Vivere la casa con stile

Design in Codice

Continuano le nostre interviste con i designer che hanno partecipato a SOURCE SELF-MADE DESIGN, la mostra internazionale di design autoprodotto che quest’anno avrà anche una presenza anche al Fuorisalone durante la Design Week milanese.
Oggi parliamo di tre architetti e amici, che lavorano in tre zone distinte d’Italia, che nel 2012 hanno pensato di autoprodursi alcune idee pur lavorando già tutti nei settori del design, dell’architettura e della comunicazione. Lo hanno fatto riunendosi sotto uno stesso brand, pensando ad una progettazione libera dai vincoli del mercato che necessariamente imbrigliano le scelte delle grandi aziende produttrici. Ciò che ha attirato Anna Maria Cardillo, Leonardo Rossano e Paolo D’Ippolito verso l’idea di autoprodurre era proprio la possibilità di dare sfogo alla loro creatività, assumendosi personalmente il doppio onere di verificare fattibilità e vendibilità dei progetti. Loro sono Codice – collective design.

Come siete arrivati a Source?
Ne avevamo già sentito parlare e ci era sembrata una realtà interessante, cosa che oggi confermiamo.

Come vi è sembrata come esperienza?
Source è stata una bella occasione, che speriamo possa continuare, di poter mostrare il nostro modo di intendere il design ad un pubblico selezionato e spesso competente. La manifestazione del 2015 alla Limonaia di Villa Strozzi ci ha convinti poi a prolungare l’esperienza con il temporary shop di via Maggio a Firenze, dove invece ci siamo direttamente confrontati col mercato, non senza soddisfazioni.

Cosa ne pensate del design autoprodotto in Italia? Realtà fattibile o irta di ostacoli?
Il design autoprodotto è esploso da una decina d’anni a questa parte, o forse meno, come fenomeno di reazione all’anonimato della figura del designer che, a parte i grandi nomi, è stato per anni snobbato da quelle piccole e medie aziende che sono in realtà la colonna vertebrale del Made in Italy.
La crisi economica degli ultimi anni, per fortuna, ha ribaltato un po’ quella visione, per cui oggi il designer viene rivalutato come artefice di un possibile cambiamento di direzione economica e creativa delle aziende, che per competere hanno necessità (non più libera scelta) di distinguersi nel mercato e trovare una loro chiara posizione al suo interno. L’autoproduzione quindi si intrufola nel marasma di produttori come un fenomeno parcellizzato, ma ormai ben presente, che tra molte difficoltà cerca di proporsi come alternativa soprattutto ai grandi marchi.
Pertanto, parafrasando la domanda, potremmo dire che l’autoproduzione oggi è una realtà fattibile e anche piena di ostacoli. Ostacoli presenti nella scelta degli artigiani, che necessariamente devono intendersi più partner che fornitori; nell’affrontare il mercato, ormai saturo di proposte di ogni tipo; nella quotidianità della vendita e del rapporto coi clienti, lavoro nuovo per un progettista e infine nel sostenere le ovvie spese di produzione e promozione.

MEZZALUNAdecanter in vetro borosilicato soffiato a lume, design by Leonardo Rossano e Debora Mansur architetti. Il decanter Mezzaluna si caratterizza per le sue forme organiche e si presenta come un oggetto in cui funzionalità e poesia si coniugano per dare vita ad un pezzo unico artigianale. Un decanter che è anche sinonimo di praticità, grazie all’incavo per infilare la mano che permette un grande comfort di utilizzo.

decanter

UGOLA – E’ un vaso portafiori reversibile in vetro borosilicato soffiato a lume. Al suo interno si scorge una prominenza che come l’ugola dà voce alla composizione: semplicemente ribaltandolo, l’oggetto diventa vaso mono fiore. La particolare lavorazione della soffiatura a lume garantisce organicità e plasticità. Ugola è prodotto in due taglie: small e large.

vaso porta fiore

BB –  Date al giusto bicchiere il suo contenuto… il bicchiere BB è pensato per soddisfare, con uno stesso oggetto, vari gusti nella contemporaneità di un evento.  Il suo essere doppio e reversibile, quindi, crea la condizione di salvaspazio in uno scenario ironico ed innovativo sulle nostre tavole. È pensato in 8 diverse misure sintetizzate in 4 oggetti: il “grand ballon” per i vini rossi corposi invecchiati abbinato alla “coppa” per spumanti dolci, il “borgogna” per i rossi corposi con il “renano” per i bianchi strutturati, il “tulipano” per i bianchi leggeri con il “tumbler basso” per il whisky e infine la “flute” per spumanti secchi con lo “shot” per grappa e acquavite.

calice doppio vetro borosilicato

TEMPOLENTO – Un centrotavola leggero e trasparente per esaltarne il contenuto, Tempolento è come una corona che con i suoi dodici tubi a dimensione variabile e progressiva protegge e al contempo espone la frutta o altri oggetti. I tubi sono anche portafiori, per un tocco di sensibilità in più nell’arredare la tavola. Uno o dodici fiori che esaltano il convivio, nobilitano una cena, accarezzano la socialità.

design portafrutta

TANNINO –  Questo complemento, progettato per la classica bottiglia da 75 cl., mentre la espone ne incornicia forma ed etichetta. Nel legno di rovere, il migliore per la conservazione del vino, un foro regge orizzontalmente la bottiglia offrendola alla vista e alla presa, mentre lo spazio sottostante crea un alloggio per il cavatappi. Ruotandolo verticalmente, si può utilizzare anche come espositore dove la bottiglia trova un vano ideale in cui mostrarsi. Disponibile nelle due finiture, nero e rovere naturale.

design portabottiglia

 

 

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