Vivere la casa con stile

La casa in “contanti”

Ottenere liquidità dando in garanzia il proprio immobile è più semplice grazie all’entrata in vigore della nuova legge che disciplina il prestito ipotecario. La condizione però è che si abbia un’età maggiore di 60 anni ( la vecchia norma poneva il limite a 65 anni). Come funziona quindi questa sorta di “mutuo al contrario”?

Basta andare in un istituto bancario e chiedere il prestito ipotecario fornendo come garanzia l’immobile di proprietà, successivamente si otterranno i “contanti” in una quota che potrà variare tra il 15 e il 55% del valore di mercato della casa, sulla base anche dell’età del contraente. Più si è giovani, quindi appena superati i 60 e minore sarà la quota concessa. Al contrario, più si è anziani e maggiore sarà la liquidità, proprio sulla base della probabilità da parte della banca di ottenere prima l’estinzione del debito. L’operazione si può richiedere solo sull’abitazione principale e non su più immobili.

Il rimborso del prestito ottenuto con questa modalità sarà effettuato o direttamente dall’interessato o dai suoi eredi che potranno decidere se restituire l’importo o cedere alla banca l’immobile che verrà venduto. Il tasso di interesse applicato è del tutto simile a quello di un mutuo ordinario. Dalla vendita poi la banca tratterrà quanto dovuto e verserà agli eredi l’eventuale differenza.

In alternativa gli eredi potranno decidere se vendere l’immobile in maniera autonoma, ma in questo caso dovranno restituire l’importo del prestito entro 12 mesi. Anche nel caso in cui la proprietà dell’immobile venga ceduta, la restituzione integrale della somma ottenuta dovrà tassativamente avvenire entro 12 mesi.

Altra novità:  viene esplicitata l’applicazione delle agevolazioni fiscali previste per le operazioni di credito a medio o lungo termine, ovvero esenzione dalle imposte di bollo, registro, ipotecarie e catastali e dalle tasse sulle concessioni governative, grazie al versamento di un’imposta sostitutiva (0,25% dell’ammontare complessivo dei finanziamenti agevolati erogati; 2% se non riferito a prima casa e relative pertinenze).

Per quel che riguarda invece il trattamento fiscale dell’immobile durante la durata del prestito, occorre continuare a pagare le imposte patrimoniali sul possesso (Imu e Tasi) e la tassa rifiuti (Tari ), oltre eventualmente all’Irpef sulle abitazioni non locate.

 

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