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UN pizzo – il pizzo di Cantù diventa arredo

Un incontro casuale durante l’ultima edizione di Orticolario a Como, gironzolando per gli stand (ero con Stefania Fanchini il nostro architetto paesaggista) abbiamo fatto una scoperta, UN pizzo, uno studio di progettazione e artigianato tessile specializzato nell’intreccio per l’arredamento e la moda. E si chiama proprio così, UN pizzo, perché si rifà a un’arte antica, quelle che molte delle nostre nonne conoscevano e praticavano, il pizzo al Tombolo. E l’intento di Agnese Selva e Bettina Colombo è proprio quello di sperimentare un nuovo modo per creare complementi d’arredo (tappeti, rivestimenti, cesti, arazzi e molto altro) attraverso l’arte del merletto di Cantù, per l’appunto il pizzo al Tombolo. Questo accadeva nel 2014, quando le due amiche, con una formazione accademica alle spalle, hanno deciso di abbandonare i rispettivi lavori Agnese come grafica e Bettina come scenografa e consapevolmente lanciarsi in questo nuovo progetto.

pizzo rosso coperta e sedie

Cos’è il pizzo di Cantù
E’ un merletto a tombolo o a fuselli prodotto tradizionalmente ed in modo artigianale a Cantù e nei paesi vicini. Il pizzo di Cantù è, tra l’altro, candidato ad essere inserito nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco.

Il tombolo invece lo strumento di lavoro tradizionale usato per la realizzazione di pizzi e merletti. Consiste in un cuscino cilindrico sul quale viene fissata una cartina, con il disegno o motivo che si usa come traccia da seguire nella realizzazione dell’intreccio. Il filo viene arroccato su delle bobine di legno, chiamate fuselli. Il suono prodotto dai fuselli durante la lavorazione è il famoso e inconfondibile “canto degli oss” (canto degli ossi).

Il pizzo di Cantù é conosciuto per la biscetta, il tipico disegno che ricorda appunto un serpentello, che viene usato per comporre centrini, passamanerie, quadretti o inserti decorativi per tessile d’arredo o abbigliamento. Una volta la tecnica veniva insegnata in famiglia e alla Scuola D’arte di Cantù, ora purtroppo non più.

“L’idea di portare il pizzo nell’arredo contemporaneo è alla base del nostro progetto – spiegano -. Abbiamo cercato un modo per rendere il pizzo qualcosa di utilizzabile, un oggetto, e non solo una decorazione. La prima cosa che abbiamo fatto è stata prendere un disegno di antico centrino e ridisegnarlo su un’altra scala, ingigantito, trasformandolo in un tappeto. Il tappeto è la prima cosa che abbiamo pensato perché ribalta la modalità d’uso. Dalla decorazione preziosa e quasi intoccabile, impalpabile,  a un oggetto che sta a terra e viene calpestato, su cui ci si può sdraiare. Di conseguenza il materiale non poteva essere un filo da cucito ma un cordone adatto ad essere calpestato e che ci permettesse di produrre un pizzo di diametro 2mt in tempistiche fattibili”.

Di conseguenza, gli strumenti sono quindi stati adattati per questa lavorazione e quindi anche il tombolo è diventato di 150cm con realitivi fuselli giganti, tutto in proporzione.

tappeto pizzo camera da letto

Ma quali sono le difficoltà che questo comporta?
“Innanzitutto imparare quasi completamente da autodidatte la tecnica. La maggior parte delle signore canturine non vedono di buon occhio il nostro progetto. Non lo considerano pizzo di cantù. Noi invece abbiamo mantenuto tutto uguale: gli strumenti, il modo di progettare (tramite le cartine ovvero i disegni), il modo di intrecciare tramite i fuselli e i punti tradizionali. Solo che abbiamo ingigantito il tutto”.

tappeti pizzo a treccia a mano

E ancora?
“Trovare gli elementi per lavorare. Trovare il giusto filato e la giusta corda per intrecciare è stata una ricerca durata due anni. Prima di arrivare a questa soluzione abbiamo provato diversi sistemi ma scartati uno dopo l’altro, soprattutto perché il risultato si avvicinava ma non era quello che immaginavamo. Ora finalmente, abbiamo un filato perfetto per l’outdoor ma con colori e un trattamento perfetto anche per l’arredo d’interni”.

E quando si parla di elementi adatti per l’outdoor, non bisogna dimenticare che i materiali devono essere resistenti ai raggi UV e idrorepellenti, utilizzabili per giardini, terrazze e barche.

tappetini di pizzo colorati

Come si caratterizzano i vostri prodotti?
“Sono adattabili a qualsiasi supporto e forma, proprio perché l’intreccio è fatto sulla base di un disegno. Il disegno è personalizzabile, ovviamente deve passare attraverso un nostro adattamento tecnico che rispetti le regole dell’intreccio. Deve risultare molto resistente, morbido al tatto e lavabile in lavatrice senza subire modifiche. L’intreccio può essere sia molto aperto, il tipico pizzo, più decorativo e che sia fitto, quindi più strutturale. I punti sono i tipici del pizzo Cantù ma combinati e reinventati: punto tela, mezzopunto, biscetta, punti di fondo e così via”.

Oltre alle loro creazioni, UN pizzo personalizza o rivisita vecchie sedute o elementi d’arredo che hanno bisogno di una “rinfrescata” dandogli, è il caso di dirlo, una nuova veste. Non a caso, la loro competenza viene richiesta da interior e architetti per la progettazione di nuovi prodotti, prototipazione di soluzioni su misura e la produzione artigianale di elementi tessili.

Costi
Tappeti a collezione € 300 mq, con colori e dimensioni anche su misura.
Cesti da € 80 a € 300, in base alle misure Ø
Rivestimenti per sedute a partire da € 200 mq

unpizzo.com

Nell’immagine sotto, Agnese Selva e Bettina Colombo.

ritratto designer un pizzo

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