dell’arredo.

A sinistra, lampada a sospensione Twiggy Grid di Foscarini. A destra, lampada a plafone Tube di Vibia
lampade illuminazione cucina
In cucina vale anche un’altra regola: evitare il più possibile si creino ombre. Sono non solo fastidiose ma in un ambiente dove si maneggiano strumenti da cucina e si lavora intorno ai fuochi la sicurezza è un fattore prioritario. Le aree di lavoro – per intenderci il lavello, il piano per la preparazione cibi e il piano cottura – sono punti progettualmente molto importanti.

Dettaglio cucina Kronos di Arredo3
illuminazione sottopensile cucina
Qui la qualità cromatica della luce deve attestarsi su una temperatura mai inferiore ai 3500K. La percezione dell’effettivo colore dei cibi, soprattutto nella fase della loro preparazione, è fattore cui prestare sempre particolare cura.

Dettaglio cucina Phoenix di Poliform
illuminazione puntuale cucina
Per queste aree si utilizzano quasi sempre lampade di tipo lineare in forma di barre a Led o strisce a parete, ma anche i faretti – a incasso o direzionabili – possono trovare collocazione sopra queste aree funzionali. Da non dimenticare l’area sottopensile che è tra quelle più in ombra di tutta la cucina e che necessita di una illuminazione specifica. Anche in questo caso vanno preferite le luci lineari a Led che fanno risaltare il piano d’appoggio sottostante.

Profilo Led sottopensile Lumines H di Lumines Lighting

barre led illuminazione top cucina
Una parentesi va dedicata all’area dei fuochi. In questo spazio, come contraltare del piano cottura troviamo la cappa aspirante che incorpora sempre la luce. In questo comparto il design e la tecnologia hanno prodotto cappe aspiranti dal design davvero sofisticato e piacevole, assicurando funzionalmente il top dell’efficienza. Anche per quanto riguarda l’illuminazione.

Cappa aspirante Glow di Faber
cappa soprapiano sospesa bianca
Una luce più calda va, invece, assicurata nella zona dove si consumano i cibi. L’area pranzo della cucina può assumere diverse ‘forme’: penisola, bancone, tavolo con le sedie intorno.
Comunque si proponga, la sua illuminazione deve adempiere a due funzioni: illuminare bene la superficie dove trovano spazio stoviglie e pietanze e offrire una piacevole atmosfera che unisca relax e spirito conviviale.

Cucina Space di GD Arredamenti
lampada sospesa tavolo cucina
La luce deve sempre arrivare dall’alto, al centro del tavolo, in modo da evitare la creazione di ombre (sempre fastidiose) e garantire il giusto comfort. Un bel lampadario, scelto tenendo conto dello stile dell’arredo, rappresenta sempre un’ottima soluzione. L’ideale è sceglierlo con la possibilità di montare delle lampadine Led dimmerabili che consentiranno di modulare la luce a seconda dell’atmosfera che intendiamo creare.

Collezione  Alphabeta TRIO di Hem
lampade sospensione design cucina

 Lampada a sospensione Yoko di Teo
lampada sospensione sopra tavolo
Non di meno ci sono altri spazi che vanno illuminati, ma rientrano specificatamente nelle dotazioni degli arredi. Si parla dell’illuminazione dell’interno di cassetti, armadi dispensa, scansie, luoghi dove è importante ‘vedere’ per trovare oggetti e utensili magari di uso non frequente o di piccole dimensioni. La versatilità della tecnologia Led, infatti, ha permesso di portare significativi contributi alla funzionalità delle proposte d’arredo per la cucina contemporanea.

A sinistra, dettaglio cucina D90 T30 di TM Italia. A destra, dettaglio cucina 36E8 Marble XGlass di Lago
dispensa illuminata cucina
Due ultime parentesi. La regola per quanto riguarda l’illuminazione in cucina è prevedere che sia possibile gestirla da più punti, suddividendo le zone e, dove possibile, regolarne l’intensità (in sostanza non collegare tutte le luci a un unico interruttore).

Un suggerimento è pensare a un impianto ‘intelligente’ che consenta con un semplice telecomando o attraverso una app per lo smartphone di accendere, spegnere e regolare la luce. Infine, nella scelta degli apparecchi – lampadari, applique, plafoniere, faretti, eccetera – tenere conto della loro manutenzione. In cucina la cottura dei cibi e il vapore si depositano sulle superfici. Più sono semplici meglio è.

Nell’immagine di copertina, cucina G180 di TM Italia