Vivere la casa con stile

La casa non si tocca….mica tanto.

Il tuo nucleo familiare passa un momento particolare e non riesce a pagare la rata del mutuo? Niente paura, ci pensa il Governo e permette il pignoramento della casa, anche se è l’unica in possesso. Negli ultimi giorni il dibattito parlamentare portato avanti dalle opposizioni, chiedeva l’impegno del Governo affinchè si rendesse impignorabile la prima casa o comunque venisse tenuto in considerazione un periodo prestabilito di sospensione intorno ai 36 mesi.

Nulla da fare però, le cose rimangono invariate e nel caso in cui il debito sia tra privati, guardacaso tra un cittadino e la banca, la casa è pignorabile. E non fa niente se al momento vengono stimate circa 11 mila famiglie in netta difficoltà economica con sulle spalle il mutuo della sognata casa. Quindi di fatto rimane tutto come prima, vediamo nel dettaglio.

Se il creditore è Equitalia. In questo caso, come già aveva ribadito una sentenza della Cassazione datata settembre 2014, il pignoramento è vietato a condizione che l’immobile sia accatastato nella categoria A, quindi destinato ad uso abitativo, che il debitore vi risieda anagraficamente e che la casa non sia classificata come immobile di lusso ( accatastato come A/8 o A/9). Inoltre se il debitore risulta proprietario di altre abitazioni, il pignoramento è possibile solo se il debito con Equitalia supera i 120mila euro.

Se il creditore è una banca. Ecco l’amaro boccone da ingoiare. Infatti in questo caso non vi è alcun limite al pignoramento della prima casa e oltretutto il creditore puo’ procedere all’esecuzione forzata anche per un debito minimo. Nessuna eccezione, anche se un familiare convivente fosse portatore di handicap o vivesse in particolari condizioni di disagio fisico o economico, l’esecuzione forzata verrebbe comunque applicata.

Se l’immobile va all’asta. Unica speranza per il debitore, come stabilisce la riforma della giustizia fatta a fine 2014, è quella di vedersi restituito l’immobile perchè tutti i tentativi di vendita sono andati deserti e a quel punto la ripetizione della procedura è troppo onerosa rispetto al presumibile valore di realizzo con conseguente impossibilità al raggiungimento di un ragionevole soddisfacimento delle pretese del creditore. E questo vale sia per la prima casa che per qualsiasi altro immobile.

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