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Elettricità, più consumi e meno paghi.

Negli ultimi mesi la bolletta dell’energia elettrica è stata oggetto di accese discussioni, visto che è ufficiale ormai l’addebito del canone Rai a partire da luglio prossimo. Ma forse non tutti hanno appreso che oltre questa sorpresa, l’Autorità per l’energia ha introdotto alcune novità che si traducono nel paradosso “meno consumi e più paghi”.

RIFORMA – Questo paradosso è l’effetto della riforma della tariffa elettrica che è entrata in vigore a partire dal primo gennaio scorso. Con il 2016, infatti, gli utenti cominciano a ricevere una nuova tipologia di bolletta che dovrebbe rendere il costo dei servizi «più trasparente ed equo». A conti fatti però le bollette di chi consuma di più risulteranno più leggere e viceversa, a conferma che molte regole europee spesso sono poco comprensibili.

COSA CAMBIA – Innanzitutto viene abolita la progressività, ossia il meccanismo che fa pagare di più il kWh a chi consuma di più e di meno a chi ha consumi bassi. Inoltre i costi di rete che costituiscono il 40% della bolletta (cioè i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica) verranno spostati sulla parte fissa, cioè verranno pagati per punto di prelievo e per potenza impegnata, anziché per kWh consumato. Le bollette saranno sicuramente più trasparenti rispetto al passato e, assicura l’Autorità per l’energia, più facili da capire perché direttamente connesse ad un importo più legato al consumo effettivo. Staremo a vedere.

IN QUANTO TEMPO – Il processo di cambiamento sarà graduale e si svolgerà in due step: è partito da gennaio 2016 e avrà un altro passaggio nel 2017 per arrivare a regime nel 2018. Con il nuovo regime, saranno favorite le famiglie numerose mentre la bolletta sarà più cara per la famiglia tipo, e il rincaro maggiore sarà per i single benestanti. In particolare, per la famiglia tipo (2,3 persone secondo l’Istat) si stima che la spesa media annuale aumenterà (tra il primo gennaio 2015 e il primo gennaio 2018) di 21 euro (+0,9 euro al mese nel 2016, +0,09 euro nel 2017 e +0,76 euro nel 2018); per le famiglie numerose è invece previsto un risparmio di circa 46 euro. Il rincaro maggiore sarà per i single benestanti, che pagheranno 78 euro in più (+2 euro al mese nel 2016, +3,7 euro nel 207 e +0,6 euro nel 2018).

CONSUMI – Vediamo i rincari in base ai consumi annuali. Un utente con consumi molto bassi, 900 kWh, a riforma completata (nel 2018) pagherà ben 117 euro in più rispetto ad adesso su di una bolletta attuale di 260 euro/anno. Nel 2016 la sua bolletta sarà più cara di 20 euro. Un utente con consumi alti, 6000 kWh, l’anno risparmierà nel 2018 quasi 600 euro su una bolletta da circa 1.500 euro. Nel 2016 il risparmio sarà di 160 euro. Il residente con consumi medi, 2.700 KWh/anno, nel 2016 spenderà 9,8 euro in più mentre a fine riforma, nel 2018 la sua bolletta sarà di 19 euro in più.

BONUS – Per le famiglie a basso reddito l’Autorità ha previsto un «ammortizzatore»: si tratta del bonus sociale di sconto che nel 2016 viene potenziato in modo che per le famiglie a basso reddito non ci sia nessun aggravio di spesa. A regime lo sconto dovrebbe essere portato dal 20 fino al 35% della spesa e con un ampliamento della platea degli aventi diritto.

CHI CI GUADAGNA – I consumatori che sceglieranno tecnologie più efficienti come pompe di calore, auto elettriche o piastre a induzione, fino a ieri penalizzate dalla progressività della tariffa in luogo dei forti consumi, saranno premiati in nome della cosiddetta promozione dell’elettrificazione dei consumi: usare più elettricità e meno fonti non rinnovabili. Anche il cambio della potenza installata, per esempio il passaggio da 3Kw a 6Kw sarà, per un periodo transitorio, gratuita.

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