Vivere la casa con stile

Apparecchiare alla francese

di Iaia Michi.

I nostri cugini d’Oltralpe hanno uno stile tutto loro per l’apparecchiatura e, a onor del vero, non solo per quella ma, per oggi, ci occupiamo di questo.

Sto parlando della cosiddetta mise en place alla francese, ovvero quello stile di apparecchiatura che vede, come tratto distintivo, le forchette e i cucchiai rivolti faccia in giù sul tavolo da pranzo. E’ nota la grandeur francese per cui, in molti, sostengono che i rebbi girati verso il piano del tavolo siano segno inequivocabile di ricchezza. Chi non apparecchia in questo modo rivela la sua paura di rovinare il tovagliato. In sintesi, un poveraccio.

forchette rebbi verso

In verità, l’origine è un’altra, ed è italiana. E’ stata importata da colei che dispregiativamente i francesi chiamavano La Mercantessa per i suoi natali borghesi ovvero Caterina De Medici, moglie di Enrico II di Francia. Siamo nel 1500, il secolo che vede l’ascesa della Francia a grande potenza europea e Caterina, donna arguta, colta e formidabile politica – Machiavelli docet – decide che è tempo di portare le buone maniere anche a corte, o meglio, in tavola.

Sino ad allora, per mangiare, si usavano cucchiaio, coltello per lo scalco delle carni ma soprattutto le mani. Lei introdusse l’uso della forchetta, oggetto sconosciuto ai dignitari di corte, portando così una ventata di eleganza, pulizia e stile. Sempre lei predispose, per la prima volta, la divisione nelle portate del cibo: salato e dolce. Inoltre, fece conoscere, con grande successo, le crespelle che si tramutarono nelle ben note crepes francesi. Ne deriva che i nostri cugini ci devono tantissimo, ma non lo ammetteranno mai.

La complessità di un tipico banchetto rinascimentale a corte è ben riassunta in questo quadro: “Le nozze di Cana” dipinto da Paolo Veronese tra il 1562 e il 1563, esposto a Parigi al museo del Louvre.

le nozze di canaa dipinto francia

Ma torniamo all’apparecchiatura alla francese.
I rebbi e i cucchiai rivolti alla tovaglia erano funzionali a far vedere lo stemma nobiliare inciso sul retro dell’impugnatura. Semplice e chiaro. Questo genere di apparecchiatura ha subito progressivi affinamenti nel corso dei secoli, sino a diventare un modello di bon ton delle Reali Case di tutta Europa, dell’aristocrazia e dell’alta borghesia.

Il servizio alla francese, oggi, è la forma più complessa di servizio al tavolo. Prevede sempre l’intervento di personale che porge le vivande al commensale, il quale si serve da solo delle quantità desiderate. Si associa anche l’uso di un carrello speciale – detto gueridon – sul quale vengono esposte le pietanze per poi essere offerte agli ospiti. Questo tipo di servizio è ancora proposto nei ristoranti e negli hotel di lusso legati a uno stile attento alle tradizioni.

Si tratta di un’impostazione molto formale, adatta a occasioni speciali e di una certa importanza. L’evoluzione delle abitudini ha portato anche i ceti sociali più attenti all’etichetta a modificare lo stile di stare a tavola, rendendolo più rilassato e conviviale. Da qui derivano altri schemi di servizio – maggiormente diffusi per praticità, senza perdere in eleganza – che sono quello all’inglese e al piatto (detto anche all’italiana).

apparecchiare tavola formale

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