Vivere la casa con stile

“F” come fonduta

di Laura Tasso.

La fonduta è un piatto molto diffuso che prende il nome dal francese fondre, far sciogliere. Inventata dagli svizzeri per utilizzare il formaggio troppo vecchio, prevede anche una variante di origine francese, ovvero la Bourguignonne, che è a base di carne intinta nell’olio bollente e servita con una serie di salse.

Se per le ricette è meglio rimandare a cuoche molto più esperte, possiamo però vedere insieme qual è la pentola più adeguata per le diverse fondute.

La classica fonduta svizzera richiede, per essere gustata al meglio, una casseruola di coccio, o coquelon, poggiata su uno scaldavivande a lumini o un fornelletto a spirito. La terracotta, infatti, mantiene bene il calore e permette al formaggio fuso di formare sul fondo una crosta che, oltre a non far bruciare il restante formaggio, verrà raschiata e divisa fra i commensali al termine del pasto.

Quanto alla Bourguignonne, dove la carne viene intinta nell’olio bollente, la scelta migliore è una casseruola di rame, o comunque di metallo per garantire un’ottima conducibilità del calore.

Entrambe le varianti prevedono l’uso di apposite forchette con il manico lungo e due rebbi piccoli. Il manico, generalmente, è di legno e ha sull’impugnatura un colore diverso per ogni commensale. I piatti, in genere, sono suddivisi in scomparti per potersi servire di salse e intingoli senza mescolarne i sapori.

Una variante golosissima è la fonduta al cioccolato, dove pezzetti di frutta vengono intinti nel cioccolato fuso.

Bon appetit!

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