Vivere la casa con stile

Leonardo Talarico – rigore, intuizione e purezza.

di Sebastiano Tonelli.

Con Leonardo è stato un incontro casuale, a Milano, lo ha incontrato il nostro direttore a un evento e ne è rimasta colpita per la passione con la quale descriveva il suo lavoro, è un designer. Abbiamo visitato il suo sito e in effetti, la prima cosa che salta all’occhio, è la pulizia nei tratti, nulla di superfluo e al contempo molto elegante. Il concetto di Less is more calza perfettamente nelle suoi progetti.

Chi è Leonardo Talarico? Raccontaci di te.
“Sono un sognatore molto ambizioso e determinato. Con il mio lavoro di designer ed art director, ho la fortuna di poter comunicare il mio pensiero e le mie idee, che prendono forma concretizzandosi in un oggetto o in un’installazione. La coerenza è il valore che più apprezzo nelle persone, è sinonimo di credibilità. Mi alzo molto presto per lavorare e sono un pessimo cuoco. Non penso che il mondo abbia bisogno di nuovi designer ma di visioni stilistiche e filoni di pensiero: io perseguo quello dell’essenzialità.”

Atiha per Panomo.

libreria plexiglass

I tuoi prodotti sono ridotti all’essenziale, qual è il tuo approccio di fronte ad un nuovo progetto?
“Sempre il medesimo. Rigore, intuizione e purezza sono i cardini sui quali si fonda il mio approccio progettuale. La purezza per migliorare, il rigore per dare valore agli oggetti. Elimino tutto ciò che non serve, cercando di enfatizzare piccoli dettagli con un tratto molto personale. Quando disegno, immagino sempre di fare un oggetto che poi dovrà appartenermi.”

 lt901 per Henrytimi.

vaso metallo anello

lt201 per Henrytimi.

struttura letto legno mensole

Ti sei confrontato con nomi importanti del design, cosa vuol dire lavorare con grandi aziende? Cosa ne pensi dell’ormai diffusa autoproduzione all’interno del mondo del progetto ?
“Lavorare con nomi noti del design vuol dire pensare a prodotti di estrema qualità, dalle forme e funzioni innovative, oggetti mai visti prima. Per me è fondamentale mantenere la mia identità, adattandola allo spirito dell’azienda con la quale mi interfaccio. Oggi il fenomeno dell’autoproduzione è fortemente presente perché molti progettisti, specialmente i più giovani, trovano difficoltà a ricevere ingaggi dalla committenza. Le grandi firme sono più propense a lavorare con grandi nomi per avere maggiori possibilità di successo sia nella vendita che nella comunicazione. Il lato positivo dell’autoproduzione è la possibilità di poter sperimentare con bravi artigiani l’utilizzo di materiali più tradizionali. Per il resto non funziona; un oggetto senza canali di distribuzione e vendita, rimane fine a se stesso, disegnato, prototipato e mai venduto.”

Stems per Cappellini.

vaso design nero

Ti occupi sia di industrial design sia di exhibition. C’è una distinzione fra questi due mondi o riesci a farli interagire fra di loro?
“Sono mondi con tempistiche completamente differenti, ma li approccio nello stesso modo. In entrambi i casi mi concentro nell’aggiungere -un qualcosa in più- che possa far riconoscere subito il mio stile. Un oggetto richiede un lungo pensiero alle spalle prima di prendere forma. L’obbiettivo è fare qualcosa che sia contemporaneo oggi così come tra 20 anni. Nel mio caso rifletto a lungo e disegno l’oggetto nella mia mente, la parte su carta è rapida. L’exhibit design è più libero e creativo, non deve seguire nessuna logica di mercato.”

Limited edition per Tod’s.

mocassini uomo nero pelle

Dal tuo portfolio si nota una cura nel fotografare i prodotti e allestire il set. Quanto è importante comunicare il prodotto finito?
“E’ fondamentale. La vera anima di un oggetto fuoriesce solamente quando l’ambiente che lo circonda lo rappresenta al meglio e segue la stessa visione. Nulla può essere lasciato al caso quando si deve presentare un oggetto.”

Voir per Cappellini.

vaso a tre steli e contenitore

Un tuo designer di riferimento?
“La spontaneità e la normalità con la quale Jasper Morrison affronta il progetto è ammirabile. Però sinceramente non mi ispiro a designer dell’arredo come riferimento creativo, sono più incuriosito da artisti di settori affini e di come si approcciano al mondo. Direi che una designer di riferimento è Phoebe Philo, che ha trasformato un marchio come Celine a sua immagine e somiglianza, razionale e minimalista.”

Hiip table per Cappellini.

tavolinetto legno chiaro

leonardotalarico.com

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