Vivere la casa con stile

Heimtextil – un successo firmato Messe Frankfurt

Oramai ci siamo, manca davvero poco all’inizio di Heimtextil (8-11 gennaio 2019, Francoforte sul Meno), fiera mondiale dedicata al tessile casa e contract, punto di riferimento internazionale indiscusso per entrambi i settori.

Questa manifestazione, insieme a tutte le altre del Gruppo Messe Frankfurt, testimonia l’ottimo stato di salute del Gruppo che è ulteriormente cresciuto nell’esercizio 2018 superando ogni prospera aspettativa, registrando un fatturato di quasi 715 milioni di euro. Basti vedere che le oltre 490 manifestazioni svoltesi in tutto mondo sotto il tetto di Messe Frankfurt hanno registrato la presenza di quasi 102.000 espositori e di circa 4,5 milioni di visitatori. Una dato decisamente positivo soprattutto se si considera che il solo polo di Francoforte ha conseguito il 54% circa del fatturato complessivo del Gruppo, ovvero ben 385 milioni di euro circa.

Ma torniamo ad Heimtextil di cui abbiamo già illustrato le novità, ma è bene ricordare le più significative che riguardano i progetti speciali legati al settore dell’hotelleriepadiglione 4.2 – come ci ha spiegato Donald Wich, Amministratore Delegato di Messe Frankfurt Italia, durante la nostra intervista.

“Obiettivo di Heimtextil ma anche delle altre fiere, è quello di spingere sempre di più sul contract.  A tal proposito si terrà una mostra, con espositori dedicati, conferenze, incontri e seminari sempre sull’argomento. Oltre ad alcuni architetti che faranno da guida per segnalare ai visitatori interessati le aziende di settore più rilevanti. In altre parole, il contract, sarà il fil-rouge della manifestazione”.

Donald Wich, Amministratore Delegato di Messe Frankfurt Italia

Una curiosità, nel panel di consulenti che ogni anno si riuniscono per creare quello che poi diventa il book delle tendenze ad Heimtextil, avete mai pensato di inserire anche un archi-star?
“Il panel è composto da studi di trend di cui fanno parte nomi di grandissimo prestigio come Nelly Rody, piuttosto che FranklinTill Studio, che è quello di quest’anno. Legarci a un singolo architetto designer è una cosa che tendiamo a non fare per Heimtextil, perché andremmo a condividere, oltre al suo nome, la sua personale interpretazione del progetto. E’ una scelta che viene fatta invece per Ambiente, per la presentazione del Paese Partner della fiera: nel 2016, anno in cui l’Italia aveva questo ruolo, avevamo infatti scelto Paola Navone che ha caratterizzato il progetto della mostra speciale”.

buyer heimtextil
Tessuti e tecnologia, un connubio sempre più stretto secondo lei?
“Assolutamente, la tecnologia sta prendendo sempre più campo in Heimtextil sia come prodotto (tessuti tecnici) che attraverso i macchinari di lavorazione come la digital printing. In fiera, infatti, c’è un’area dedicata solo a questa tecnologia in grande sviluppo. Poi anche tutto il background produttivo legato all’industria 4.0 e all’automazione è sempre più presente e non solo per i prodotti esposti ma anche attraverso seminari e presentazioni. Quindi al di là degli elementi produttivi legati all’automazione, è in corso un processo di trasformazione che sta influenzando l’intera filiera fino alla vendita e alle abitudini del consumatore finale”.

Produrre oggi per le aziende significa fare i conti con la sostenibilità, è un tema trattato ad Heimtextil?
“A tal proposito, durante la manifestazione sarà possibile seguire un green tour, una visita guidata da uno dei massimi esperti di ecosostenibilità, Max Gilgenmann, che accompagnerà architetti e progettisti in visita da tutte quelle aziende che si contraddistinguono per le loro iniziative green”.

donna guarda tessuti fiera
Approfondite le novità riguardanti questa importante fiera, spostiamo il discorso verso una visione più generale che riguarda il nostro Paese. L’Italia per la Germania, e più nello specifico per Messe Frankfurt, si è dimostrata un buon partner nonostante la crisi che l’ha attraversata in questi anni?
“Paradossalmente proprio da quando è iniziata la crisi, 2008-2009, la presenza italiana e quindi della aziende italiane come espositrici alle nostre fiere ma anche in tutto il mondo, è aumentata. Ma questo non vale solo per le fiere organizzate dal Gruppo Messe Frankfurt ma un po’ per tutto il panorama fieristico tedesco che ha visto una crescita proprio della presenza delle aziende italiane”.

E come mai secondo lei?
“In Germania le fiere sono suddivise per settore o meglio per città: a Colonia c’è Imm con la fiera del mobile che invece non è presente a Francoforte, lo stesso vale per il food, noi invece abbiamo il tessile e così via. Non c’è concorrenza fra di noi, e quindi un’azienda italiana che vuole esporre a una fiera del packaging deve andare ad esempio a Düsseldorf. Dunque, la partnership fra Italia e Germania si è rafforzata, nel senso che le piccole/medie aziende italiane per sopravvivere in tempi di crisi che hanno colpito più che altro la domanda interna italiana, si sono gettate sull’esportazione.

Ancora oggi, la chiave per aumentare le esportazioni e per accedere ai mercati esteri, sono sempre gli stessi mercati esteri. E storicamente, e anche tradizionalmente, le fiere più importanti, più internazionali, fin dal medio evo, si sono sempre svolte in Germania. Quindi le aziende hanno trovato, nel sistema fieristico tedesco, il partner ideale per accedere ai mercati internazionali, partecipando o alle fiere in Germania oppure direttamente con le fiere satellite organizzate da noi nel mondo (Cina, Dubai, Stati Uniti giusto per citarne alcune)”.

vista visitatori heimtextil
Dove si registra, tra le fiere organizzate da Messe Frankfurt, una maggiore presenza di espositori e visitatori italiani?
“In tutte le fiere organizzate da noi, siano esse a Francoforte piuttosto che all’estero, la presenza italiana è sempre ai primissimi posti. Ad esempio ad Ambiente ci sono all’incirca 350 espositori italiani, a ISH sono circa 300, ad Automechanika sono quasi 500. In tutti questi casi, l’Italia rappresenta dall’8% al 10% dell’offerta espositiva complessiva della fiera. Ed è per l’appunto al primo posto, dopo la Germania, in quasi tutte le manifestazioni di cui parliamo”.

heimtextil messe frankfurt stand
E a Heimtexitl?
“Altrettanto, abbiamo circa 150 aziende espositrici italiane che rappresentano il 6/7% dell’offerta. Però bisogna dire che, al di là dei numeri, conta chiaramente anche come si presentano. Per esempio: se la Cina risulta superiore a noi per presenza numerica, sicuramente non lo è come numero di metri quadri o spazio occupato e, soprattutto, non come qualità e immagine. Stesso discorso per i visitatori, nel senso che, l’Italia, in tutte le fiere che organizziamo a Francoforte è sempre ai primissimi posti. D’altronde si dice che Francoforte sia la città più settentrionale d’Italia, e in senso fieristico è effettivamente cosi”.

Le fiere organizzate in Italia da Messe Frankfurt, come quella che si terrà a Parma a maggio, hanno avuto lo stesso riscontro di visitatori ed espositori che registrate a Francoforte?
“Parliamo di dimensioni e settori chiaramente diversi: quella di Parma, SPS Italia, è partita molto dopo la “sorella” tedesca SPS Germania, ma nel giro di qualche edizione, il numero di espositori e visitatori hanno già raggiunto il 50% di quelli presenti a Norimberga. Non è male direi”.

vista panoramica visitatori heimtextil
Non male no. Ma qual è il segreto del vostro successo?
“Il segreto è che organizziamo fiere fin dal lontano 1240 ovvero fin nell’alto medioevo, data in cui è stata storicamente documentata la prima fiera a Francoforte. Storicamente la Germania è sempre stata, grazie alla sua posizione geografica, al centro dei flussi migratori e commerciali che, già da allora, erano molto sviluppati. Non a caso, la parola Francoforte deriva da furt che sta per guado, e non forte, guado sul Meno (fiume) e quindi, dal punto di vista logistico, era il punto dove i mercanti attraversavano il fiume e la città; con la sua vocazione fieristica, è stata una logica conseguenza.

Quindi, per tornare alla domanda, mettiamo insieme l’esperienza che abbiamo e il fatto che la Germania è il principale operatore fieristico al mondo dotato di un proprio polo, sia per numero di manifestazioni che dimensioni fieristiche complessive e il gioco è fatto. E, ad oggi, abbiamo al nostro attivo 146 manifestazioni, di cui la maggior parte si svolgono all’estero. Tutto il network di fiere e la storicità che abbiamo ci consente di avere un know how, un interscambio d’informazioni e anche dei segnali dai mercati che riusciamo a trasmettere un po’ a tutte le filiali e a tutti coloro che operano nel settore con un vantaggio competitivo per noi enorme”.

stand heimtextil installazione
Il comune di Francoforte è azionista di maggioranza di Messe Frankfurt (detiene infatti il 60% delle azioni), e la fiera ha un fatturato annuo che si aggira sui 715 milioni di euro, come ne beneficia la città?
“Il comune e la regione di Francoforte (che è il secondo azionista) mantengono il controllo sulla fiera proprio per queste sinergie che si creano. Quindi, in base a dei calcoli che sono stati effettuati dall’università Bocconi di Milano, per quanto riguarda il valore della fiera sull’indotto, per un euro speso in fiera in allestimenti, servizi, piuttosto che spazio o altro, ne vengono spesi da 2,5 a dieci (quindi dieci volte tanto) al di fuori della fiera fra alberghi, taxi, ristoranti, servizi vari e trasporti.

Di conseguenza, la fiera per la città ma anche per la regione, è un motore economico di primissima importanza. Inoltre, per quanto riguarda i rapporti economici, al di là dell’indotto che è un fattore economico molto importante, Messe Frankfurt è in utile, quindi versa un lauto dividendo ai suoi soci e quindi al Comune e alla Regione che prendono soldi da noi e non come succede in molti casi al contrario (di solito sono Comuni e Regioni che finanziano l’attività fieristica).

Tra l’altro, Francoforte, è la città dove s’investe di più dal punto di vista immobiliare: tutt’ora si fatica a trovare una casa o un appartamento. Poi adesso, con il discorso Brexit, tantissime banche stanno riportando in Germania, e nella maggior parte dei casi a Francoforte, le loro attività soprattutto quelle concentrate sulle invest banking a Londra, e quindi c’è una forte richiesta di immobili”.

Un’ultima, curiosissima domanda, come è arrivato Donald Wich a Messe Frankfurt?
“In verità è stato molto casuale, ai tempi lavoravo in Snaidero come direttore marketing, e un dì – si parla di 20 anni fa – ricevetti una chiamata da parte di un head hunter che stava cercando il primo amministratore delegato per la neonata filiale di Messe Frankfurt Italia. L’ho incontrato ed eccomi qui oggi. Ho iniziato a lavorare qui il 21 o 31 gennaio del 1999”.

Piccolo particolare, Donald Wich dirige oggi una realtà ben consolidata, di cui fanno parte 50 dipendenti. Ed è in continua espansione.

vista messe frankfurt

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