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Climatizzatore – fisso o portatile?

di Cristina Aldrighettoni – caricovariabile.com.

E’ arrivata all’improvviso l’estate e sono sempre meno le persone che non hanno in casa un elettrodomestico per rinfrescare. Chi invece deve ancora acquistarne uno o deve sostituirne uno datato si trova davanti all’annosa questione di decidere tra fisso e portatile. Ecco allora le domande che mi vengono fatte più spesso dai clienti e le relative risposte.

E’ meglio il climatizzatore fisso o quello portatile?
Non esiste una soluzione univoca ma semplicemente esigenze differenti. Il climatizzatore fisso ha dalla sua parte la maggiore potenza, il minimo ingombro interno, la facilità di pulizia e la silenziosità. Il climatizzatore portatile invece ha dalla sua il prezzo inferiore, l’utilizzo quasi immediato subito dopo l’acquisto e il non dover effettuare lavori in casa ed esterno per la messa a dimora del motore. Certamente un climatizzatore portatile ha il vantaggio di poter essere utilizzato in casi di estrema necessità ed è ad esempio la tipologia più venduta nelle regioni montane dove il caldo, quando arriva non dura molto e nelle mezze stagioni o in inverno si ha la stufa. In questi casi ad esempio non vale la pena installare un climatizzatore fisso.

Nell’immagine sotto, condizionatore Emura in Alcantara by Daikin

condizionatore design

Come faccio a capire il modello più adatto a me?
La confusione è molta. Spesso si legge la classe energetica, si prende nota del numero di BTU e si parla con altri amici che lo hanno già da tempo per capire quanto potente è il loro e fare una misura a spanne di quello che potrebbe servire a noi. Per potenza in questo caso si intende la capacità di un climatizzatore di raffrescare o riscaldare un ambiente e viene espressa in Watt termici, dove all’incirca 1 Watt sta a 3,5 BTU. Innanzitutto molto dipende dalle dimensioni dell’ambiente da rinfrescare, da come è stata costruita la nostra casa, dall’esposizione Nord-Sud ma soprattutto dalla consulenza che, nel caso di un climatizzatore fisso deve essere fatta da un venditore formato. Sarà in questo caso opportuno un sopralluogo a casa nostra che ci possa dare un’idea della potenza necessaria, dell’eventuale costo dei lavori di impiantistica nel caso non avessimo una abitazione già predisposta, della posizione dove collocheremo una o più unità interne e dell’ingombro di quella esterna.

Quanta energia consumano?
Ovviamente dipende da modello a modello ma la normativa europea ha recentemente ridefinito gli standard di efficienza energetica cui le macchine di nuova generazione devono necessariamente attenersi. Questa maggiore attenzione all’ambiente ha favorito i condizionatori fissi dato che la maggior parte di loro è dotata di motore Inverter, che regola costantemente la temperatura interna, riducendo i costi energetici fino al 30% rispetto a quelli che non lo hanno. Non sarà necessario quindi potenziare la fornitura di energia elettrica e questo è decisamente un punto a favore dei climatizzatori fissi.

Nell’immagine sotto, condizionatore portatile Pinguino by De’Longhi.

condizionatore portatile Vale la pena fare l’investimento e avere lavori in casa per quei pochi mesi all’anno?

L’utilizzo di un climatizzatore fisso a pompa di calore può essere 12 mesi all’anno. Le macchine di ultima generazione, grazie alla pompa di calore rinfrescano d’estate e riscaldano nelle mezze stagioni o inverno per avere in brevissimo tempo una temperatura gradevole. Sia in estate che in inverno fanno una funzione deumidificante che evita l’umidità. Esistono anche alcuni modelli di condizionatori portatili che hanno funzione riscaldante per l’inverno ma dobbiamo sempre fare i conti con il loro ingombro. Averne uno in casa e spingerlo da una stanza all’altra, sempre se abbiamo in più locali il foro di uscita cui collegarlo, oppure tenere la finestra o la porta-finestra socchiusa non è decisamente il massimo.

Nell’immagine di copertina, condizionatore Emura by Daikin.

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