Vivere la casa con stile

Come salvare la credenza della nonna (o no) e progettare una casa funzionale

“Architettando, i consigli di un professionista”

Antico o contemporaneo? Esiste il giusto mix di stili che mantiene la funzionalità di una casa e, allo stesso tempo, rispetta gli affetti di chi la abita salvando vecchi mobili di poco o nessun valore? Ne abbiamo parlato con l’architetto Tomaso Piantini di arcHITects.

Iniziamo da una situazione che immaginiamo capiti spesso a un progettista: che il cliente gli chieda di progettare uno spazio, una stanza, addirittura una casa, partendo dalla credenza della nonna, o da un altro mobile cui è particolarmente legato. Che cosa fa l’architetto Tomaso Piantini?
“Chiamo la nettezza urbana! Scherzi a parte, progettare una casa è un evento importante della propria vita e credo che sia un ottimo momento anche per il cliente per riflettere su cosa vuole che ne faccia parte e cosa no.

I mobili che ci portiamo in dote sono dei vincoli di cui spesso non ci rendiamo conto e il lavoro dell’architetto è anche quello di romperli. Chiaramente ogni mobile è una piccola storia da raccontare, vuoi comprensibile da tutti (un mobile Leone XIII) vuoi assolutamente personale (la prima cassettiera di nostra nonna). Bisogna avere il dovuto riguardo secondo i casi, ma la progettazione è fatta di tantissime piccole scelte e spesso molte di queste devono portare a spezzare i legami. Se vuoi una casa nuova da vivere, bisogna cambiare.

Se la casa viene fatta attorno al mobile della nonna, otterrai la casa della nonna. In generale comunque accoppiare nuovo e antico è l’essenza di un arredo bilanciato e accogliente, ma è bene ricordare che l’antico non deve essere abbinato ma solamente accostato al nuovo, non c’è da tentare l’abbinamento”.

cassetto mobile vecchio legno
E se il mobile di cui sopra non è particolarmente di valore, se insomma è un mobile di cui l’architetto farebbe assolutamente a meno, che succede?
“Prima di tutto cerco di portare il cliente a vedere le proprie scelte dall’esterno con un occhio più critico, perché spesso le sue stesse abitudini e richieste vanno in contrasto con il desiderio di tenere quel dato mobile. Se proprio dovrà esserci, lo prevederemo alla fine, dopo avere disegnato il layout che risponde al 100 per cento delle richieste funzionali e spaziali che vogliamo soddisfare”.

Oggi l’antico, nei casi peggiori il vecchio, sembra dettare molti trend: basti pensare al giro d’affari dei mercatini dell’usato, dei rigattieri, del vintage e del rétro: come si comporta un architetto rispetto a questo fenomeno? Deve frenare il cliente? Come si aiuta il cliente a scegliere?
“Le parole chiave sono vecchio vs vintage/rètro/antico e il primo lavoro da fare per aiutare il cliente è portarlo a distinguere una categoria dall’altra. Perché il vintage va bene, ma deve essere dosato e non eccedere e, purtroppo, data l’apparente semplicità ed economicità di prodotti d’epoca (spesso solamente vecchi, non vintage) si tende a superare il buon senso”.

mobile vintage corridoio
Quando, esattamente, l’antico o il vintage sono un valore e non un peso? Come cerca di spiegarlo di volta in volta al cliente?
“Sarà forse una mia inclinazione verso la matematica e la statistica, ma mi piace citare Pareto che dice che il 20% delle cause genererà l’80% degli effetti. Quindi nel nostro caso il 20% dell’arredo deve essere parte integrante dell’idea alla base del progetto affinché il risultato sia coerente. Nel restante 80% possiamo lavorare ed essere aperti a contaminazioni costruttive che apportino un vero valore aggiunto.

Per ‘pesare’ assieme al cliente un mobile e capire se si tratta di qualcosa di vecchio o di uno stupendo ‘pezzo’ (come viene definito nei mercatini del vintage) suggerisco sempre di lasciarlo chiuso e di non guardarlo almeno fino a metà del progetto, quando ormai molti paletti saranno fissati nella mente. A quel punto molti arredi perdono tutto il loro fascino e la loro carica emotiva e quelli che si salvano sono i benvenuti nella nuova casa!”

living arredo moderno
Ci sono dei casi in cui il pezzo vintage o antico può spezzare la monotonia dettata da un arredo non di particolare pregio, low cost. Quali sono in questo caso i pezzi che più aiutano a “fare la casa” portando valore?
“Sembra un po’ scontato ma la verità è che alcuni tipi di arredo non esistono più e sono quelli che apportano maggior valore e fanno casa! Ad esempio belle testate del letto, alcuni piccoli scrittoi o alcune cassettiere da camera da letto. In generale tutte le tipologie di arredo e soprammobili vintage e rétro che non fanno più da padrone dei cataloghi dei più grandi mobilifici, siano essi economici che di lusso, hanno la capacità di aggiungere qualcosa e rompere il già visto di tutti i mobili low-cost”.

scrivania legno design
Accompagna i propri clienti a scegliere dei pezzi di un certo tipo, antichi o no? Sottopone dall’inizio un progetto di interni dettagliato da cui emerge una formula che unisce passato e presente?
“Il risultato è sempre una unione tra vecchio e nuovo, ma per non creare confusione preferisco sempre dire che il nuovo progetto racconta un po’ della storia passata del cliente e apre le vie di una storia da scrivere. L’iper moderno è una cesura troppo forte e non più accettabile.

Per questo preferisco lavorare con gli oggetti di proprietà del cliente che hanno superato la scelta iniziale e lasciare dello spazio da riempire con arredo vintage dopo la fine della realizzazione di casa. L’obiettivo è far scegliere qualcosa su cui l’architetto non sia intervenuto perché viene sentito come qualcosa di più personale. Come detto però questi spazi sono ponderati prima nel progetto e non lasciati liberi. Se invece non c’è la possibilità o l’occasione di utilizzare arredi vintage esistenti, ho sempre un paio di luoghi in cui accompagnare il cliente per trovare qualcosa di adatto al risultato”.

Infine, è più difficile dare valore a una casa arredata con mobili che guardano al passato o a una che guarda più al contemporaneo?
“Senza dubbio i mobili del passato sono molto più versatili e valorizzabili in molteplici situazioni e stili. Credo che sia questa la vera chiave del successo del brocantage. La facilità con cui si può accostare il vintage ha la meglio su gran parte dei mobili contemporanei, ma ne ha portato ad abusarne…” .

living con mobili vintage