Vivere la casa con stile

Il metronomo dell’eleganza

L’emblema dell’eleganza maschile, sua maestà la cravatta. Una collezione privata, quella della cravatta, che ogni uomo coltiva negli anni e rispecchia l’evoluzione dello stile. Ma questo accessorio  merita la giusta conservazione e molto spesso le cravatte vengono appese nell’armadio in modo smisurato, magari una sull’altra e tenute insieme da una banale fettuccia. Nulla di più sbagliato.

Le cravatte si possono appendere in questo modo soltanto per poco tempo, scordatevi di lasciarle così per il resto della loro vita. L’ideale conservazione è quella di arrotolarle intorno al palmo della mano, senza stringerle come se fossero delle cime di bordo, e utilizzare un cassetto con scomparti appositi.

Se la collezione è modesta si potrebbe sacrificare un cassetto e riporle direttamente orizzontali, piegate, come è ovvio,  sul collo. Ma  chi utilizza quotidianamente questo accessorio, sappia che deve rispettare alcune semplici regole per goderne più a lungo possibile.

  • A fine giornata togliere la cravatta dalla testa, allentando parzialmente il nodo. Lo scioglimento completo va fatto delicatamente e non indosso.
  • Cercare di non utilizzare la stessa cravatta per più giorni di seguito. Hanno bisogno di riposo e devono prendere aria per tornare in forma senza stropicciature.
  •  Volendo togliere una piega ostinata, utilizzare il vapore del ferro interponendo sempre un fazzoletto di cotone per evitare danni.
  • Devono essere protette da polvere, luce solare diretta e anche dalle tarme ( non ne sono immuni).
  • La cravatta cosiddetta sette pieghe, l’espressione più artigianale di questo accessorio, non va assolutamente appesa. Va riposta soltanto arrotolata, pena il collasso della forma.

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