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Masterly – The Dutch in Milano, un’opportunità per i designer

È iniziata la kermesse milanese più importante dell’anno, la Milano Design Week 2019, e la città vive la solita frenesia che contraddistingue questo periodo. Come oramai è noto, la design week ha portato a una frammentazione del territorio urbano che fino a domenica 14 aprile, vedrà la toponomastica completamente stravolta, non più divisa non per vie, piazze e vicoli ma per distretti del design.

E noi ci focalizziamo su uno in particolare, situato nella parte cittadina più storica, il distretto delle 5Vie, dove si trova Palazzo Francesco Turati che, per la quarta volta, ospiterà Masterly – The Dutch in Milano.

L’edizione 2019, riconfermerà la formula vincente di dare voce alle diverse anime del design e dell’alto artigianato olandesi: il design sperimentale di nomi emergenti accanto alla produzione di aziende conosciute a livello internazionale, i lavori di designer affermati ed anche quelli degli studenti di scuole che formano i futuri artigiani.

Tutto sotto la guida di Nicole Uniquole, la curatrice che ha ideato la manifestazione. Inoltre, il 2019 in Olanda è l’anno di Rembrandt, dove si celebra il 350esimo anniversario della sua morte e il paese ospiterà mostre ed eventi speciali dedicati all’opera di questo grande artista. Anche Masterly intende dunque ricordare la figura del grande pittore e tutti i partecipanti sono chiamati a rendere omaggio all’artista, lasciandosi ispirare dalla sua opera, nelle loro produzioni o nei loro allestimenti.

Nicole Uniquole
nicole uniquole portrait
Ma facciamo un passo indietro e chiediamo a Giuseppina Flor, responsabile della comunicazione per Masterly, com’è nata l’idea di portare designers, artigiani, produttori ed agenzie di design olandesi al Fuorisalone.

Nicole Uniquole è nota in patria per mostre caratterizzate dalla scelta di presentare il design all’interno di palazzi storici che forniscono una cornice in grado di esaltare la qualità dei manufatti e rendere la visita stessa un’esperienza immersiva unica.

Dopo aver cercato per anni una location adeguata a Milano, finalmente nel 2016, Uniquole ha trovato Palazzo Turati ed ha potuto portare a Milano questa sua visione. I partecipanti sono rimasti sempre molto soddisfatti della loro presenza, prova è che molti di loro continuano a scegliere Masterly come sede espositiva al Fuorisalone: nell’edizione 2019 si contano ben 23 ex-partecipanti delle scorse edizioni.

interni palazzo turati
Design e artigianalità sono talenti molto sviluppati in Olanda, come mai? Per una questione storica o proprio il design è insito nel dna degli olandesi?

Per rispondere adeguatamente bisognerebbe ripercorrere la storia del paese, tuttavia in sintesi mi sento di rispondere che se il design e l’artigianato sono sviluppati in Olanda è per entrambe la ragioni citate nella domanda. Concentrandosi su ciò che è avvenuto nel XX secolo, durante il periodo della ricostruzione post-bellica lo stato olandese ha sentito l’esigenza di ridisegnare il paese grazie al contributo del design, un design che aveva una connotazione morale, che doveva esprimere semplicità, onesta e funzionalità ed essere alla portata di tutti.

In quegli anni dai treni, alle stazioni ferroviarie, dagli uffici postali alle banconote, tutto fu ripensato con il contributo degli industrial designer, da questo punto di vista si può affermare che il design faccia parte del dna della nazione. Parallelamente, gli artisti-artigiani legati all’uso di tecniche tradizionali come tessitura e ceramica, hanno sempre continuato a produrre i loro manufatti, questo sia durante la rivoluzione industriale sia durante il periodo della ricostruzione.

All’inizio degli anni ’80 poi, a causa di vari fattori tra cui da un lato, una certa insofferenza verso l’industrial design definito ‘noioso’ e assoggettato alle esigenze dell’industria nazionale, dall’altro l’influenza di fenomeni culturali come l’esperienza del gruppo Memphis in Italia, una nuova corrente di designer olandesi ha iniziato ad aprirsi ad una produzione più libera e personale, talvolta realizzata in piccole serie o pezzi unici, dove anche l’uso di tecniche artigianali e materiali della tradizione trova spazio.

Dopo questa “incursione” storica nel design olandese, torniamo all’attualità e vediamo qual è il ruolo che ricopre il consolato generale dei Paesi Bassi a Milano nel progetto. Lo chiediamo a Margo Curto dell’ufficio culturale.

Il mio ruolo qui al consolato generale a Milano, insieme anche ad altri due colleghi dell’ambasciata a Roma, è quello di promuovere al meglio le collaborazioni tra Italia e Olanda, sia sul piano culturale che sulla reciproca conoscenza. Nello specifico, soprattutto per la configurazione delle nuove collaborazioni, siamo molto attenti all’industria creativa, quella che è naturalmente frequentata da architetti e designer.

Forbo Flooring Systems
forbo flooring system
Riguardo al Fuorisalone, qual è il vostro ruolo?

Il nostro lavoro in realtà varia dal networking e l’informazione riguardo alla scena culturale olandese con l’obiettivo di far nascere collaborazioni ed eventi italo-olandesi sul territorio italiano. Uno degli strumenti a disposizione è un budget culturale messo a disposizione dal Ministero degli Affari Esteri e il Ministero alla Cultura de l’Aja, che ci permette di accogliere delle richieste di piccole sovvenzioni da parte di organizzatori italiani per eventi in tutta Italia.

Per il design si lavora soprattutto a Milano quale piattaforma mondiale per il design, importantissima perché permette spesso funge da vetrine per i designer olandesi, sia affermati che giovani. Nei Paesi Bassi ci sono moltissimi giovani designer, grazie a delle ottime scuole. La più conosciuta è la Design Academy di Eindhoven, una scuola molto innovativa che ha prodotto molti nomi ora conosciuti.

Richard Hutten for Japth
masterly richard hutten
Quali possibilità di collaborazione potrebbero instaurarsi tra Italia e Paesi Bassi, attraverso il design e quindi i designer?

Partiamo dal concetto di reciproca utilità, che deve in qualche modo manifestarsi in ogni nuova collaborazione. Diciamo che questo scenario si è già manifestato a partire dagli anni ’80, dove Italia e Olanda hanno portato avanti delle ottime collaborazioni. Una realtà facilitata dalla capacità italiana di esportare prodotti in tutto il mondo, dotati di una tecnologia avanzata e al tempo stesso di una rifinitura artigianale eccellente, e dalla potenzialità accademica delle scuole di design olandesi, che sempre di più indagano l’universo del design con occhi nuovi, attenti ai materiali e alla conservazione delle risorse.

A sinistra, Eigengijs (Photo Isabel Rottiers). A destra, Carina Wagenaar.
masterly 2019 carina wagenaar
Oggi quindi quale potrebbe essere la corretta chiave di lettura per delle collaborazioni tra i due paesi a livello accademico e aziendale, sempre nell’ambito del design?

Non esiste, credo, una ricetta unica. Noi, attraverso la nostra attività, qui al Consolato, come a Roma in Ambasciata, siamo pronti a valutare ogni tipologie di format, sosteniamo mostre collettive alla Milano Design Week, la partecipazione di esperti e designer olandesi a conferenze e tavole rotonde, ma potremmo anche valutare proposte di design residencies o concorsi da creare da parte di potenziali partner italiani.

In questo senso potrebbe essere utile una sorta di database dove domanda e offerta si incontrino? Spesso è questa mancanza di network a penalizzare i designer e le aziende.

Assolutamente sì, è uno dei tanti aspetti che potremmo prendere in considerazione. Spesso le collaborazioni più proficue nascono in contesti estranei al percorso che ci eravamo prefissati in partenza.

A sinistra, Bibi Smit (Photo Annemarie Sabelis). A destra, Studio Kalff.
masterly 2019 kalff e bibi smit
Esiste oggi un network che si occupa di “scambi” di questo tipo, dove ad esempio un’azienda italiana possa chiedere un designer olandese specializzato su una materia specifica?

Esiste in Olanda una struttura che promuove l’internazionalizzazione in tal senso. Si può pensare ad esempio al Netherlands Fund for Creative Industries che spazia dal design all’architettura, fino al digitale e alla moda, dove per organizzatori e curatori italiani è possibile rivolgersi per partecipare a bandi internazionali. Un ottimo modo per arrivare a quella collaborazione fruttuosa di cui parlavo prima, magari anche modulando le possibilità attraverso l’incontro di realtà che potrebbero dare un panorama più vasto all’incontro progettuale. Mi riferisco ad esempio all’organizzazione di un concorso o di una mostra , in cui aziende e scuole presentino un percorso anche culturale, e non solo al semplice incontro del singolo, come azienda e designer o progettista.

A sinistra, Her Royal Highness Princess Margarita De Bourbon De Parme (Photo Frieda Mellema). A destra, Melissa Peen for Prades.
masterly 2019 creazioni artigianali
Quindi, a parte il Netherlands Fund for Creative Industries, ai quali ci si può rivolgere direttamente, non esiste un database dove aziende italiane possono attingere direttamente, attraverso di voi, per cercare un designer olandese?

Al momento non abbiamo un riferimento del genere ma potrebbe essere interessante, sempre nell’ottica di uno scambio culturale. In questa edizione del Fuorisalone, abbiamo diverse mostre collettive che sosteniamo direttamente. E’ interessante sapere, per ricollegarci al discorso di prima, che il Fondo per l’industria creativa olandese, credo sia già la quarta o quinta volta, già mesi fa aveva indetto un bando per i designer olandesi per la partecipazione al Salone del Mobile di Milano.

Tra l’altro è possibile vedere sul sito del fondo per l’industria creativa olandese i vincitori del bando, quelli che saranno protagonisti alla Milano Design Week. Ma la partecipazione olandese non si ferma qui alla partecipazione di centinaia di designer e azienda olandesi alla Milano Design Week, ma vorrei anche segnalare la presenza del design olandese anche all’interno della bellissima mostra “Broken Nature” alla Triennale di Milano, visitabile fino al 1 settembre di quest’anno. Troverete il padiglione dei Paesi Bassi con la mostra I See that I See What You Don’t See sull’importante tema dell’inquinamento luminoso purtroppo molto presente sia in Italia che nei Paesi Bassi.

Eigengijs design
masterly 2019 design
Informazioni pratiche per visitare Masterly: masterly.nu

Masterly – The Dutch in Milano
dove: Palazzo Francesco Turati – Via Meravigli, 7 Milano
quando: martedì 9, 11–17; mercoledì 11-22 (5Vie opening) e da giovedì a sabato, 11–19, Domenica, 11–16

Cartoni Design
cartoni design lampade

Nell’immagine di copertina, Royal Delft