Vivere la casa con stile

Un designer artigiano

Rubo il design con gli occhi e alla fine lo ritrovo nella mia mente, nel mio cuore e nelle mie mani. Amo progettare in silenzio e credo che il design debba essere funzionale e passionale, attento ai dettagli, un design che trasmetta poesia e stupore, sempre divertendo. (Andrea Brugnera)

Ho conosciuto Andrea Brugnera o meglio, ho visto i suoi lavori, in esposizione a Source, la manifestazione di design autoprodotto svoltasi a Firenze lo scorso settembre. L’ho contattato e gli ho chiesto di raccontarmi un po’ di lui, e lui mi ha risposto “ho un desiderio: diventare un bravo designer” . Che dire, a me sembra sulla strada giusta. I suoi studi però non sono stati esattamente nel settore del design, dato che ha conseguito una laurea in botanica, ma questo lo ha avvantaggiato nella conoscenza del mondo naturale, tema che gli sta molto a cuore.

Perchè hai scelto di diventare designer?
“Per passione (e sacrificio), ho iniziato da poco ad autoprodurre alcuni miei progetti per sfida con me stesso e per ora ci dedico il 10% del mio tempo, ma spero in futuro di dedicare molto più tempo ed energie. Secondo me l’autoproduzione è coraggio e libertà, questo perché il controllo del progetto, dall’idea alla produzione, dalla commercializzazione alla comunicazione, è totalmente in mano al designer, seppur con qualche influenza dell’artigiano a cui ci si appoggia. In futuro vorrei diventare un designer artigiano con un mio laboratorio, a volte sento il bisogno di sporcarmi mani e occhiali, abbandonando matita e mouse per prendere in mano la materia pura. Ho una ventina di progetti da autoprodurre nei prossimi mesi, ma tutto dipenderà dalle entrate economiche, non voglio essere venale ma realista, l’autoproduzione non è un gioco ma una seria attività“.

Ed ecco alcuni dei suoi progetti. Disegnato da Andrea per Formabilio, il servomuto Tusciao è il complemento d’arredo pensato per riporre con ordine e praticità abiti e accessori. I tre elementi in legno di faggio e tondino metallico sono studiati per accogliere dalle giacche ai pantaloni, fino agli accessori più vari e, soprattutto, farti trovare tutto a portata di mano.
Rivisitazione moderna e di design del classico appendiabiti da camera, le sue linee semplici richiamano le più tradizionali architetture dei paesaggi italiani. La struttura è in massello di faggio con finitura ad olio ecosostenibile dall’effetto naturale. Giunzioni in cuoio con bottoni a pressione che lo rendono regolabile. Tondino in metallo verniciato colore bianco o bordeaux. Prezzo € 172 – formabilio.com

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JUDO (foto sotto a destra) è un appendiabiti in legno, si ispira all’arte marziale giapponese utilizzando la cintura Obi come elemento principale, sia nella forma ma anche nella funzione. Il disco centrale accoglie le aste e funge da svuota tasche per chiavi, portafogli. Il sistema di assemblaggio ad incastro e la chiusura finale tramite la cintura in tessuto eco-friendly, determina, non solo un gioco, ma anche l’eliminazione di incollaggi e ferramenta, a vantaggio della produzione, del trasporto e non per ultima della natura.

FILUEFERRU (foto sotto a sinistra) fanno parte di una collezione di sei vasi in filo di acciaio. La struttura in tondino disegna lo spazio intorno al contenitore dell’acqua, che può essere la classica brocca in vetro oppure un vaso in ceramica, cemento o alluminio. Il tondino in acciaio viene piegato, saldato e verniciato a polveri. Il nome nasce da “fil’ ‘e ferru” chiamata in italiano “acquavite di Sardegna”, quando l’acquavite veniva prodotta clandestinamente, gli alambicchi venivano nascosti sotto terra e legati con uno o più fili di ferro che sporgevano dal terreno.

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Andrea Brugnera vive e lavora a Treviso e se volete saperne di piu – andreabrugnera.it

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