Vivere la casa con stile

Scarpiere: croce e delizia!

Si faccia avanti chi non è rimasto, almeno una volta, affascinato davanti a una di quelle cabine armadio con annesse scarpiere degne del guardaroba di Carrie Bradshaw. Proprio lei ha riportato in auge, o meglio ha sdoganato, la passione neanche troppo segreta di moltissime persone: collezionare scarpe. Le star possono permettersi scarpiere equivalenti a un nostro “due locali con cucina abitabile” progettate nei minimi dettagli, e noi… possiamo solo sognarle? No! Sono un ottimo spunto creativo per ordinare la nostra collezione personale.

IL PRIMO LIMITE E’ LO SPAZIO. Esistono molte soluzioni che possono ovviare il problema: dalle scarpiere slim a scomparsa, da posizionare dietro le porte, alle ruote che ne contengono diverse paia fino a quelle da appendere. Una regola su cui non si discute è quella di separarle dai vestiti, si tratta solo di buonsenso, soprattutto olfattivo. Partendo dai mitologici “sgabuzzini” che possono essere organizzati con semplici mensole, è bene definire come disporre le nostre inseparabili amiche per renderle pronte all’uso!

scarpe

DIVIDIAMOLE IN TRE MACRO GRUPPI: alte, basse e casual. Le prime raggruppano tutti i plateau, stiletti, tronchetti e stivali da femme fatale. In un’ipotetica parete attrezzata, vanno disposte in ordine di stagione, colore e grandezza, ad altezza sguardo si troveranno le décolleté, sopra di esse vanno i sandali mentre sotto, appoggiati alla mensola più bassa o direttamente a terra, gli stivali. Poche regole ma buone! Le scarpe basse avranno uno o più ripiani completamente dedicati e sovrasteranno il loro equivalente casual. Tutto dev’essere comodo e a portata di mano.

SE LO SPAZIO È RISTRETTO. Una soluzione è conservarle in scatole appositamente comprate, per avere un continuum stilistico, o direttamente nelle loro confezioni originali per gli animi più bohèmienne. Le più belle possono anche diventare oggetti di arredamento ed essere spacciate per opere d’arte (diciamo che ha un senso solo se si trattasse di un paio di Christian Louboutin…). Come riconoscerle però? Semplice. Una foto su ogni scatola ricorderà il suo interno e, se non avete voglia ogni volta di scattare shooting fotografici, basterà scrivere su un’etichetta il contenuto. Necessità crea virtù!

Pulizia e manutenzione

pulizia delle scarpe I signori puliscono le scarpe, i cafoni le lucidano. Un vecchio detto inglese non proprio populista ma che nasconde una piccola verità: le scarpe vanno sì lucidate, ma senza esagerare! La pulizia esterna prevede un panno umido con cui togliere la polvere, una spazzola per l’immancabile lucido e una pezza per la lucidatura finale. Le scarpe di tela si lavano in lavatrice a 40° mentre quelle di plastica si possono pulire dentro e fuori con acqua e ammoniaca. Tolte le scarpe, è bene farle arieggiare qualche ora prima di riporle e, in caso di pioggia, farle asciugare completamente. Se potete, lavate le suole, è un’ottima regola d’igiene. Sacchetti di bicarbonato tra le mensole assorbiranno ulteriore umidità e bustine di stoffa colme di timo essiccato o lavanda aiuteranno a deodorare l’ambiente.

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