Vivere la casa con stile

La Machine à Repos – Le Corbusier

di Federica Mentasti.

6 Ottobre 1887: centoventinove anni fa a La Chaux-de-Fonds – piccolo paese della Svizzera francese – nasceva Charles-Edouard Jeanneret. Poco conosciuto col suo nome di battesimo, era destinato a diventare una delle figure dominanti dell’architettura del XX secolo sotto lo pseudonimo di Le Corbusier.

La sua incessante attività di critico, pittore e architetto nel corso degli anni Venti ha fornito le basi per molti dei concetti chiave dell’architettura moderna. E non solo: infatti la combinazione delle sue idee visionarie con lo spirito creativo della designer Charlotte Perriand – e del cugino Pierre Jeanneret – ha dato origine ad alcuni dei pezzi di design più celebrati del XX secolo.

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Le Corbusier

Il risultato della loro collaborazione venne esposto per la prima volta al Salon d’Automne di Parigi nel 1929: si trattava di quattro pezzi realizzati combinando sedute in pelle con un’intelaiatura in tubolare d’acciaio. Il loro look minimalista, razionale, industriale voleva esprimere nell’arredo le teorie già formulate – ed espresse – da Le Corbusier nel campo dell’architettura: l’idea un design semplice e funzionale che riflettesse l’immagine di una nuova società tecnologica e industriale.

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Charlotte Perriand su una LC4, 1929

L’idea della casa moderna come machine à habiter (macchina per abitare) trovava la sua controparte – in scala ridotta – nella machine à repos (macchina per riposare): così Le Corbusier definì la sua LC4, la chaise longue dall’inconfondibile profilo ovoidale. La sua forma così originale deriva dalla scelta di utilizzare per il sistema di basculazione un pezzo ricurvo preso a prestito da un catalogo di prodotti aeronautici. I riferimenti all’immaginario meccanico e industriale non sacrificano però la comodità: la seduta infatti è studiata per adattarsi dinamicamente alle diverse posizioni del corpo ed è stata disegnata con l’ausilio di un manichino in modo da offrire il massimo dell’ergonomia.

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Immagine del Salon d’Automne di Parigi, 1929

La singolare combinazione di razionalismo e funzionalità della LC4 colpì fin da subito il pubblico e la critica, ma il suo status di icona è stato sancito da Cassina, a cui Le Corbusier decise di affidare i diritti e la produzione a partire dal 1964: è infatti grazie al brand milanese che i suoi pezzi di arredo sono oggi famosi – e acquistabili – in tutto il mondo.

Cassina ha lavorato in stretta collaborazione sia con la Fondation Le Corbusier sia con Charlotte Perriand, con l’intento di rimanere più fedele possibile al design originale. Le lievi modifiche apportate nel corso degli anni sono sempre state studiate con riferimento a disegni e documenti storici e con l’intento di riscoprire la natura più autentica del progetto.

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La LC4 nelle versioni in pelle bianca e in pelle nera

Anche se il significato culturale degli arredi di Le Corbusier risulta oggi piuttosto datato, non si può dire altrettanto delle loro forme, ancora in grado di inserirsi con eleganza nel contesto contemporaneo donandogli un originale tocco d’autore.

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La LC4 in versione pelle con pelo e poggiatesta in pelle nera

In copertina: edizione limitata di Cassina della LC4 in omaggio a Charlotte Perriand con la collaborazione di Louis Vuitton

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