Vivere la casa con stile

Birra a lezione di ceramica

Una bionda, una rossa e una scura si sposano con il design della ceramica. Non stiamo parlando di un triplo matrimonio di tre fanciulle di capigliatura diversa con un magnate asiatico della parte meno nobile dell’oro bianco ma di un sodalizio nato dalla sinergia di realtà produttive di uno stesso territorio, quello umbro, solo all’apparenza distanti ma in realtà molto vicine.

La ceramica umbra, quella che per intenderci fa annoverare la regione in questione come una delle poche famose nel mondo per questa artigianalità, grazie ad un progetto dell’istituto italiano di design di Perugia insieme alla Scuola d’arte ceramica di Deruta, ha sfornato tre bottiglie in ceramica fatte alla maniera tradizionale. In tre forme diverse ed in serie limitata e numerata, nei mesi di settembre e ottobre saranno loro ad essere riempite con altrettante eccellenze birrarie.

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E come sette erano le meraviglie del mondo, sette sono i birrifici umbri che hanno sposato l’idea di imbottigliare le loro creazioni brassicole nella ceramica. Dallo storico e risorto birrificio della Birra Perugia grazie alla lungimiranza di Antonio Boco che ha riportato al vecchio splendore il marchio che nel ‘900 vendeva birra a tutta Italia, passando per i non meno noti birrifici artigianali come il Birrificio dei Perugini, il Birrificio Artigianale Fortebraccio, il Birrificio Tuderte, quello Artigianale del Mulino dei Bianchi, quello del Monastero di San Biagio e quello della Birra Flea.

Ma il comune denominatore per due mondi così lontani si chiama passione, studio, sperimentazione, talento e capacità imprenditoriali, troppo spesso aspetti sottovalutati in nome di una qualità superiore soltanto presunta. Un dialogo che si fonda sul “chi c’è intorno a noi” e promuove quello che tutto un territorio è in grado di fare e offrire in termini produttivi. (sotto, tre birre vestite di ceramica).

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