Vivere la casa con stile

Ricevere dopo cena

Ricevere dopo cena è l’escamotage perfetto per riuscire a vedere amici e parenti senza dover organizzare impegnative cene placé. Una valida alternativa alla quale potete ricorrere, non solo sotto le feste di Natale, ma ogni qualvolta vi manchi il tempo o la voglia di pianificare qualcosa di più impegnativo. Basta organizzarsi.

QUESTIONI PRATICHE
Si presume riceviate in salotto, quindi liberate tutti gli spazi utilimensole e consolledove posizionare stoviglie, piatti, bicchieri, bevande come superalcolici o tutto l’occorrente per servire il caffè e qualche dolcetto diposto su un piatto o un’alzata, insomma tutto quello che potrebbe servirvi senza essere costrette ad alzarvi ogni cinque minuti per andare in cucina. Accertatevi che tutti avranno un posto dove sedersi, se poi preferiscono restare in piedi è una scelta loro, ma vedere sguardi vagare per il salotto, alla ricerca di un posto libero, non è bello.

UN PICCOLO TRUCCO
Il carrello. Se le superfici dove appoggiare caffè e tutto il resto non sono sufficienti, esibite il vostro carrello (il mio è perennemente parcheggiato in cucina ma, all’occorrenza viene svuotato e pronto a venire in aiuto per appoggiare tazze, bicchieri e piattini oppure trasformato in un mini bar per gli ospiti).

ATMOSFERA
La casa dovrà accogliere i vostri ospiti in un’atmosfera calda e festosa, siamo facilitati dai decori di Natale, dalle lucine accese sull’abete, dalle candele accese al profumo di arancia e cannella ma, più in generale, la casa dovrà essere ordinata (il che non vuol dire perfetta, anche perché non da l’idea di essere vissuta) e con un buon odore. Tutto questo, oltre all’umore dei padroni di casa, contribuirà ad un clima più rilassato e allegro.

INVITI
Si tratta di un’occasione informale quindi potete avvertirli per telefono o messaggio, va da sé che rispondere è cortesia e soprattutto una frase del tipo “non so se potrò esserci” è vietata non solo dal galateo ma anche dal buon senso, molto meglio “controllo e ti faccio sapere subito”. Se gli invitati non si conoscono tra di loro sarà compito della padrona di casa introdurli e presentarli agli altri ospiti. Infine, a che ora è il congedo? In genere la mezzanotte. Poi la zucca si trasforma..

Cosa non portare a un dopocena

di Fabio Massimo Donzelli. Una giornata di lavoro infinita, riunioni che sembrano fatte apposta per l'emicrania a grappolo ed ecco che spunta l'invito per un sereno dopocena a salvarvi la vita. Mi raccomando però un certo grado di buon senso per le cose da non portare. Ecco una breve lista che vi darà la possibilità di essere invitati nuovamente. Gelato. Anche se i vostri gusti preferiti sono trota salmonata e pistacchi ripassati con cicoria, astenersi dal portarli ai vostri amici. Andate sul sicuro, le creme non tramontano mai. Vino. Meglio farvi consigliare in una buona enoteca per un passito o un liquoroso, la stessa dove vi siete fermati con le quattro frecce in sesta fila per acquistare una bottiglia di bollicine a temperatura desertica. Biscotti. Di solito si portano per la prima colazione, quindi non azzardatevi a prendere una confezione di pasticceria secca al supermercato, per intenderci quella con l'amarena candita in bella mostra e con la consistenza di un foratino. Piante e fiori. Sicuramente sempre ben accetti ma a patto che siano confezionati a dovere. Comunque andrebbero sempre accompagnati da un dessert, il ficus e le margherite non sono molto digeribili. Cioccolatini. Naturalmente non quelli riciclati dal Natale scorso e possibilmente acquistati in una pasticceria specializzata, dove il temperaggio del cioccolato non è scambiato per un problema di temperatura ai frigoriferi del negozio. Mani vuote. Se il vostro negozio di dolci preferito dovesse essere sfortunatamente in ferie, sceglietene un altro e non pronunciate la classica frase “era tutto chiuso, ho portato me stesso”, potreste rischiare qualche ginocchiata gratuita.

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