Vivere la casa con stile

“D” come dessert

Oggi la nostra rubrica sulla storia della tavola vuole occuparsi di dolce, e per una volta di quello che va sulla tavola non come accessorio della convivialità ma come dessert da mangiare. Sapete da dove nasce il termine dessert?

In realtà i dolci, intesi in senso lato, hanno avuto uno sviluppo parallelo alle rotte commerciali che infittivano gli oceani per la ricerca delle spezie e la loro storia è antichissima, contrariamente a quanto possa immaginarsi. Già i Greci e i Romani erano soliti chiudere il pasto con frutta secca, formaggi e miele, una sorta di dessert che oggi qualche blasonato re dei fornelli potrebbe chiamare destrutturato.

Il termine proviene da “deservir” che letteralmente significa “togliere il servizio” , quello buono si intende. Quindi una volta attuato lo sgombero di piatti, posate e attrezzature delle portate precedenti, si è pronti ad accogliere l’ultima, il dessert.

Nel Medioevo e nel Rinascimento, periodi nei quali il “dolce” assume anche una sua iconografia ben definita, il dessert e gli eventuali gelati (non stupitevi, i primi carretti gelato sfrecciavano già nella Roma antica)  venivano spesso serviti tra un servizio e l’altro, da qui il termine “entremets” mentre il finale del pasto era affidato a canditi, pasticche di zucchero e bibite calde zuccherate a base di vino speziato.

Solo nel Seicento le tavole saranno arricchite dalla pasticceria con l’attenzione alla presentazione che culminerà poi nell’ Ottocento con vere e proprie architetture da mangiare. Oggi magari non si costruiscono ponti di pastafrolla con fiumi di crema che scorrono sotto ma quando finite il pasto con un bel dolce, Saint Honoré o un semplice pasticcino di mandorle, pensate a quanto tempo è passato dal primo dessert conosciuto.

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