Vivere la casa con stile

Icone di Design – Mario Bellini

di Federica Mentasti.

Ancora due settimane prima della chiusura della mostra “Mario Bellini, Italian Beauty”, la retrospettiva – o prospettiva, come preferisce chiamarla lui – con cui la Triennale di Milano ha voluto raccontare i sessant’anni di carriera del designer/architetto milanese. Diplomatosi in architettura al Politecnico di Milano, Mario Bellini ha costruito la sua fama sul design piuttosto che sull’architettura. Inizia a lavorare nella Milano degli anni Sessanta; si trattava di un momento molto particolare per la storia del design per via dei cambiamenti tecnologici, che imponevano la sostituzione delle componenti meccaniche con quelle microelettroniche. I nuovi prodotti nati dal progresso tecnologico richiedevano un nuovo design, per la prima volta svincolato dalla conformazione degli ingranaggi interni.

Nell’immagine sotto, Mario Bellini

mario bellini architetto

Bellini si afferma proprio all’interno di questo scenario: lavorando per Olivetti disegna oltre cento prodotti legati al boom dell’elettronica. Tra questi, l’iconica P101, considerata oggi il primo prototipo di computer. Bellini ne enfatizza le qualità tattili e sensoriali, evidenziando le componenti accessibili agli utenti e proponendo un design semplice ed invitante. Per quanto vintage possa sembrare oggi, l’importanza di questi primi prototipi è di aver costituito un vero e proprio modello di riferimento visivo per tutta la produzione successiva.

Nell’immagine sotto, Cactus Chair by Mario Bellini.

cactus chair bellini

Nel 1987 una retrospettiva del MoMA ripercorre tutta questa fase iniziale della carriera di Bellini, già allora noto per l’assegnazione di ben sette Compassi d’Oro e venticinque pezzi inclusi nella collezione permanente del museo newyorkese. A trent’anni di distanza, la Triennale di Milano amplia lo scenario includendo anche la seconda fase della carriera del designer/architetto. Proprio a partire dagli anni Ottanta, Bellini ha virato la sua produzione verso progetti su larga scala, dedicandosi anche ad architettura e urbanistica. Dopo il tramonto dell’Olivetti e dell’epoca d’oro dell’elettronica, Bellini torna alla sua formazione come architetto, prima come editore di “Domus” e poi con progetti per edifici pubblici in tutto in mondo: il portello espositivo Portello (Fiera Milano), il Tokyo Design Centre (Giappone), la National Gallery of Victoria (Melbourne, Australia), il dipartimento di Arti islamiche del Museo del Louvre (Parigi, Francia).

Oggetti di Mario Bellini in esposizione alla Triennale di Milano. Foto di Federica Mentasti.

mario bellini triennale design

Nonostante le importanti differenze tra design e architettura, è impossibile non notare una continuità tra i due diversi mezzi espressivi, e in particolar modo nella concezione fluida del design che accomuna progetti come la nuova copertura del Louvre con le membrane avvolgenti tipiche del design degli anni Sessanta e Settanta. La mostra in Triennale propone una panoramica in grado di  relazionare tutti i vari livelli di progetto di Bellini e lascia con la curiosità di quali saranno i prossimi sviluppi di questa prospettiva.

Domani, domenica 5 marzo alle 18,30, nell’ambito della mostra si terrà un incontro su tema Il primo pc del mondo in funzione con i nuovi devices, al quale interverrà Mario Bellini, progettista della P101, il primo personal computer.

Con lui Pierpaolo Perotto, figlio di Pier Giorgio Perotto, Carlo Torchio, Gastone Garziera e Giovanni De Sandre, ovvero il team completo dei progettisti della P101. Modera: Massimo Triulzi.

Per informazioni – triennale.org

 

Mario Bellini. Italian Beauty

Triennale di Milano – Viale Alemagna 6

19 gennaio – 19 marzo 2017

Nell’immagine sotto, interno della Triennale di Milano. Foto di Gianluca Di Ioia.

triennale milano mostre

Nell’immagine di apertura, ingresso della mostra alla Triennale di Milano. Foto di Federica Mentasti.

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