Vivere la casa con stile

Kokedama – micromondi vegetali

di Stefania Fanchini – architetto paesaggista  –  stefaniafanchini.it.

Non ho mai avuto passione per i Bonsai che ho sempre visto molto lontani dalla mia cultura e sensibilità, ma ho sempre riconosciuto in quest’arte orientale un profondo senso estetico. Solo recentemente, il nuovo trend dei kokedama in materia di allestimenti del verde mi ha introdotto a questa curiosa pratica giapponese di antica origine che utilizza un mix di tecniche Bonsai, Kusamono (composizione di erbacee) e Nerai (stile bonsai del periodo Edo).

Ma in che cosa consiste un kokedama? Il significato letterale del termine è ‘sfera di muschio’ (koke= muschio e dama= sfera) e si riferisce a un particolare metodo di coltivazione giapponese risalente al 1600 utilizzato da coloro che desideravano un bonsai, ma non si potevano permettere l’acquisto di un vaso: la pianta veniva lavorata alle radici e racchiusa in una palla di fango rivestita di muschio, mantenuto costantemente umido per garantirne la sopravvivenza.

In Olanda, l’artista del verde Fedor van der Valk ha realizzato recentemente con grande successo dei giardini sospesi chiamati ‘String gardens’, letteralmente ‘giardini su corda’ ovvero bonsai sospesi in strutture reticolari, rispolverando in chiave moderna questa bellissima e antica tecnica. Palle di muschio appese a diverse altezze creano l’effetto di un giardino fluttuante, una sorta di giardino zen sospeso nell’aria, poetico e sorprendente.

Foto by bigodino.com

kokedama appesi soffitto

L’aspetto più interessante è la semplicità di esecuzione che lo rende accessibile a tutti, anche ai meno esperti o a quelli che credono di non avere particolare manualità. Basta seguire poche regole e soprattutto iniziare con piante di dimensioni contenute come piccole felci da interno, orchidee, piantine grasse o stagionali e che ben si adattano alla vita di appartamento non sempre luminoso.

Come si realizza un kokedama
Scelta la pianta, si procede scrollando con delicatezza l’apparato radicale per ridurre il più possibile la quantità di terra, facendo attenzione a non danneggiare le radici. Nel caso delle orchidee le radici vanno invece avvolte dallo sfagno (una sorta di muschio estremamente leggero e permeabile), prima di essere racchiuse anch’esse nell’impasto.

Foto by marisa make-blogger

piantine radici libere terra

Si prepara poi il terriccio speciale per creare il ‘vaso naturale’ a forma di palla: 5 parti di ketotsuchi e 1 parte di akadama, materiali reperibili in qualsiasi garden o negozio specializzato in bonsai, anche in un formato già pronto per l’uso. I due terreni vanno impastati creando un’amalgama con l’acqua fino a ottenere la forma sferica desiderata e compatibile con la dimensione della pianta.

Un suggerimento: le tecniche per creare la “palla” di kokedama sono tante e troverete sul web tutorial di vario genere. Quella più semplice, che vi consiglio, consiste nel mettere la piantina e il mix di terricci inumiditi al centro di un foglio per poi modellare la palla raccogliendo il tutto tra le mani, un’alternativa è usare reti a maglie fini che rimarranno parte integrante del kokedama.

Foto by marisa make-blogger

palline terra kokedama

Una volta inserite le radici con delicatezza, la palla va richiusa e lavorata tra le mani ancora qualche istante per renderla perfettamente liscia e compatta. Ricordatevi che le radici dovranno essere completamente racchiuse dal substrato fino al colletto della pianta.

Foto by marisa make-blogger

piantine kokedama

A questo punto, si ricopre alla perfezione il kokedama con il muschio e si ferma con del filo di nylon o di ferro se non lo si vuole rendere molto visibile, oppure con uno spago colorato se si preferisce giocare con l’effetto rete.

Foto by ourfounfry.com

ricoprire kokedama muschio

Foto by crushmag-online.com

chiudere mani kokedama filo

Conclusa questa operazione di ‘imballaggio’, prima di decidere se collocare il kokedama appeso ad un gancio creando micromondi vegetali volanti o in appoggio, è necessario riporlo in una bacinella di acqua in modo che si impregni di umidità. Dopo qualche ora, sarà sufficiente toglierlo e lasciarlo “riposare” per qualche settimana vaporizzandolo spesso, in modo che la piantina possa radicare e il muschio impiantarsi solidamente. Per il mantenimento, dovrete solo aver cura di innaffiarlo con delicatezza per evitare fastidiosi gocciolamenti e in caso di necessità immergere per qualche secondo la palla in una ciotola d’acqua.

Foto by Youtube

kokedama alberelli

Si avvicina il Natale e questa potrebbe essere l’occasione giusta per divertirvi a creare piccoli kokedama con stelle di natale rosse e bianche o con bulbi semplicemente avvolti nel muschio, da regalare agli amici o utilizzare come segnaposto per allestire con allegria la vostra tavola per le festività.

Foto by valentinadecapitani.it

kokedama stella di natale

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