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Caldaia etichettata?

Sono entrate in vigore da qualche giorno le nuove regole per le caldaie da riscaldamento che prevedono l’obbligo di etichettatura energetica. Come già accade per gli elettrodomestici, anche tutti gli apparecchi per il riscaldamento, quindi non solo caldaie ma anche pompe di calore e quelli per la produzione di acqua calda sanitaria (a.c.s.), per rendere il consumatore più informato e consapevole sulle classi di efficienza energetica, saranno dotati dell’etichetta che mostrerà graficamente la scala energetica, da A+++ a G, i consumi previsti e tutti quei dati importanti per la scelta prima dell’acquisto.

Bisogna comunque tenere a mente che le cifre riportate nelle etichette, come ad esempio il consumo energetico annuo o la rumorosità, sono riferite a condizioni di laboratorio quindi potrebbero essere differenti nella realtà, come accade anche per tutti gli elettrodomestici. L’importante comunque è avere in anticipo un quadro di massima e sapere che il divieto di fabbricare apparecchi che non rispettino i nuovi parametri non vieta in realtà la commercializzazione delle vecchie caldaie, quelle presenti fino a ieri sul mercato.

Con questo non significa che tutte le vecchie caldaie installate dovranno essere sostituite ma bisogna stare attenti nel momento dell’acquisto di una nuova caldaia o scaldabagno perché se non c’è l’etichetta significa che sono rimanenze di magazzino della vecchia produzione. Magari qualcuno potrebbe proprio orientarsi sulla rimanenza per risparmiare, in fin dei conti si tratta di apparecchi comunque affidabili anche se meno efficienti energeticamente, ma di solito quando c’è il giro di boa normativo guarda caso dopo qualche mese, episodi simili in campi diversi ce lo confermano, i “vecchi” apparecchi vanno tutti fuori legge.

Ecco come si presenteranno le nuove etichette

etichette-energetiche

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