Vivere la casa con stile

Il genio della lampada

di Marta Santacatterina.

È il designer dell’anno per l’edizione 2020 di MAISON & OBJET: un riconoscimento importante, che Michael Anastassiades si è guadagnato grazie a una ricerca lunga e paziente su un tema in particolare, quello delle lampade. Prima di fondare il suo marchio nel 2007, il designer cipriota ha conseguito una laurea in Ingegneria civile a Londra, per poi specializzarsi in design industriale al Royal College of Art.

Dal 1994 ha lavorato con varie aziende, ma in lui è sempre stato fortissimo il desiderio di applicare idee e conoscenze con assoluta libertà: ecco allora la nascita dello studio, nel quale può utilizzare senza alcun vincolo o compromesso le forme geometriche basilari – la sfera, la linea, il cerchio – per creare un linguaggio in cui non manca mai l’accento sul delicato, quanto instabile, equilibrio tra le forme. Tanto che per alcune creazioni il nostro pensiero non può evitare di correre ai deliziosi Mobiles di Alexandre Calder, che senza dubbio il designer ben conosce e a cui pare rendere omaggio nel nome scelto per una serie di lampadari, i Mobile Candelier appunto.

A sinistra, Michael Anastassiades, Tip of the Tongue, ph. credit Michael Anastassiades. A destra, Michael Anastassiades, Mobile Chandelier Collection, ph. credit Osma Harvilahti
lampade design

Michael Anastassiades, Mobile Chandelier 13, ph. credit Michael Anastassiades
lampada sospensione design

Michael Anastassiades, Mobile Chandelier 16, ph. credit Michael Anastassiades
lampada sospesa design
Quando comincia a pensare a una nuova lampada, Anastassiades applica una poetica ben precisa: “per progettare una luce, bisogna prima abbracciare l’oscurità”, dichiara il designer, che in questo modo intende trasformare la notte in giorno attraverso il bagliore che scaturisce dalle sue creazioni.

Ma non dimentica mai un altro aspetto fondamentale: la lampada infatti è più spesso spenta che accesa, e questo dato di fatto lo porta a non trascurare alcun aspetto della sua estetica, tanto più che non si tratta mai di un oggetto isolato bensì integrato e in dialogo con l’ambiente circostante.

A sinistra, Michael Anastassiades, Tube Chandelier, 2006, ph. credit Hélène Binet. A destra, Michael Anastassiades, Beauty Mirror, 2010, ph. credit Hélène Binet
lampada sospesa e specchio parete
Senza dubbio, osservando i progetti di Michael Anastassiades risulta subito evidente la sua ricerca costante per l’essenzialità, una ricerca impegnativa poiché tutti gli aspetti tecnici, in oggetti così essenziali, devono essere integrati all’estetica senza essere in alcun modo percepiti; “la tecnologia va usata in modo poetico”, dichiara.

Inoltre le lampade devono rispondere al concetto di sostenibilità, non solo per quanto riguarda i consumi, ma soprattutto per la loro durata nel tempo, la loro esistenza a lungo termine che è tra i fondamenti principali del non spreco.

E per durare nel tempo, un oggetto deve senza alcun dubbio “essere senza tempo” e avere un valore eccezionale. Anche per questo, tutte le produzioni dello studio sono fabbricate da officine a conduzione familiare distribuite in tutto il mondo, selezionate per le loro abilità produttive uniche e per l’uso tradizionale dei materiali; ogni oggetto è poi timbrato a mano con il marchio del designer.

A sinistra, Michael Anastassiades, Half Moon Mirror, ph. credit Michael Anastassiades. A destra, Michael Anastassiades, Bob Wall Mounted, 2015, ph. credit Michael Anastassiades
specchio mezzaluna e applique
In una recente intervista, il prolifico designer ha sottolineato che non smette mai di mettere in discussione le sue idee, soprattutto a fronte di una dilagante mancanza di originalità: è invece importante per lui cercare di creare sempre qualcosa di diverso, di avvicinarsi al lavoro con generosità, ma anche con la consapevolezza di ciò che è stato prima.

Michael Anastassiades, Fontana Amorosa, ph. credit Francesco Nazardo
fontana amorosa anastassiades
Michael Anastassiades all’importante fiera parigina non espone semplicemente le sue lampade, ma mette letteralmente in moto un’esperienza, allestendo 16 Mobile Candelier in uno spazio buio e suggestivo, dove possono muoversi come dei pianeti grazie a dei motori invisibili. Oscurità e luce, ancora una volta, sono insiti nel suo lavoro e nel modo in cui sceglie di esibirlo al pubblico: un’esperienza senza dubbio indimenticabile.

A sinistra, Michael Anastassiades, Brass Architectural Collection, Double Sconce 150, 2017, ph. credit Michael Anastassiades. A destra, Michael Anastassiades, Tube Chandelier, 2006, ph. credit Michael Anastassiades
lampade di anastassiades designer
Oltre alle lampade, sua autentica passione, il designer ha progettato anche complementi d’arredo, bicchieri, una fontanella per il Victoria & Albert Museum, e le sue produzioni si possono incontrare in altri musei, dal Museum of Modern Art di New York all’Art Institute of Chicago, dal MAK di Vienna al FRAC Centre di Orleans in Francia.

A sinistra, Michael Anastassiades, Fleet Drinking Water Fountain, ph. credit Andy Stagg. A destra, Michael Anastassiades, allestimento per Flos, ph. credit Flos
fontanella e luci allestimento anastassiades

Michael Anastassiades, Half Way Round, Dansk Mobelkunst, ph. credit Dansk Mobelkunst
arredi design legno tavolo paravento
Per una panoramica completa della sua attività e per scoprire dove, in Italia, si possono trovare le lampade e gli oggetti di Michael Anastassiades, si può consultare il sito michaelanastassiades.com

Michael Anastassiades, ph. © Eirini Vourloumis
ritratto anastassiades

Nell’immagine di copertina, Michael Anastassiades, Herman Miller Double Dream of Spring Exhibition, ph. credit Ben Anders

Michael Anastassiades, Designer of the Year – MAISON&OBJET JAN. 2020 from MAISON&OBJET on Vimeo.