Vivere la casa con stile

Ettore Sottsass – genio, ribelle e sperimentatore del design italiano

di Sebastiano Tonelli.

Se Ettore Sottsass fosse ancora in vita, oggi compierebbe 100 anni. Nato ad Innsbruck il 14 settembre 1917, fu prima di tutto architetto ma passerà alla storia soprattutto come uno degli industrial designer più geniali del ventesimo secolo. Nel 1947 apre il suo studio a Milano e comincia a collaborare con le più famose aziende italiane, Olivetti in primis, un sodalizio trentennale che diede ben presto dei risultati straordinari come i celebri modelli di macchine per scrivere Praxis, Lettera 36 e la Valentine dal suo rosso iconico, diventata un simbolo del pop design.

Valentine (1968).

macchina da scrivere rossa

Una macchina per scrivere innovativa e “trasgressiva”che rompeva la tradizione dell’azienda e l’idea stessa dell’oggetto statico e pesante che rimaneva sulla scrivania dell’ufficio. La caratteristica principale della Valentine è proprio la sua portabilità, un oggetto leggero in plastica Abs che può essere rinchiusa in un contenitore il cui coperchio e manico da trasporto è il retro stesso della macchina. Un prodotto accattivante pensato per un pubblico giovane e alla moda che si poteva usare dovunque, “pensata come una nuova penna biro, un oggetto da pochi soldi pronto per essere venduto anche nei mercati di paese” come la descrive lo stesso designer.

Nel 1959 progetta sempre per Olivetti l’Elea 9003, il primo calcolatore italiano con il quale si aggiudica il Compasso d’Oro. Significativa e fuori dagli schemi anche la collaborazione con l’azienda toscana Poltronova, della quale Sottsass diventa art director potendo sperimentare nuove forme, tecniche e proporzioni come i Superbox, mobili monolitici dalle grandi basi rivestiti in laminato optical e dalle composizioni di colore più disparate e la collezione Mobili Grigi, il cui pezzo più famoso è lo specchio Ultrafragola, ancora oggi in produzione dal 1970.

Mobili Superbox (1966).

mobili superbox sottsass

Lo specchio Ultrafragola (1970), omaggio alla donna e alla sua conturbante vanità.

specchio contorno rosa illuminato

Il nome di Sottsass si lega indissolubilmente al gruppo Memphis,(fondato assieme a Hans Hollein, Arata Isozaky, Andrea Branzi, Michele de Lucchi) una realtà del design nata agli inizi degli anni ’80 che che ha segnato un’epoca e cambiato il volto del mobile contemporaneo. Il principio alla base dei mobili assurdi e monumentali è l’emozione prima della funzione, come risposta provocatoria all’arredamento Modernista e cultura borghese dell’epoca. I colori, i disegni, le forme accese e gli accostamenti più disparati degli oggetti di Memphis sono stati ispirati da soggetti legati al quotidiano, dalla cultura pop e dalle culture extraeuropee.

Interno firmato Memphis

interno casa con mobili sottsass

Gli oggetti diventati manifesto del movimento e che più identificano e descrivono questo periodo storico sono la libreria Carlton, un mix tra un totem e forme vagamente antropomorfe, la lampada Ashoka e la lampada Tahiti con il suo profilo zoomorfo.

Libreria Carlton a dx (1981) e lampada Ashoka a sx (1981).

libreria e lampada di sottsass

Schizzi e lampada Tahiti (1981).

lampada e disegni di ettore sottsass

Quest’anno il design e tutta l’immensa produzione di Ettore Sottsass vengono celebrate e raccontate prima al Vitra Design Museum di Weil am Rhein con la mostra Ettore Sottsass – Rebel and Poet fino fino al 24 settembre e successivamente al Triennale Design Museum di Milano con la monografia dedicata intitolata There is a Planet dal 15 settembre.

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