Vivere la casa con stile

Roberto Rubini, così è nata Source

Intervista a Roberto Rubini, la mente di SOURCE SELF-MADE DESIGN, la mostra internazionale di design autoprodotto che si terrà a Firenze  dal 10  al 20 settembre.

Domanda di rito, chi è Roberto Rubini e cosa fa nella vita?
“Ho studiato architettura a Firenze e mi sono laureato in urbanistica e pianificazione territoriale. Poi mi sono avvicinato alla progettazione di oggetti e piccoli arredi, spinto dal desiderio di realizzare in un laboratorio prototipi e piccoli modelli. In realtà quindici anni fa, in un mondo ancora non molto social, mi sono avvicinato all’autoproduzione anche se è stato per me solo un modo di sperimentare e fare ricerca”.

Come è nata l’idea di Source?
“Source, progetto dell’associazione culturale ALTROVE, nasce con l’obiettivo di portare a Firenze, piazza inusuale per il design, progettisti da tutto il mondo mettendoli in contatto tra loro e avvicinandoli alla produzione artigianale toscana e nazionale. Il tutto cercando di incuriosire aziende e piccole imprese attraverso la selezione di progettisti talentuosi” .

E’ stato difficile organizzarla?
“Il momento più difficile è stato l’inizio. Decidere di aprire gratuitamente al pubblico e soprattutto ai partecipanti è stato allo stesso tempo la nostra forza ma anche la nostra principale difficoltà in termini di sostenibilità. Fortunatamente in questo hanno creduto i principali partner del progetto e, a oggi, possiamo dire che la città ci sostiene. Il Comune di Firenze e il Quartiere 4 ci stanno dando il necessario supporto in termini di spazi e collaborazione. Così come l’Ordine degli Architetti, OmA e Fidi, oltre alle diverse aziende che vedono in questo progetto un bacino di creatività in cui credere e su cui scommettere”.

Perchè un’altro evento/mostra per designer autoprodotti? Non ce ne sono in giro già tanti?
“Ci sono due eventi importanti e ormai consolidati sull’autoproduzione: a Torino Operae e a Trento OpenDesignItalia. Ne sono nati altri dopo Source. Evidentemente questa offerta risponde ad un bisogno. Rischio di ripetermi, ma quello che ci distingue non è un aspetto di poco conto. I designer selezionati da noi espongono gratuitamente. Quest’anno abbiamo avuto 200 richieste di partecipazione, contro le 70 dello scorso anno. Inoltre un evento di 10 giorni risponde alla necessità da parte del designer non solo di attivare contatti e relazioni ma anche di partecipare ad attività (i nostri workshop solitamente durano almeno una giornata) che offrono contenuti di alto livello professionale, una vera opportunità formativa. Inoltre Source – tra i 20 finalisti di Culturability – si sta trasformando in un progetto culturale permanente. Questo accade a Firenze, città conosciuta nel mondo e con una fortissima tradizione artigianale”.

Quali sono i vantaggi effettivi per chi vi partecipa, c’è un riscontro attivo con le aziende?
“Il ruolo delle aziende comincia a essere veramente attivo quest’anno. Con alcune aziende locali abbiamo cominciato a lavorare sulla prototipazione di oggetti nati durante alcuni workshop dello scorso anno. Un processo importante perchè il designer che approda a Source ha la possibilità di esporre, di progettare, di veder prototipati alcuni oggetti e quest’anno anche di vendere con l’introduzione di un temporary shop. E poi quest’anno si sono consolidati anche rapporti con aziende di calibro internazionale e questo oltre che motivo di orgoglio è anche un segnale incoraggiante per il futuro”.

( Roberto Rubini)

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