Vivere la casa con stile

Icone di Design – Charles Rennie Mackintosh

di Federica Mentasti.

Il 10 dicembre 1928 moriva a Londra Charles Rennie Mackintosh, architetto e designer originario di Glasgow oggi noto soprattutto per le sue iconiche sedie a schienale alto. Pur essendo attualmente riconosciuto tra i pionieri del design moderno, al momento della sua scomparsa la sua fortuna professionale aveva subito un drastico declino: Mackintosh infatti aveva legato il meglio della sua produzione al florido quanto breve periodo dell’Art Nouveau, della quale propose un’originalissima variante geometrica oggi conosciuta come “Glasgow Style”.

Charles Rennie Mackintosh in un ritratto del fotografo T. R. Annan, Glasgow, 1893.mackintosh design
Negli anni Venti, dominati da un gusto razionale e minimalista, le sue creazioni – per quanto rettilinee – esemplificavano un gusto decorativo ormai superato e fuori moda: molti dei pezzi di arredo di Mackintosh vennero allora venduti all’asta a basso prezzo e pochi degli acquirenti erano realmente consapevoli di cosa stavano comprando. Alcuni anni prima la figlia di un suo cliente austriaco volle addirittura sbarazzarsi di tutte le suppellettili create per la sua stanza proponendole come legna da ardere.

Foto storica degli interni della Hill House, Helensburgh, Scozia. Foto di Bedfore Lemere, 1904.hill house design mackintosh
Per lungo tempo il nome di Mackintosh rimase vivo solo per una ristretta cerchia di architetti e accademici che ne riconoscevano i meriti come pioniere del modernismo. Ma la sua rivalutazione critica presso il grande pubblico è sorprendentemente un merito tutto italiano. Negli anni Sessanta lo studente napoletano Filippo Alison iniziò a maturare un interesse per il design di inizio novecento e ne intraprese uno studio sistematico con l’intento di riscoprire quei valori – specialmente decorativi – che il corso della storia aveva relegato in secondo piano. I suoi studi lo portarono a rispolverare sedie di Le Corbusier, Gunnar Asplund, Gerrit Rietveld, Frank Lloyd Wright e – ovviamente – Mackintosh.

Filippo Alison e le repliche italiane delle sedie di Mackintosh alla XV Triennale, Milano, 1973.triennale milano design
Alison si recò personalmente a Glasgow per effettuare rilievi sui pezzi originali sopravvissuti e sulla base dei suoi disegni commissionò delle repliche a un falegname italiano. Queste vennero esposte a Milano nel 1973, in occasione delle XV Triennale. Fu un trionfo! I prototipi vennero subito rilevati dal brand milanese Cassina, che li mise in produzione come parte della collezione I Maestri. Il successo fu tale che ancora oggi Mackintosh è conosciuto e ricordato più per le sue sedie che non per i suoi meriti architettonici.

Willow Tearooms, Buchanan Street, Glasgow. © Federica Mentasti, 2014.tearooms willow mackintosh design
Anche se i suoi arredi sono molto affascinanti come pezzi singoli e a sé stanti, non va dimenticato che in origine vennero progettati in continuità con gli spazi architettonici di cui facevano parte. Mackintosh, in linea con il principio di Gesamtkunstwerk – opera d’arte totale – progettava tutto, dagli aspetti tecnici e strutturali degli edifici fino ai minimi dettagli decorativi, come i motivi delle carte da parati e i ricami delle poltrone.

A destra: la Willow Chair in una replica di Cassina.willow chair mackintosh design
Per esempio, la peculiarità degli schienali allungati nacque come espediente per creare un maggiore senso di intimità per le persone sedute ai tavoli delle Tearooms di Glasgow. In Scozia è ancora possibile ammirare alcuni degli interni di Mackintosh rimasti fedeli al progetto originale in tutti i dettagli. Info e prezzi – cassina.com

In Copertina: Hill House Chair, Cassina.

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