Vivere la casa con stile

Aunit – il senso del Giappone per il design

di Marta Santacatterina.

Aunit è il nome di un gruppo di giovani studenti di design giapponesi che hanno l’ambizioso obiettivo di diventare celebri nel mondo. Per porre le basi del loro successo, all’ultima edizione del Salone del Mobile hanno presentato “Sensitive of Japanese”, un progetto che comprende diversi oggetti ispirati alla vita quotidiana del loro paese d’origine.

Punto di partenza è il concetto sotteso al vocabolo “Wa”, che le fonti storiche identificano come il più antico nome registrato del Giappone e che, nel corso dei secoli e dopo l’affermarsi del nome “Nihon” o “Nippon”, assunse un differente significato, definendo un ambito di “armonia e pace”. Il Italia – e in Occidente in generale – “Wa” è molto di frequente associato al design del Sol Levante, che si caratterizza per l’essenzialità delle forme, per l’uso di materiali naturali e per la profonda attenzione nei confronti delle pratiche artigianali e artistiche (il tema è approfondito nel volume Wa, l’essenza del design giapponese, di Rossella Menegazzo e Stefania Piotti, edito dall’Ippocampo nel 2015).

 

tavolinetto legno e tessuto colorato

uomo seduto su tavolinetto legno

Prende spunto dal tatami En-Taku di Takumi Imoto (figg. 1 e 2): una panca che avvolge i sensi con una fragranza unica e naturale e su cui ci si può sedere come se fosse la pavimentazione tradizionale in legno e paglia intrecciata, formata da pannelli rettangolari modulari, che nelle stanze giapponesi invita le persone a sedersi per terra. I materiali utilizzati sono il legno di cipresso, il tatami appunto e il legno bianco di sicomoro.

lampade a parete in bamboo

Non si può parlare di artigianato orientale senza incappare piacevolmente nel bambù: ecco allora che il designer Yuki Nakanishi ha ideato le Takeami Light (fig. 3 e cover 0), lampade composte da striscioline di bambù intrecciate e sostegni in malacca. Questi oggetti luminosi trasportabili, grazie all’uso dei LED, mirano a “guarire le persone stressate” perché proprio quello, nella cultura giapponese, è lo scopo simbolico della pianta semiperenne. Il bambù cresce rapidamente e offre una grande flessibilità, dando modo di creare una gran varietà di oggetti sostenibili, perché non vengono intaccate altre specie che producono legno in tempi infinitamente più lunghi. Le lampade, realizzate in due diversi formati (quella più piccola, rotonda, ha un diametro di 15 cm e quella più grande una lunghezza di 30 cm), sono frutto dell’abilità di maestri artigiani che intrecciano manualmente le striscioline di legno ricavate dalle canne.

cestino sgabello in legno curvato

Ancora un fortissimo legame con le lavorazioni tradizionali presenta Utsuroi di Sota Okumura (fig. 4), realizzato manualmente da Taich Kondo: si tratta di uno sgabello-contenitore (alto 43 cm) che unisce l’alto artigianato con l’estetica giapponese. Il modello è il secchiello denominato “oke” che viene qui tradotto in legno di cipresso giapponese e decorato con due inserti intrecciati di ottone.

uomo che tocca lampada parete accesa

Infine Crows, di Miharu Hamada (fig. 5), che riflette sul concetto del movimento dei giapponesi in mezzo a folle di persone senza che avvengano scontri o problemi di “congestione” del traffico. Ne risulta una lampada lineare, dalle forme semplicissime e dalle linee rette che costituiscono l’unica concessione decorativa. La preziosissima lacca Urushi è abbinata a dei fogli di acrilico bianco latte e a una struttura in alluminio.

Già da queste prime prove Aunit (fig. 6) dimostra di avere le carte in regola per affermarsi come un’importante realtà nell’universo del design, che è sempre più attento alla naturalità dei materiali e al recupero delle antiche tecniche artigianali – aunit5.wixsite.com/1996

aunit ritratto gruppo

Nell’immagine di copertina, Takeami Light di Yuki Nakanishi.

 

 

Didascalie

1 Aunit, En-Taku di Takumi Imoto
2 Aunit, En-Taku di Takumi Imoto
3 Aunit, Takeami Light di Yuki Nakanishi
4 Aunit, Utsuroi di Sota Okumura
5 Aunit, Crows di Miharu Hamada
6 I giovani designer di Aunit

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