Vivere la casa con stile

Design (decisamente) ecofriendly

Continuano i nostri incontri/interviste con i partecipanti di SOURCE SELF-MADE DESIGN, la mostra internazionale di design autoprodotto in programma, a Firenze, dal 10  al 20 settembre.

Dopo Elisabetta Coccioni, oggi abbiamo un’altra gentile dama Erika Braccini che mi ha colpito perchè tra le foto inviatemi per la pubblicazione ne aveva messa una con un simpatico lombrico che le camminava su un dito, ma il photoeditor non ha il mio stesso senso dell’umorismo e l’ha levata. Peccato. Ma torniamo a noi. Erika cosa ci racconti di te?

Mi sono laureata alla Camberwell College of Arts in 3D Design nel Giugno 2014. I miei interessi nel campo del design si concentrano sulle tematiche ambientali, sullo spreco e sul riutilizzo di materiali. Ritengo che il design sia una nuova forma di attivismo positivo che ha il potenziale per diventare uno strumento di altissimo valore ed efficacia per affrontare e superare problemi ambientali e sociali. Al momento lavoro part-time come educatrice e animatrice in una scuola materna, e nel tempo che mi rimane proseguo con la realizzazione dei miei progetti di design che spero prenderanno piede il prima possibile.

Come mai ti sei iscritta a Source e cosa ti aspetti da questo concorso?
Esibire nella mia città natale (precisamente a pochissimi passi da casa!) è sempre stato un mio sogno nel cassetto e Source sembra anche essere un evento di alta qualità e ben organizzato. Da Source mi aspetto di avere copertura di stampa, possibili collaborazioni con scuole, designers, artisti o altri professionisti che volessero collaborare a i miei progetti.
Il mio design punta soprattutto a coinvolgere le persone e i bambini, quindi per me è molto importante avere un contatto con il pubblico.

Qual è la spinta che ti ha portato verso l’autoproduzione?
La bellezza di veder nascere qualcosa dalle proprie mani, tipo Geppetto e Pinocchio. Ci credo che Geppetto gli voleva bene a Pinocchio, lo aveva costruito con le sue mani a poco a poco, facendo degli sbagli per poi imparare da essi. Non solo adoro giocare con materiali, ma inoltre ritengo che la professione dell’artigiano sia andata un po’ sparendo e la produzione di massa abbia preso il sopravvento, creando un design di scarsa qualità, e al quale le persone non hanno più un attaccamento emotivo, che le portava a prendersi più cura degli oggetti. C’e’ troppo spreco. Spero che i miei progetti possano durare a lungo e che portino un cambiamento nel modo di pensare.

Cosa fai per far conoscere i tuoi prodotti. E se qualcuno li volesse acquistare?
Al momento ho esposto principalmente a Londra ma anche a Bruxelles, Berlino e a Milano e questo mi ha portato una serie di contatti utili. I miei prodotti richiedono dei piccoli accorgimenti finali, ma a breve saranno pronti per il mercato e potranno essere acquistati mandandomi una mail. Mi piace in qualche modo comunicare con i miei clienti, piuttosto che lasciare il tutto all’acquisto online! Oppure mi auguro che un giorno i miei prodotti potranno essere acquistati in diversi negozi in giro per l’Italia e perché no anche all’estero.

E adesso le sue creazioni, sempre raccontate da lei.

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PulpMe Clock è prodotto col riutilizzo di carta riciclata trasformata in polpa attraverso un processo che mischia la carta con residui di caffè e dal quale si ottiene un materiale solido e durevole. La scelta di questi materiali costituisce un tentativo di limitare l’impatto dell’industria della carta e del caffè, due delle maggiori industrie frutto della società consumistica. Il concetto portante di PulpMe Clock è dato dal fatto che quando non è più utilizzabile, è facilmente smontabile e riciclabile.

Wonders (in concorso a Source) è il nome del progetto che utilizza scarti di striscioni pubblicitari di PVC per produrre tessuti. Gli striscioni scartati vengono usati come filo e tessuti a mano con fili di cotone naturale per creare una stoffa versatile, impiegata per la produzione di cuscini. Ed è tutta intezione di Erika di ampliare questo progetto producendo anche complementi d’arredo in tessuto per il design d’interni.

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Gaia Cabinet (in concorso a Source) è una cassettiera mobile che contiene terreno e lombrichi. E’ stata progettata per essere portata in giro per la città nelle scuole allo scopo di insegnare ai bambini quanto siano importanti i lombrichi per le nostre vite e quanto sia fondamentale limitare lo spreco di cibo. Gli avanzi possono essere riciclati dandoli ai lombrichi in modo che possano trasformarli in sostanze nutritive che arricchiscono il terreno e di conseguenza anche il cibo che ricaviamo dalla terra.

Gaia Cabinet è di plastica riciclata e acciaio inossidabile, entrambi riciclabili. Può essere montata e smontata in modo molto semplice. E’ stata concepita con lo scopo di essere in linea con i principi dell’economia circolare.

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E qui una sorridente Erika

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