Vivere la casa con stile

Come arredare un bagno lungo e stretto

di Giulia Mura.

Quali strategie mettere in campo per dare dignità ad uno spazio dalle caratteristiche planimetriche non sempre ottimali? Se quello che si ha a disposizione in casa è un ambiente bagno lungo e stretto, ci sono alcuni escamotages da poter adottare per renderlo un luogo – non più di servizio – sfruttabile in ogni sua parte. Vediamone alcuni:

OPTARE PER UNA PALETTE DI COLORI CHIARI

Per evitare lo spiacevole “effetto cannocchiale” degli ambienti a sviluppo longitudinale, il consiglio è utilizzare gamme cromatiche chiare, luminose. Siano tonalità calde, fredde o pastello non importa, quello che è importante è che il bilanciamento sia tale da non essere invasivo allo sguardo. Vale a dire, in pratica: i colori scuri rendono lo spazio cupo e di conseguenza otticamente più piccolo.

soluzioni arredo bagno

DISPOSIZIONE SANITARI

Nei bagni nei quali la libertà di movimento è limitata da misure giuste giuste ( il minimo dimensionale è 1,20 metri calcolando che i sanitari ingombrano poco più di 50 cm e l’essere umano 60/70 cm) la disposizione consigliata – oserei dire l’unica possibile – resta quella in fila. I sanitari vengono cioè disposti uno di seguito all’altro, in linea, sulla medesima parete. Cosi è possibile lasciare all’utente lo spazio di movimento necessario per usufruire al meglio di lavabo (meglio se di piccole dimensioni), bidet e water.

sanitari sospesi bagno

USARE GRANDI SPECCHI PER ALLARGARE OTTICAMENTE L’AMBIENTE

Il miglior espediente per aumentare otticamente gli spazi lunghi e stretti è dotarli di ampie porzioni specchiate: i giochi di riflesso infatti, aprono lo spazio, rendendolo infinito. Uno stratagemma creativo usato spesso, e non solo nel bagno. Questo perché le illusioni ottiche prodotte dagli specchi, messi sia in verticale che in orizzontale, amplificano le visuali “sfondando” le pareti perimetrali e aiutando a dare un senso di maggiore respiro all’ambiente.

contenitore specchiato bagno

PREDILIGERE DOCCIA (MEGLIO SE IN FONDO) PIÚ CHE LA VASCA

La maggior parte delle abitazioni oggi sono dotate di grandi docce, più che di vasche. E nel caso di un bagno lungo e stretto diventa la regola! Anzi, talvolta gli spazi a disposizione sono talmente esigui da non consentire neanche l’utilizzo di un piatto doccia, ma, addirittura, solo della doccia a pavimento. Sicuramente meno comoda, deve essere realizzata studiando bene i fazzoletti di pendenza, ovvero, la giusta inclinazione affinché lo scarico dell’acqua sia agile e non si rischi di allagare il bagno ogni mattina. In ogni caso, conviene posizionarla in fondo, in prossimità della finestra, per non rubare spazio utile.

piatto doccia bagno rialzato

I RIVESTIMENTI

Non importa la loro forma, ciò che importa è come i materiali dei rivestimenti vengono posati: vanno infatti posizionati seguendo una trama ortogonale e non a tolda di nave (una modalità di posa che enfatizza la lunghezza, più che la larghezza), soprattutto per quanto riguarda la pavimentazione. Otticamente infatti, è utile vedere le fughe non “a correre” bensì parallele alla porta d’ingresso. Questo consente di allargare lo spazio, sottolineando la sua dimensione orizzontale.

LAVORARE SULL’ILLUMINAZIONE PUNTUALE

Un altro espediente interessante, questa volta in ambito illuminotecnico, da utilizzare per dare movimento ad un ambiente piccolo e stretto, è posizionare corpi illuminanti che offrano non tanto un’illuminazione generale, quanto una puntuale (meglio se a led). Mettere in risalto singoli oggetti ponendo l’accento aiuta a creare dinamismo, smaterializzando i confini. E nascondendo qualche “magagna”.

lampade sospese bianche

SU MISURA / TAILOR MADE

Quando si hanno a disposizione spazi piccoli, la soluzione migliore è quella di pensare per essi arredi su misura: realizzati artigianalmente, costano di più ma sono studiati ad hoc con misure diverse dallo standard, più facilmente adattabili ad ambienti lunghi e stretti. I mobili infatti possiedono solitamente misure codificate, mentre qui conviene farli realizzare affinché non vi siano sprechi inutili, per una massima resa. Alla fine, a fronte di un maggiore costo iniziale, si risparmia: anzi, si ottimizza.