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Imu e Tasi, il ritardo si paga

E’ scaduto ormai dal 16 dicembre scorso il termine per il pagamento del saldo dell’Imu e della Tasi dovuto per il 2015 e per chi non ha rispettato questa scadenza, è possibile rimediare pagando in ritardo e usufruire del cosiddetto ravvedimento operoso, una sorta di auto denuncia al fisco del mancato pagamento.

Va detto però che il ritardo si paga, questo era più che ovvio, e bisogna tener conto del periodo entro il quale il contribuente deciderà di pagare, questo infatti genererà differenti sanzioni e interessi in misura fissa. Vediamo dunque nel dettaglio entro quando si potrà pagare il saldo di imu e tasi e a quali sanzioni si andrà incontro, tenendo conto che andranno aggiunte al saldo dovuto.

◾pagamento dal 17 dicembre al 30 dicembre 2015: si paga lo 0,2% per ogni giorno di ritardo.

◾pagamento dal 1 gennaio 2016 al 15 gennaio 2016: la sanzione è del’ 1,5%

◾pagamento dal 16 gennaio 2016 al 16 marzo 2016: sanzione ridotta all’1,67%

◾pagamento dal 17 marzo 2016 al 30 giugno 2016: sanzione pari al 3,75% dell’imposta dovuta.

Se si paga dopo 1 anno si applicherà la sanzione piena del 30%.  Insieme al saldo dovuto e alle sanzioni ridotte si applicano comunque sempre gli interessi che sono pari allo 0,5% annuo da calcolare sull’imposta rapportati agli effettivi giorni di ritardo.

Per pagare entrambe le imposte in ritardo si deve usare il modello F24 e compilarlo nella sezione “IMU ed altri tributi locali”. Qui sotto un’immagine esplicativa per capire cosa riempire sul modello in questione per usufruire del ravvedimento operoso.

imu e tasi in ritardo

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