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Mollette da bucato – in mostra alla Triennale di Milano

Quanti modelli di mollette da bucato pensate che esistano nel mondo? Mille? Duemila?  Un collezionista australiano vanta una raccolta di 2300 mollette! E tutto fa presumere che ce ne siano molte di più. Così Giulio Iacchetti, curatore dell’originale mostra insieme con Paolo Garberoglio ed Elisa Testori, racconta il perché di un evento dedicato a questo umile e modesto oggetto di uso quotidiano. In Triennale a Milano fino al 12 novembre 2017, ben 150 esemplari di mollette realizzate nelle molteplici variazioni formali, materiche, funzionali.

Partendo da sinistra, molletta in legno e ferro metà 1700 (il merito dell’invenzione della molletta da bucato viene attribuito agli Shaker: due pezzi sagomati di legno, uniti da una fascetta di ferro). A seguire molletta in plastica di colore giallo degli anni 50 (Pensata per permettere un facile accumulo di più mollette intorno al dito, mentre si stende. Venne utilizzata anche come prodotto promozionale, incastrata al tappo a pressione della birra). Infine, molletta Sharky in plastica del 1996 (Un esempio di elemento monomaterico (e zoomorfo) con una fessura per l’innesto sul filo del bucato).

tre mollette bucato vecchie

Ogni epoca e civiltà ha infatti generato diversissime varianti tecnico-formali per l’assolvimento della funzione di “pinzare” indumenti e panni al classico filo del bucato. L’osservazione degli esemplari di mollette esposti restituisce l’idea che, per un unico bisogno, la risposta del progettista nella storia e in diversi luoghi del mondo è ben lungi dal posizionarsi su un fronte standardizzato e uniforme.

Partendo da sinistra, molletta in plastica anni 70 USA (un esempio di molletta “doppia”, tipologia che unisce facilità d’uso e immediatezza: sarà sempre nel verso giusto, pronta all’uso). Segue molletta in legno Two way degli anni 40 e molletta Kaiman in plastica anni 70 Italia (Amatissima anche dai bambini che la usavano come gioco, un’icona del bucato italiano anni Settanta).

tre mollette da bucato vintage

Infatti la mostra propone una selezione che spazia dalla prima molletta in legno inventata da David M. Smith nel 1853 a sviluppi più elaborati non solo nella soluzione morfologica, ma anche in quella funzionale, come la molletta progettata dalla coppia brasiliana Marcela Albuquerque e Taciana Silva espressamente dedicata ai costumi da bagno, o la Flipper progettata da Paolo Garberoglio e Maurizio Carrara che risolve in modo definitivo il problema di mantenere appaiati i calzini sia in fase di lavaggio che di asciugatura.

Nella variegata differenziazione di così tante mollette è insito l’anelito a non accontentarsi, ad andare oltre, a esplorare strade diverse, così che l’utopistica affermazione di Enzo Mari “la forma possibile è una sola” resta ancora un obbiettivo lontano dal compiersi.

Mollette da bucato
12 ottobre – 12 novembre 2017
Triennale di Milano – viale Alemagna 6, Milano – triennale.org
martedì-domenica: 10.30 – 20.30
Ingresso libero

Partendo da sinistra, molletta in plastica e acciaio Krokodil anni 80 (Un rimando minimale al coccodrillo nella forma e anche nel nome, in una tipologia di molletta diffusa soprattutto nell’est dell’Europa). Segue molletta in plastica del 2008 di Giulio Iacchetti (Molletta monomaterica in polipropilene: dallo stampo escono in formazione “a corolla” 12 pezzi che l’utente separerà prima dell’uso). Molletta in acciaio del 1969 Francia (Ininterrottamente in produzione – e dalla stessa famiglia – dal 1969, è ricavata da una striscia continua di acciaio marino). In fondo, in orizzontale, molletta Crocodila del 1990 Portogallo (I due elementi pinzanti sono uniti da una fascetta elastica, in una molletta che combina richiamo zoomorfico e simmetria di forma e uso).

quattro mollette da bucato vintage

 

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