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Garanzia, questa sconosciuta. Come evitare le “fregature” a lungo termine

Ormai è da diverso tempo che abbiamo deciso di acquistare quel prodotto. Ne abbiamo studiato le caratteristiche, fatto confronti, chiesto pareri ed ora è finalmente arrivato il momento di acquistarlo. Si tratta di una spesa impegnativa, ma è stata una scelta ponderata, ragionata. Ed ora che lo abbiamo acquistato, sappiamo quello che ci aspetta a livello di garanzia e post-vendita? Sì, no, forse. Ci sono diversi aspetti da valutare, diverse sfumature delle quali tenere conto. Proviamo quindi a chiarire quelli che sono i punti fondamentali.

Garanzia legale
Si tratta della Garanzia che potremmo definire “classica” con tanto di riferimento normativo (D.lgs. n.206 del 2005 ), ovvero i ventinquattro mesi che ci tutelano da difetti e malfunzionamenti. È bene sottolineare che in presenza di un vizio di conformità, la riparazione o addirittura la sostituzione del prodotto (senza alcun tipo di esborso economico) sono un diritto del consumatore. Nel caso in cui entrambe le opzioni non siano praticabili o troppo onerose, è comunque prevista una riduzione del prezzo di acquisto oppure la restituzione di una somma in denaro a fronte della riconsegna al venditore del prodotto difettoso.

Diritti, ma anche doveri, come quello fondamentale di conservare lo scontrino (o la fattura). Una volta configuratesi le situazioni di cui sopra, il rivenditore ha l’obbligo di ritirare il prodotto, verificarne il malfunzionamento, e poi di ripararlo o sostituirlo entro un tempo congruo. E qui nasce il primo grande equivoco, perché la legge non quantifica in alcun modo quale sia questo congruo termine, e da qui possono sicuramente nascere dibattiti e discussioni tra cliente e negozio. L’ultima nota invece riguarda i primi sei mesi dalla data dell’acquisto, all’interno dei quali il consumatore non è tenuto a versare alcun contributo a fronte di una riparazione.

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Garanzia commerciale (o convenzionale)
Alla Garanzia Legale, spesso si affianca la Garanzia Commerciale (o convenzionale) che viene proposta, in maniera del tutto facoltativa, dal produttore. Generalmente ha una durata di dodici mesi, si aggiunge e non sostituisce in nessun modo la Garanzia legale, e può essere a pagamento.
Ovviamente, più si innalza l’asticella della qualità del prodotto, più si abbassano le probabilità di far fronte ad eventuali malfunzionamenti. Non solo, più elevato è il livello del marchio che andremo a scegliere, più saremo “coccolati”.

Un esempio perfetto di questa attenzione riservata al cliente è quello di Daikin, leader di mercato nel segmento della climatizzazione e della purificazione dell’aria. Il colosso giapponese propone infatti Kizuna, una particolare estensione che di fatto raddoppia la Garanzia Legale, facendola passare da due a quattro anni. E addirittura si può arrivare fino a sei anni se l’acquisto viene perfezionato presso un Daikin Aerotech, un negozio/showroom specializzato che offre, di base, 48 mesi di garanzia.

Ma parlando di climatizzatori fissi, prodotti in grado di raffreddare, riscaldare e deumidificare, quindi ricercati ormai in ogni periodo dell’anno, è bene non sottovalutare due aspetti importantissimi come la manutenzione e soprattutto l’installazione. Anche in questo caso non si può non fare riferimento a Daikin ed alla sua campagna “Semplicemente Sereni”, che dietro ad un corrispettivo annuale che varia a seconda del prodotto acquistato ed alla sottoscrizione di un preciso Piano di Manutenzione Programmata, garantisce il prodotto per cinque anni, affida l’installazione a tecnici qualificati ed in più assicura un “tagliando” periodico del prodotto. Può sembrare un qualcosa di fin troppo eccessivo, ma così non è.

manutenzione filtro condizionatore
Specialmente in questo mondo infatti, tenere sotto controllo il prodotto e soprattutto affidarsi a persone qualificate e riconosciute dalla casa madre è essenziale per non perdere i diritti della garanzia legale.
Ed il problema dell’installazione non va assolutamente sottovalutato. Al momento dell’acquisto di un climatizzatore infatti, la prima cosa da fare è quella di trovare chi lo deve installare e, parliamoci chiaro, spesso e volentieri si cerca un compromesso al ribasso (dal punto di vista economico). Un atteggiamento del tutto comprensibile ma che, nel lungo periodo, può portare a grossi disagi. La prima “mossa” solitamente è quella di scovare l’amico, o l’amico dell’amico, in grado di farci risparmiare qualche decina di euro, dimenticandoci però che, in caso di errata installazione, saremo poi noi a rimetterci.

Quindi, che fare? La soluzione migliore è sicuramente quella di rivolgersi ad installatori certificati, oppure affidarsi ai tecnici proposti dal rivenditore che, per lo meno, dovrebbero garantirci una certa tranquillità in caso di malfunzionamenti.
Infine, è opportuno sapere che ad oggi la regolamentazione riguardo a vendita e installazione dei climatizzatori è piuttosto severa. Al momento dell’acquisto infatti, il cliente deve sottoscrivere un’autocertificazione (con tanto di fotocopia dei documenti d’identità) in cui dimostra che l’installazione verrà effettuata da una ditta certificata, ed il rivenditore è obbligato a conservare tali documenti.
Così sono stati chiariti i dubbi più grandi relativi ad un mondo quasi inesplorato, ma spesso determinante, come quello del post-vendita, e di aver tracciato delle linee guida per evitare le “fregature” più ricorrenti sul lungo periodo.

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